La recensione del dott. Giuseppe Giannini sul libro del Prof. Avv. Donato Santoro, dal titolo “Le intercettazioni ambientali”

Ospitiamo su melandronews.it un contributo del dott. Giuseppe Giannini, cultore del diritto e analista politico, che recensisce il libro del Prof. Avv. Donato Santoro, dal titolo “Le intercettazioni ambientali. Attivazione del trojan, esigenze investigative, tutela della riservatezza in attuazione agli art. 13,14 e 15 della Costituzione”

Il nuovo libro del professore avvocato Donato Santoro affronta una tematica di stretta attualità. Come si evince dal titolo, ci si interroga sulla necessità/opportunità delle intercettazioni nella prevenzione e repressione dei reati. L’esigenza di garantire una giustizia al passo coi tempi si scontra con l’invasività (specie delle moderne tecnologie) di tali strumenti. Il testo è arricchito dalla brillante prefazione del dottor Luca Palamara, magistrato di Cassazione e già membro del C.S.M. Il libro è suddiviso in nove capitoli. Si parte dalla presentazione del concetto stesso di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni. Al riguardo manca una definizione da parte del c.p.p., cui hanno sopperito la Corte Costituzionale e la Cassazione, identificandola con l’apprensione clandestina del suo contenuto tra due o più soggetti da parte di un terzo estraneo al colloquio. Elementi caratterizzanti sono dunque la segretezza, la terzietà e clandestinità e l’utilizzo di strumenti tecnici di captazione. Vengono in evidenza l’art.266 c.p.p., che la legittima, l’art.268 c.p.p., che indica gli strumenti, e il loro rapporto con l’art.15 Cost., che fa riferimento alla libertà e segretezza della corrispondenza. Infatti, l’art.15 afferma l’inviolabilità delle comunicazioni, esse possono essere limitate solo per atto motivato da parte dell’autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge (con riguardo alle comunicazioni tra presenti ma anche quelle attuate mediante mezzi di trasmissione a distanza). La C.E.D.U. si è pronunciata a tutela della segretezza e della riservatezza (art.8), indicando una serie di garanzie minime per predisporre le intercettazioni: individuazione delle persone, della natura dei reati, di un termine, delle modalità operative, delle garanzie a tutela della privacy.

L’art. 266 c.p.p. fa un elenco tassativo dei reati per cui è ammessa l’intercettazione: delitti attinenti il traffico di sostanze stupefacenti, armi, usura, manipolazione del mercato, divulgazione di materiale pedopornografico, contraffazione e frodi alimentari…L’art.267 c.p.p. esige due presupposti: i gravi indizi di reato (ma si ritiene sufficiente l’esistenza di un solo indizio) e l’assoluta indispensabilità per la prosecuzione delle indagini delle intercettazioni (che quindi non possono essere disposte come primo atto di indagine).Le intercettazioni vengono effettuate, a seguito della richiesta del PM, con provvedimento motivato (decreto autorizzativo) dal Gip, e in caso di urgenza, dal P.M. stesso che entro 24 ore deve sottoporre la misura disposta al Gip affinché la convalidi. Ottenuto il provvedimento il PM emana un decreto con cui regola le intercettazioni. All’esecuzione provvede il p.m., ma nella prassi è la polizia giudiziaria, attraverso impianti in dotazione presso la procura della Repubblica. Importante in questa fase è il controllo del giudice, onde evitare abusi da parte della polizia giudiziaria o lesioni del diritto alla riservatezza. Particolare rilevanza hanno le intercettazioni ambientali, riguardanti persone presenti nello stesso ambiente. Gli strumenti adoperati vanno dai microfoni, alle riprese video, alle microspie. Si viene a configurare una vera e propria violazione della privacy, anche se le violazioni del domicilio sono limitate al caso in cui vi è fondato motivo di ritenere che qui si stia svolgendo un’attività criminosa.

