UniBas, presentato Master di II° livello in “Petroleum Geoscience”: formerà esperti nel campo petrolifero

Master Petroleum Unibas (8)Il sottosuolo della Basilicata ospita alcuni dei giacimenti d’idrocarburi su terraferma più estesi d’Europa. Quello delle estrazioni petrolifere è un settore che, a livello internazionale, ha una costante domanda di tecnici con un elevato livello di professionalità. Per soddisfare tale richiesta, l’Università degli Studi della Basilicata – in collaborazione con Total E&P Italia e Shell Italia E&P Spa – ha attivato la seconda edizione del Master universitario di II livello in Petroleum Geoscience. Il Master nasce dunque dall’esigenza di formare neo-laureati in possesso di un titolo di Laurea Magistrale in Scienze Geologiche, Geofisiche e in Ingegneria Ambientale, per farne dei tecnici esperti nelle operazioni di sviluppo di un giacimento petrolifero, in grado d’interagire con petrofisici e ingegneri dei giacimenti per svolgere lo studio di fattibilità industriale dei giacimenti non ancora in produzione. L’edizione 2014-2015 del Master è stata presentata oggi, a Potenza nella Sala Riunioni del Dipartimento di Scienze del Campus universitario di Macchia Romana, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato il Prorettore alla didattica dell’Unibas, Stefano Superchi, il direttore del Dipartimento di Scienze, Faustino Bisaccia, il responsabile del corso, Giacomo Prosser, Giuseppe Muscio, Stakeholders Manager di Total E&P Italia, e Ivan Baggi, responsabile investimenti sociali Shell Italia E&P. Tra le novità di questa seconda edizione, la più rilevante riguarda la possibilità per i partecipanti di trascorrere un periodo di stage in alcune delle maggiori aziende del settore. L’obiettivo è di fornire un’esperienza professionale direttamente agganciata con il mondo dell’industria degli idrocarburi e, contestualmente, sviluppare nuove sinergie tra il mondo accademico lucano e le imprese che operano sul territorio nazionale. Il Master, esclusivamente in lingua inglese, comprende corsi tematici di base tenuti da docenti universitari dell’Unibas e di altri atenei italiani, e seminari tecnici altamente professionalizzanti condotti da esperti provenienti dal mondo dell’industria. I corsi tematici di base saranno articolati in cinque moduli didattici, comprendenti sia lezioni frontali che esercitazioni pratiche: Introduzione alle geoscienze applicate agli idrocarburi; Stratigrafia e sedimentologia avanzate; Geologia strutturale avanzata; Proprietà dei giacimenti; Geologia dei giacimenti in Italia. L’ultimo modulo didattico comprenderà una campagna geologica. Alla fine del corso sono previste due settimane di esercitazione (team project), organizzate dalle aziende partner del Master, durante le quali i partecipanti potranno simulare situazioni di “problem solving” basate su dati reali, tramite la valutazione delle possibili strategie mirate a ottenere i migliori risultati anche in termini di salvaguardia ambientale. “E’ un percorso – ha spiegato il Prorettore alla didattica dell’Unibas, Stefano Superchi – che acquisisce continuità e contribuisce a completare l’offerta formativa in questo settore, anche attraverso una virtuosa collaborazione con le compagnie petrolifere, in modo da offrire al mercato del lavoro altissime competenze e professionalità”. Per il direttore del Master Petroleum Unibas (11)dipartimento di Scienze, Faustino Bisaccia, “a questo si aggiunge la riattivazione del corso di laurea in Geoscienze, di cui siamo orgogliosi, e che presto vedrà anche l’internazionalizzazione della didattica”. Il corso prevede una frequenza obbligatoria dell’80%: le competenze acquisite potranno essere sfruttate anche in un ambito più ampio rispetto a quello delle georisorse, come nei settori dell’idrogeologia, della prospezione e sfruttamento dell’energia geotermica, dello stoccaggio dell’anidride carbonica e degli studi geologici a supporto delle grandi opere. “La collaborazione con l’Università della Basilicata per la II edizione del Master in Geoscienze – Giuseppe Muscio, Stakeholders Manager di Total E&P Italia – rappresenta il nostro impegno concreto nella costruzione di relazioni di lungo termine con il territorio, in una prospettiva di sviluppo sostenibile e di responsabilità sociale d’impresa. L’alta formazione tecnico-scientifica universitaria, soprattutto quando pensata a partire dalle concrete esigenze del mercato del lavoro, è una leva fondamentale per lo sviluppo socio-economico. Gli studenti del Master potranno usufruire dell’esperienza internazionale del gruppo Total per acquisire competenze professionali certamente investibili nel settore Oil & Gas, ma non solo. In questa edizione, TOTAL E&P Italia offre l’opportunità a uno studente del Master di poter svolgere un periodo di stage presso l’azienda al termine del percorso in aula”. Shell sostiene e promuove la formazione delle nuove generazioni con diverse iniziative. “Siamo felici di continuare la nostra collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata – ha dichiarato Ivan Baggi, responsabile investimenti sociali Shell Italia E&P – e di rinnovare il nostro supporto al master in Petroleum Geoscience, un’opportunità unica di formazione specifica e qualificata per i giovani ai quali è chiesto di essere competitivi in un mercato del lavoro sempre più esigente”. Il legame tra il greggio e il territorio lucano prende il volo definitivamente negli anni Novanta e oggi si concretizza nei progetti della Val D’Agri, il cui giacimento è operato da Eni in partnership con Shell, e il progetto “Tempa Rossa” operato da Total in partnership con Shell e Mitsui. Il petrolio estratto in Val d’Agri, viene inviato a Taranto attraverso un  oleodotto, per la raffinazione o il trasporto via mare. La Total, invece, ha acquisito successivamente la concessione per il progetto di “Tempa Rossa”, nell’alta valle del Sauro: l’area si estende principalmente a Corleto Perticara (Potenza), e a quattro chilometri dal sito verrà costruito il centro di trattamento (nel comune di Guardia Perticara). Cinque pozzi si trovano a Corleto Perticara, mentre il sesto pozzo è situato nel comune di Gorgoglione. Altri due pozzi sono in attesa di perforazione. A regime l’impianto avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di Gpl e 80 tonnellate di zolfo. 

