Vietri, scoperti resti risalenti all’età arcaica, romana ed eneolitica. Comune finanzia progetto di studi

L'ingresso della grotta "Cavità La Porta"

L’ingresso della grotta “Cavità La Porta”

VIETRI DI POTENZA – Materiale e resti archeologici forse risalenti all’età arcaica, romana e dell’eneolitico: questo quanto potrebbe essere stato ritrovato a Vietri di Potenza, nell’ambito di alcuni sopralluoghi effettuati da esperti del settore, che hanno scoperto una grotta denominata “Cavità la Porta” (grotta dello Scalone), nel comune di Vietri di Potenza, composta da almeno quattro ambienti. “Potrebbe”, perché in corso ci sono degli studi. Il tutto è avvenuto in occasione del sopralluogo, nei mesi scorsi, quando furono raccolti materiali archeologici riconducibili a diversi orizzonti cronologici, inquadrabili nell’Eneolitico avanzato, di facies Laterza, e altri frammenti riconducibili all’età del bronzo, oltre ad altro materiale di età arcaica e romana. L’amministrazione comunale di Vietri di Potenza, guidata dal sindaco Carmine Grande, crede fortemente in questo progetto, che potrebbe essere un vero e proprio volano per il turismo locale del settore. Così si è deciso di affidare ad un comitato scientifico la ricerca e le indagini archeologiche, daInterno Grotta effettuare nella grotta “La Porta”. Si occuperanno di tutto ciò i docenti Alberto Cazzella (Roma La Sapienza), Alessandro Guidi (Roma 3) e Mario Rolfo (Roma Tor Vergata): il primo è docente di paletnologia, il secondo di preistoria e protostoria e il terzo anch’esso di paletnologia. Con loro anche il docente Federico Nomi, coordinatore di un altro progetto nel Vallo di Diano. Il rinvenimento dei reperti, nei mesi scorsi, è avvenuto in collaborazione con il gruppo speleologico Vallo di Diano. Per motivi si sicurezza la visita nella grotta non è stata fatta completamente: si ipotizza che gli ambienti siano molto più grandi di quanto si immaginasse. Inizierà, quindi da parte dei tre docenti romani, l’attività di ricerca speleo-archeologica: sarà riprodotto un rilievo topografico strumentale e lo studio del materiale presente nella grotta (resti pollinici, osteologici, bronzi e ceramici). Il comune finanzia questa prima fase di indagine e ricerca con un primo impegno di novemila euro. Poi ci saranno studi ed attività di ricerca degli oggetti rinvenuti nei laboratori dedicati.

@BuonoClaudio

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