Cresce in Puglia e Basilicata la febbre delle scommesse, slot machine e gratta e vinci

Si chiama ludopatia ed è la più diffusa delle cosiddette «nuove dipendenze». Si gioca a casa o al bar, in un’agenzia scommesse o in una ricevitoria. Diciamolo chiaramente, si tira la cinghia su tutto, tranne che sul gioco. Alla faccia della crisi che tira e che impone a tante famiglie di farsi i conti in tasca: «10eLotto», «Gratta e vinci», «Bingo», slot machine, scommesse sportive e ippiche (tanto per citare i più gettonati) continuano a «manipolare» i risparmi della gente, sempre più protesta verso l’illusione di una vincita record. Insomma la «febbre da gioco», raffreddatasi durante il lungo periodo pandemico per la chiusura dei punti gioco per le restrizioni anticontagio, sembra essere salita nuovamente in tutto il Paese, Puglia e Basilicata comprese.

A testimoniarlo sono i dati forniti da «Agimeg» (l’agenzia di stampa numero uno per il settore dei giochi e delle scommesse) secondo cui nel 2023 la spesa nel settore dei giochi e delle scommesse è stata di poco meno di 19 miliardi di euro, valore in crescita rispetto al 2022 quando gli italiani hanno speso circa 17 miliardi e in ulteriore aumento di oltre 8 miliardi rispetto al 2021 quando, però, il settore del gioco è rimasto chiuso, per l’emergenza Covid, per quasi 6 mesi.

In Puglia, secondo i dati elaborati da «Agimeg» e forniti dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, lo scorso anno sono stati spesi un miliardo e 221 milioni per giocare a slot machine e video lottery terminal, «SuperEnalotto» e scommesse, «Gratta e vinci» e Lotto. Rispetto al 2022 c’è stato un incremento di oltre 200mila euro.

In Basilicata, invece, nel 2023 si è speso 141mia euro (125mila nel 2022).

«Il 2023 ha segnato un riavvicinamento tra il gioco online e quello fisico perché con la fine della pandemia le cose, dove più e dove meno, sono tornate alla normalità. Certo – commenta il direttore di Agimeg, Fabio Felici – le abitudini magari sono cambiate ed altri cambiamenti sono emersi nel corso degli ultimi anni: è cambiato il lavoro, sono cambiati i numeri, sono cambiate le relazioni umane e i momenti sociali. Sono tutte trasformazioni che hanno investito ogni realtà produttiva: il settore del gioco pubblico, che in Italia è parte fondamentale ed integrante del Pil, non è stato da meno. Ed anzi, quello fisico (a vantaggio di quello online) è stato forse tra i più colpiti e condizionati dal lockdown e dai mesi in cui contenimento e restrizioni sono state le parole d’ordine da seguire. Nel 2022 il divario tra gioco fisico e online si è ridimensionato e lo scorso anno il gioco online è ancora quello leggermente in vantaggio rispetto alla spesa (il valore del giocato degli italiani meno le vincite)».

«Nel 2023 sul gioco fisico la spesa degli italiani è stata di 18,3 miliardi di euro, un dato in crescita rispetto ai 16,5 miliardi del 2022, questo a riprova che si torna a frequentare le sale scommesse, nelle sale bingo, nei negozi di gioco e non si pratica più solo online. Per quanto riguarda la Puglia e la Basilicata, i lucani sembrano preferire il Gratta e vinci e il Lotto: i giochi tradizionali hanno avuto una crescita più importante rispetto agli altri concorsi. Sono in calo in entrambe le Regioni ma, anche in tutta Italia, la spesa su slot e video lottery».

«In Puglia, invece – continua Fabio Felici – oltre a “Gratta e vinci” e Lotto, sono andate molto bene anche le scommesse: questi i giochi più praticati tra i pugliesi lo scorso anno. Certo, essendo più grande, la Puglia ha numeri più rilevanti rispetto alla Basilicata».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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