“L’estinzione della razza umana”, stasera al Teatro Anzani di Satriano di Lucania lo spettacolo diretto da Emanuele Aldrovandi

La grande stagione del Teatro Anzani continua con uno spettacolo di straordinaria intensità. Dopo l’acclamato “En un tango la vida” a intrattenere il pubblico domenica 24 marzo, ore 18:00, sarà “L’estinzione della razza umana”, scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi, tra gli autori più apprezzati della scena contemporanea. In scena  Eleonora Giovanardi, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Silvia Valsesia e Riccardo Vicardi – con la partecipazione vocale di Elio De Capitani – a dar vita ad un racconto in chiave tragicomica di quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni con la pandemia.

In un mondo incastrato dentro ritmi frenetici e disumani, che sottraggono tempo al pensiero e all’introspezione, l’arrivo di un virus che trasforma le persone in tacchini blocca e distorce ogni cosa. Così, il rider e le due coppie protagoniste della storia, persone comuni, portatrici ognuna di una diversa posizione filosofica della vita, si ritrovano nell’androne di un palazzo assalite da domande, frustrazioni e paure. Prodotto dallo Stabile del Torino con l’Associazione Teatrale Autori Vivi, “L’estinzione della razza umana” è una sorta di esorcismo – catartico e liberatorio – che ci aiuta a metabolizzare il nostro presente con ironia, lucidità e un pizzico di grottesco surrealismo, utilizzando un linguaggio tragicomico, con dialoghi affilati e serrati.

Emanuele Aldrovandi, abile drammaturgo, ha raccolto negli ultimi dieci anni numerosi consensi sia in teatro sia al cinema (il suo corto Bataclan ha vinto il Nastro d’Argento nel 2021). L’estinzione della razza umana, scritto nel 2021, è stato selezionato da Eurodram 2022 e presentato in anteprima radiofonica su Rai Radio 3 all’interno di Futuropresente. Nuove scritture per la scena italiana.

“Quando ho iniziato a lavorarci, a gennaio 2020 – spiega Aldrovandi nelle note di regia e drammaturgia – ero appena diventato padre e mi stavo interrogando sul desiderio assurdo di generare altri esseri umani in un mondo che probabilmente non arriverà al 2050. Volevo scriverne attraverso personaggi che viaggiavano per il mondo, ma poi è arrivato il lockdown, io sono rimasto bloccato in casa e anche i personaggi, in un certo senso, sono finiti lì, nell’androne di un palazzo, durante una pandemia. Non volevo scrivere una cronaca del Covid – e infatti nel testo il virus è un altro – ma ho deciso di nutrirmi di ciò che stavo vivendo, prendendola come una sfida: partire dai litigi ‘da bar’ o ‘da social network’ – che tutti abbiamo dovuto affrontare, subire o alimentare – per raccontare cinque esseri umani nel periodo di passaggio all’età adulta, scavando dentro di loro senza pietà per trovare l’ultima cosa a cui si aggrappano, quando tutto sembra franargli sotto ai piedi”.

La stagione teatrale all’Anzani di Satriano è organizzata dal Comune con la collaborazione dell’Associazione Piccoli Teatri e con il contributo del Programma Operativo Val d’Agri. Per info e prenotazioni: tel. 3294942431.

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