Furti nel potentino: due romene arrestate a Potenza. A Tito cinque bulgari fuggiti a piedi nei terreni

I Carabinieri della Compagnia di Potenza, guidati dal Capitano Gennaro Cascone, continuano a fornire una risposta efficace, rapida e concreta per il contrasto dei reati predatori perpetrati in Città e Provincia. Proprio l’esempio di ieri sera a Potenza, conferma la necessità di collaborare con l’Arma, telefonare al 112 e segnalare movimenti sospetti. Il colpo di questa notte a Tito, invece, è la prova della presenza delle pattuglie sul territorio, con il fine di accrescere sempre più la percezione di sicurezza nei cittadini. Ieri sera i militari dell’Aliquota Radiomobile, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, le donne C. Fl.  (1993) e  V. N. L. (1976), pregiudicata, entrambe (in foto) di origine romena, residenti nei quartieri Spagnoli a Napoli. Specificamente, un mese fa circa, nella Villa di Santa Maria della Città, avevano avvicinato un uomo, classe 1947, dicendogli che loro erano disposte a fargli compagnia e da “badante”, qualora ne avesse bisogno, motivo per il quale, si scambiavano i numeri di telefono. Nel pomeriggio di ieri l’uomo viene contattato ed, ingenuamente, accetta la compagnia delle due, che gli chiedono di dormire a casa sua. Il pensionato acconsente e le romene si recano presso la sua abitazione, bussano, entrano e si chiudono dentro l’appartamento con l’anziano, nella periferia Nord del Capoluogo. Le adescatrici gli chiedono del cibo e mentre l’anziano si mostra ospitale ed inizia ad operarsi prendendo alimenti dal frigo, mostrandosi intenzionato a cucinare, prima gli chiedono se avesse oro ed ottenuta risposta negativa, iniziano a mettere a soqquadro la casa, rovistando dappertutto, in cerca di preziosi e materiale da prelevare. Alcuni vicini, sapendo che l’anziano abitasse da solo, essendosi insospettiti per la presenza di una vettura che aveva accompagnato le “aspiranti” badanti, allertano il 112 ed in 5 minuti una pattuglia raggiunge l’abitazione in questione e le donne, disturbate nel prosieguo della loro azione delittuosa, sono costrette ad aprire la porta ai Carabinieri, senza riuscire ad asportare nulla. Condotte in caserma, perquisite, venivano trovate in possesso di un flacone di “alcover”, farmaco generalmente utilizzato per l’astinenza da alcol, ma che può produrre effetti sul sistema nervoso quali capogiro, cefalea, sonnolenza e sedazione. Pertanto, le operazioni dei militari si concludevano con l’arresto, in flagranza dei reati di tentato furto in abitazione aggravato, ex art 56, 61, 110, 624 bis e 625 del codice penale, delle due donne romene e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, le arrestate venivano trattenute in caserma, in attesa giudizio per direttissima eseguito questo primo pomeriggio.

AGGIORNAMENTO – A seguito del giudizio per direttissima tenutosi presso il Tribunale di Potenza, per le due donne è stato imposto il divieto di dimora a Potenza e provincia, in attesa del processo.

A Tito, zona industriale, la scorsa notte, invece, ad una banda composta da 5 bulgari è andata male perché, pensando di lavorare indisturbati, non avevano fatto i conti con un’altra pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, in servizio h 24, la quale, memore delle continue razzie di cui è vittima la zona industriale di Tito Scalo, si era nascosta dietro un fabbricato, in attesa che passasse qualche autocarro. E difatti l’intuizione è stata provvidenziale poiché di lì a poco, un furgone bulgaro, con sovrapposta targa italiana, stava per dirigersi verso la Basentana quando i Carabinieri si pongono dietro e, con i dispositivi luminosi attivi, impongono l’ALT. Di tutta risposta l’autista inchioda la marcia e dal veicolo scendono 5 soggetti, verosimilmente bulgari, che abbandonano il mezzo, per poi dileguarsi a piedi per le campagne circostanti, facendo perdere le loro tracce. Immediatamente venivano allertate altre pattuglie e veniva eseguita una battuta per la zona. I malfattori sono ancora attivamente ricercati. Successivi accertamenti consentivano constatare che la squadra, poco prima, aveva asportato circa 300 kg di fili in rame, per un valore di circa 1500,00 (millecinquecento euro) ed attrezzature da lavoro da una azienda dismessa che, grazie al tempismo dei Carabinieri di individuare il veicolo e di inseguirlo, non sono riusciti a depredarlo. Pertanto, dopo gli opportuni rilievi tecnici, il materiale è stato interamente recuperato e restituito all’avente diritto. Continuerà, senza sosta, il controllo del territorio da parte dell’Arma.

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