Ruvo del Monte “Capitale Europea della Cultura” in giallo, nel segno di Evan Hunter, lo scrittore e sceneggiatore di Alfred Hitchcock

Nell’ambito di “Matera 2019”, Ruvo del Monte ha potuto vestire per due giorni il ruolo di capitale della cultura. E, così come nella prima giornata del 1° giugno scorso, anche quella del 13 agosto 2019 è stata dedicata ad Evan Hunter/Ed Mc Bain, famoso autore della serie televisiva ’87° Distretto di Polizia’. Nipote per linea materna di Giuseppantonio Coppola, originario di Ruvo del Monte, sarto emigrato negli U.S.A nel 1900, Salvatore Albert Lombino, ( figlio di Charles Lombino, alias Jimmy Di Palermo, postino di origini siciliane), Evan Hunter dal 1952, e poi Ed McBain ed altri pseudonimi ancora (nato a New York il 15-10-1926 e morto il 2005), è stato un fecondo scrittore di romanzi polizieschi, gialli e sceneggiature cinematografiche e televisive per registi del calibro di: Alfred Hitchkock (The Birds, 1963), Richard Brooks, Akira Kurosawa et al. Autore di libri ponderosi come “The Blackboard Jungle”, successo mondiale conosciuto in Italia col titolo “Il seme della violenza”, Evan Hunter, scrittore pluridentitario, ha legato indissolubilmente il suo nome a Ruvo del Monte, dedicandogli addirittura un romanzo semiautobiografico intitolato “Streets of Gold”, pubblicato negli Stai Uniti nel 1974 dalla “Harper & Row Publishers, New York. Intorno a questo testo, inedito in Italia, ora tradotto in italiano, in anteprima nazionale, per il Comune di Ruvo del Monte, dal prof. Giuseppe Costigliola, si è discettato nella magnifica cornice della corte del castello del Maschio Angioino, del paese che diede i natali a Giuseppeantonio Coppola (Francesco Di Lorenzo, nel romanzo), padre di Maria Coppola (alias Stella), madre di Evan Hunter (Ignazio Di Palermo, nella fiction, per onorare anche il suo ramo paterno). Alla presenza di un nutrito pubblico accorso anche da altre regioni, dopo i convenevoli del Sindaco del paese, arch. Michele Metallo, visibilmente emozionato e compiaciuto del clamore suscitato dall’evento, si sono alternati al microfono: il rag. Giuseppe Ferrieri (membro del “Comitato Evan Hunter/Ed McBain”, fondato alcuni lustri fa dall’ing. Michele Patrissi, dal prof. Giovanni Tata, della Brigham Young University, dal prof. Rocco Brancati et al.), che ha fatto un excursus storico intorno alla ”Emigrazione ruvese della fine del XIX sec. e la famiglia Coppola”. A seguire, il sottoscritto, studioso di lingue e letterature straniere, ha analizzato esegeticamente i personaggi fittizi / reali del romanzo “Streets of Gold” e le relazioni, vere o presunte tali, con Ruvo. Il prof. Giuseppe Costigliola ha, invece, tracciato le caratteristiche, lo stile e le peculiarità del romanzo da lui tradotto e “battezzato” col titolo “Le strade d’oro”. Infine, a chiusura della prima parte della manifestazione culturale, Enrico Pieranunzi, famoso pianista jazz e compositore, ha illustrato, da grande esperto, “Le genalogie musicali del Jazz italo-americano”, e, in chiusura, il geom. Piero Mira, in rappresentanza della Pro Loco locale, ha espresso la sua piena soddisfazione per la riuscita dell’evento. Alle ore 21:30, con cambio di location, il grazioso anfiteatro comunale, situato in via Giovanni Falcone, ha ospitato un eccezionale concerto jazz, open air, del maestro Pieranunzi, le cui performances musicali (tra cui:The Man in Love; Fascinating Rhithm; Jazzing in a Flat; Star Eyes; Body and Soul) sono state precedute da una “explanatio per argumenta exemplorum” ed intervallate dalla lettura di alcuni passi significativi del romanzo “Streets of Gold”, in un sofisticato duetto con il prof. Costigliola. Il successo di pubblico ha suggellato anche la 2^ giornata di celebrazione di colui il quale, attraverso “Streets of Gold”, ha reso famoso “Fiormonte”, toponimo fittizio della patria dei suoi avi, descrivendolo in modo mirabile. I Ruvesi lo ringraziano post mortem, sperando che il feedback positivo seguito alla riscoperta di questo illustre mito della letteratura mondiale (scoperto serendipicamente dal dr. Mauro Armando Tita, nel 1990, leggendo un’intervista rilasciata dal giallista ad un giornale nazionale), possa portare tanta visibilità e benefici a Ruvo del Monte, luogo dove affondano le radici di grandi uomini, ma le cui strade, purtroppo, non solo non sono “lastricate d’oro”, come quelle americane nel romanzo, ma addirittura, come nel caso della  Provinciale Campana, dissestate e interrotte da anni, a causa dell’inagibilità dei collabenti ponti opposti d’accesso al paese, rispettivamente, sul fiume Bradano ( evocato larvatamente nel romanzo) e sul torrente Liento. E, fatto grave, tutto questo avviene nella regione definita “Texas d’Italia”, per le sue ingenti riserve d’oro … nero!                                                                          

Prof. Domenico Calderone  

  

4 comments

  1. Diego Vaira

    È sempre un piacere leggere i tuoi articoli Professor Domenico Calderone, sempre scritti con molta attenzione e focalizzati sul contesto socioculturale .

  2. Diego Vaira

    È sempre un piacere leggere i tuoi articoli ,Professor Domenico Calderone, sempre scritti con molta attenzione e focalizzati sul contesto socioculturale . Diego Vaira

  3. Diego

    È sempre un piacere leggere i tuoi articoli ,Professor Domenico Calderone, sempre scritti con molta attenzione e focalizzati sul contesto socioculturale . Diego Vaira

  4. Dr. Giuseppe Giannini

    Finalmente un pò di cultura a Ruvo del Monte.Merito degli organizzatori, dei fondi messi a disposizione e degli intervenuti.I vari relatori hanno offerto un quadro dettagliato della vita e delle opere di Evan Hunter e portato qualche aneddoto.Certo le ambientazioni scelte (il castello e l’anfiteatro) hanno fatto la loro parte, soprattutto la sera, quando il reading Costigliola-Pieranunzi è riuscito a svelarci le immagini delle “streets of gold”.
    Speriamo che questa iniziativa non sia un episodio isolato.

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