Per le attività di criminalità organizzata vige il c.d. “doppio binario”. Infatti, vista la gravità di questa tipologia di reati, vi è un regime differente: gli indizi devono essere solo sufficienti, e l’assoluta indispensabilità viene derubricata a mera necessità per lo svolgimento delle indagini, anziché per la loro prosecuzione. I tempi di captazione, in questo caso, non sono di quindici giorni prorogabili di altri quindici, ma vengono prorogati a quaranta giorni, prorogabili di venti. Vengono poi affrontate tutte le questioni relative all’intercettazioni domiciliari, al procedimento esecutivo e all’acquisizione dei risultati, con particolare riferimento alla documentazione: alla registrazione e trascrizione, al deposito e alla procedura di stralcio. Emergono tutte le criticità insite in questo delicato procedimento, determinandosi uno sbilanciamento nei ruoli delle parti. L’accusa gode di prerogative maggiori rispetto alla difesa, minando il principio della parità a tutela del contraddittorio. In tutta la trattazione, attraverso un dettagliato percorso, che ci illustra sull’evoluzione della disciplina, si mette in luce come spesso la mancanza di un quadro normativo di riferimento non riesca a tamponare le lacune dei codici e quindi a contemperare le esigenze investigative con quelle della riservatezza.

Nell’epoca attuale, del controllo generalizzato e del tracciamento costante a causa dell’internet delle cose, la profilazione diviene merce pregiata per i big data. Quindi i mezzi tecnologici utilizzati non sono affatto neutrali. In particolare, in ambito investigativo, desta più di qualche dubbio l’uso del trojan horse, l’agente intrusore virus, che attivando a distanza microfono e telecamera, e attingendo per un tempo non definito, a tutti i dati e ai file dei dispositivi informatici, così come alle memorie e alla navigazione, mette in pratica una vera e propria perquisizione. La gravità sta nel fatto che a differenza delle perquisizioni “normali”, che seppur a sorpresa mantengono delle garanzie, quali il decreto motivato e il diritto di farsi assistere da un difensore, qui la procedura è totalmente occulta. Inoltre, mentre il sequestro ordinario apprende solo le cose utili, in questo caso, si acquisiscono senza distinzione tutti i file. In tempi recenti, la politica ha cercato più volte di regolamentare la materia, ma si è trattato di interventi parziali o non approvati, spesso alimentati dalla spinta emotiva e per accontentare l’opinione pubblica. E’ un pò quello che succede anche con il mondo dell’informazione, dove più che la trasparenza e la tutela dei diritti, vengono fuori, da un lato, spinte giustizialistiche e securitarie, dall’altro garantismi di sorta, per non nuocere alla parte amica.

Queste riflessioni sono una costante nel libro dell’avvocato Santoro e nell’abile prefazione del dottor Palamara, il quale sottolinea l’importanza di tale strumento ma anche che esso debba esser maneggiato con cura quando si ha a che fare con i diritti inviolabili della persona. Ed è incredibile che lo Stato per mettere in sicurezza i sistemi informartici si affidi ad aziende private senza certificazione, e senza selezione e controllo del Ministero della Giustizia. Quindi, non sappiamo se i dati una volta trasmessi alle autorità inquirente rimangono poi in rete. Il pericolo, come sottolinea il professore avvocato Santoro, è che ci sia una indiscriminata diffusione di notizie prive di verità processuale. Le spese per le intercettazioni sono la voce più rilevante che lo Stato destina al bilancio delle spese di giustizia: 169 milioni su 193,6 milioni! E bisogna considerare che molte di queste vengono considerate illegittime e inutilizzate in dibattimento in violazione degli artt. 191 e 271 c.p.p. Urge dunque un intervento legislativo chiarificatore che dia credito agli operatori della giustizia, e al contempo sia garanzia dei diritti della persona in uno Stato democratico.

