Basilicata: assessore chiede rimozione del Crocefisso dal suo ufficio. E’ polemica

Subito polemiche per il neo assessore (esterno) alla Sanità della Regione Basilicata, Flavia Franconi, che ha chiesto la rimozione del Crocefisso dalla sua stanza in Regione. Ne è subito nata una polemica. La Franconi aveva spiegato che la sua richiesta era avvenuta perchè la stanza nel suo dipartimento è un luogo pubblico, per questo un luogo di accoglienza. E, per far sentire a proprio agio qualsiasi cittadini, ne aveva richiesto la rimozione. Poi, dopo aver ritenuto la protesta troppo esagerata e pretestuosa, la stessa Franconi ha fatto sapere di aver cambiato idea: il Crocefisso non si toglie più. 

Il consigliere regionale Vito Santarsiero (PD), su Facebook, ha così commentato l’accaduto: “Considero grave non solo il gesto, ma anche e soprattutto la motivazione per la quale è stato rimosso il Crocifisso nella stanza dell’assessore regionale alla Sanità Franconi -e continua- la cultura cristiana è cultura per eccellenza dell’accoglienza, dell’inclusione, del rispetto della persona umana ed è contro ogni forma di marginalizzazione. È un messaggio che Gesù offre già con il luogo di nascita che non a caso è la Galilea, notoriamente “area di confine” e di incontro. Ritenere che la presenza del Crocifisso, che anche per i non credenti rappresenta un simbolo di giustizia e di civiltà perchè parla di un innocente condannato il cui insegnamento è a alla base della cultura occidentale nella quale tutti ci riconosciamo, possa essere intesa come ostativa dei principi dell’accoglienza e della democrazia rappresenta un grave oltraggio e una grave offesa alla cultura cristiana e al popolo lucano, che è popolo fiero delle proprie radici cattoliche e che vanta una forte e radicata cultura proprio dell’accoglienza e dell’inclusione. Francamente non avrei mai immaginato di dover aprire la mia esperienza di consigliere regionale confrontandomi non già sul merito di problemi urgenti ma su una questione culturale ed etico-morale che molto ci amareggia. Il successivo passo indietro dell’assessore, che comunque apprezziamo, lascia comunque aperta una questione culturale”

1 commento

  1. Io sono un cristiano non cattolico, come voglio il rispetto per la mia fede cristiana,anch’io devo rispettare la fede altrui, perciò sono convinto che le nostre istituzioni non sono nè luogo di preghiera,nè luogo confessionali. Per questo abbiamo abbastanza Chiese in giro che ognuno è libero di andarci come e quando vuole, però non possiamo usare uffici pubblici come Chiese di cui deve apparire per forza il crocifisso. Anche se Cristo è morto in croce ,tre giorni dopo la sua morte è risuscitato e sarebbe meglio che tutta la cristianità lo adorasse da vivo e non da morto. I simboli materiali non significani nulla.

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