“Capaci di futuro”: il racconto di una esperienza indimenticabile per gli esami a San Fele, Ruvo e Rapone

1La dirigente scolastica Filomena Pinto mi ha telefonato venti giorni fa pregandomi di fare il presidente di commissione per gli esami di terza media a San Fele, Ruvo e Rapone, tre paesi della Basilicata interna che combattono lo spopolamento causato dall’invecchiamento della popolazione, dalla scarsità delle nascite e soprattutto da uno sviluppo che stenta a decollare. Il presidente di commissione d’esame non ha diritto ad alcuna indennità e finisce col pagarsi la benzina perché il rimborso è previsto solo con l’uso dei mezzi pubblici che sono pochi e con orari non compatibili con quelli delle prove scritte e orali. Sono un dirigente scolastico in pensione dal settembre 2014 e continuo a lavorare per la scuola pubblica che è stata la mia vita per 46 anni, collaborando con l’assessore regionale alla formazione Liberali e nei comitati di valutazione per il merito degli Istituti Comprensivi di Bella, Muro Lucano e San Fele. Scrivo questa mia nota per ringraziare i docenti preparati e appassionati che ho avuto la fortuna di incontrare, i bidelli e le bidelle attenti e disponibili e i circa cinquanta alunni che ho esaminato. E soprattutto per riflettere con chi avrà la bontà di leggermi sulla necessità di conservare e valorizzare i piccoli centri e la scuola pubblica che in essi opera. Ho vissuto quindici giorni intensi. Mi sono emozionato con i ragazzi e le ragazze che nelle prove scritte e nel colloquio pluri-disciplinare hanno raccontato con tesine multimediali fatte di testi, musica e video, la donna e i manga, il “sublime” e Disneyland, i videogiochi e Steve Jobs, il cioccolato e la follia. Naturalmente non mi sono fatto mancare la prima e la seconda guerra mondiale, l’inquinamento, l’atomica e la guerra fredda e il Futurismo con l’Impressionismo e il Realismo, e la musica pop e jazz, Shostacovich, Verdi e Puccini.  I 1ragazzi hanno raccontato l’Expo e l’Erasmus in Irlanda e il loro rapporto con i 44 giovani ragazzi immigrati, ospiti dei centri di accoglienza di San Fele e Ruvo. E Abu’, Daniel e Omar a 18 anni hanno conseguito la licenza media, scrivendo e raccontando il Ghana, il Senegal, la storia e le caratteristiche dei loro paesi, la permanenza nelle carceri in Libia, le speranze che li spingono a credere in un futuro di pace in un’Europa senza muri e filo spinato. E sono pronte a frequentare le scuole superiori Catalina e Doriana, rumene, figlie di badanti a Ruvo e Andrea che ha il papà giordano e la mamma di Rapone. Per tutti loro, per i diversamente abili e gli alunni con disturbi specifici di apprendimento i docenti hanno preparato un “vestito su misura”, capace di valorizzare l i loro talenti. I ragazzi mi hanno stupito con i loro “effetti speciali” come li avevo spinti a fare nel nostro incontro del primo giorno. Hanno ballato, cantato, recitato, suonato, presentato i loro disegni, le camicie alla Depero e le loro creazioni futuriste. I video con i loro lavori sul pi greco e quello sulla produzione di energia pulita. Hanno giocato due set di pallavolo con i ragazzi di colore e utilizzato con competenza il computer e le Lim, dimostrando che gli investimenti regionali sulle nuove tecnologie stanno dando i loro frutti. Ai docenti di questa nostra scuola pubblica italiana auguro di continuare a insegnare con passione e professionalità e confido nella capacità delle famiglie, della società e del governo di valorizzare questa risorsa insostituibile per l’educazione delle giovani generazioni. Ai ragazzi e alle ragazze che ho avuto la fortuna di incontrare auguro che la Basilicata, l’Italia, l’Europa e il mondo possano essere per loro luoghi di futuro, di solidarietà e di pace.

Mario Coviello

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