Giuseppe Giannini
Cultore del diritto, analista politico

2 comments

  1. Gerardo D'Errico

    In meno di una giornata, questo articolo, ha raggiunto nientedimeno che 33 mila 980 visualizzazioni.
    Un fatto senza precedente questo, da guiness dei primati per l’intero sito di Melandro News. Ancora una volta il magnifico Dr. GIANNINI, con un linguaggio semplice è riuscito a cogliere i contenuti del libro: intercettazioni ambientali, attivazione del trojan, esigenze investigative, tutela della riservatezza in attuazione agli artt. 13, 14 e 15 della Costituzione che disvela agli addetti ai lavori ed anche a chi si avvicina al mondo investigativo, particolari importanti.
    Questa ultima fatica del Professor ed Avvocato Donato Santoro del foro di Roma, rappresenta un apripista nel difficile mondo delle investigazioni, con le ultime tecnologie correlate arricchito da granitica giurisprudenza sia di legittimità che di merito e si erge, come al solito, a difesa ed a tutela del cittadino spesso tenuto all’oscuro da tali argomenti che invece nel testo sono sviscerati in maniera accessibile.
    Un lavoro questo encomiabile, sotto il punto di vista della chiarezza espositiva dell’avvocato e professor Santoro, sia come giurista che anche da comune cittadino, dove vengono affrontati nei vari capitoli argomenti unici ed originali.
    Ho appena acquistato il libro e posso dire che è un testo da leggere e da mantenere nella propria biblioteca ben in vista.
    Un plauso all ‘autore del libro e un complimenti al redattore della prefazione nella persona del Dr. Luca Palamara, magistrato di Cassazione e già magistrato del CSM, che con una descrizione attenta, minuziosa e a dir poco avvincente accompagna il lettore nel prosieguo dei vari capitoli.
    Naturalmente anche se non conosco di persona il Dr. Luca Palamara, di certo non si comprende tutto questo accanimento nei suoi confronti, per fatti che in pratica erano consuetudinari e pertanto sono certo che possa dimostrare la sua sicura innocenza. Infatti le nomine, come nel passato seguivano un iter di comune accordo in base alle correnti, quindi non si può addossare delle responsabilità ad un sistema che già era collaudato in precedenza e da decenni.
    Dalla lettura apprendo che il professore e avvocato Donato Santoro, è senza ombra di dubbio un Giurista di chiara fama, con la G maiuscola che sa il fatto suo e questo trapela dalla lettura del libro una Sua grande umanità fuori dal comune, proprio a difesa dei più deboli, degli ultimi ed anche di chi non ha voce, pertanto mi corre l’obbligo incondizionato di ringraziarlo nella sua attività forense augurandogli maggiori risultati e di rivestire altri e più prestigiosi incarichi, proprio per la sua ferma convinzione sulla e della meritocrazia.
    Dr. Gerardo D’Errico

  2. Prof. Avv. Donato SANTORO

    Un traguardo sorprendente da guiness dei primati in un solo giorno ha superato ben più di 41.880 visualizzazioni da che hanno letto tale articolo, cosa fuori dal comune e davvero sbalorditivo.
    Successo inaspettato, lo dedico ai miei figli Fabrizio Carmine e Cristian, ai miei amati genitori papà Vito e mamma Domenica.
    Colgo l’occasione per porgere a tutti i visualizzatori, a chi ha commentato l’articolo al recensore Dott. Giuseppe Giannini, a tutto lo staff di melandronews e all’ inclito suo Direttore Dott. Claudio Buono. Grazie infinite.
    Un ringraziamento particolare al caro amico e “Valente giurista” Dott. Luca PALAMARA, Magistrato di Cassazione, già componente del Consiglio Superiore della Magistratura, per la sua bellissima prefazione che ha dato maggiore lustro all’opera in parola.
    Un grazie incommensurabile a tutti i lettori.
    Prof. Avv. Donato SANTORO

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