1 commento

  1. Ester

    Solo in questa Paese si possono raccontare storie simili e farle passare per eventi degni di straordinaria importanza e ricchi di ricadute positive.
    Perché non viene citato il costo del master? Perché non viene determinata numericamente la possibilità di trovare un impiego dopo questo ennesimo corso di specializzazione?
    Evidentemente, come per tanti altri master, le cifre sono importanti e solo il lucano può illudersi di trovare un impiego lì dove volontà di assumere non ce n’è. Da anni stanno trivellando la nostra terra con ricadute occupazionali scarsissime. I loro ingegneri non sono i ragazzi lucani che, per anni, hanno sacrificato le proprie giornate sui libri, a migliorarsi, specializzarsi, magari chiedendo enormi sacrifici in famiglia per essere mantenuti agli studi fuori regione. I loro ingegneri arrivano da tutti i luoghi eccetto che da qui.
    Non solo! Mi domando ancora che tipo di formazione ci si può aspettare quando a “formarti” sono la Total e la Shell?Di sicuro, una formazione di parte, tesa a soddisfare i propri interessi economici e non di certo quelli della comunità. Di certo, usciranno degli esperti capziosi che terranno le parti del datore di lavoro e non quello della comunità.
    Ma la cosa più aberrante è l’UNIBAS che, invece, di distinguersi per la propria capacità di discernimento, per la libertà di pensiero e giudizio, per il proprio stimolante impegno culturale e sociale, per essere un ente in grado di dare, attraverso i propri studiosi, un giudizio reale della situazione in Basilicata, si svende, come il nostro Presidente di Regione, al potere forte.
    Eppure tutti coloro che sono coinvolti in questo progetto sono felici, “ORGOGLIOSI” e pensano di illuderci parlando di “impegno concreto nella costruzione di relazioni di lungo termine con il territorio”. Forse, costoro non si sono ancora resi conto che in questa regione più di qualcuno è ancora in grado di discernere tra la realtà e l’illusione, tra l’onesta e l’inganno e soprattutto, siamo LIBERI (LIBERI da vincoli, LIBERI dai rapporti di sudditanza, LIBERI di non esaudire i desideri dei potenti, LIBERI di amare la propria terra!).

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