“Africanità”: a Bella il senegalese Pape Gora Tall ha presentato il suo saggio sull’Africa e sugli africani

Un momento della presentazione del saggio di Pape Gora Tall

Un momento della presentazione del saggio di Pape Gora Tall

Venerdì 21 agosto, l’atrio del Castello di Bella, con il sindaco Celentano, l’assessore Leone e un pubblico attento e partecipe ha accolto il senegalese Pape Gora Tall che ha presentato il suo saggio “Africanità, introspezione nella cultura africana. “Alto, magro, con un costume tradizionale colorato, Pape, molto emozionato, stimolato dalle domande del professor Coviello Mario che ha coordinato l’incontro, ha raccontato che ha 47 anni e vive a Matera con la moglie e i figli da qualche anno. E’ partito da Dakar, dieci anni fa perché gli avevano raccontato che “ le strade dell’Europa erano lastricate d’oro” e ha visitato molti paesi europei rendendosi conto che molte strade, anche in Europa, non solo non erano asfaltate, ma tortuose e piene di buche come in Senegal”. “Io non mi sono stancato di conoscere, capire. Sono il sabato e la domenica un “vu comprà che per le spiagge di  Policoro, Nova Siri vende libri; libri che raccontano a grandi e piccoli la mia Africa. I miei amici continuano a ripetermi “ Pape ma perché non vendi borse, scarpe,magliette taroccate, si guadagna molto di più?”. Ma a me piace incontrare le persone e con i libri parlare delle tradizioni, della cultura,delle storie della mia terra. Dal lunedì al giovedì, con la cooperativa Iskra, faccio il mediatore culturale a Paterno. Mi piace lavorare con gli adulti e soprattutto con i ragazzi, continuare a ripetere loro che non si devono vergognare di essere neri, come scrivo nel mio libro, che devono imparare la lingua del villaggio dove sono nati e non dimenticare i racconti delle loro mamme e nonne per continuare ad essere se stessi e non perdere le loro radici. Stimolato dalle domande del pubblico ha ribadito che crede nel dialogo e che con una “educazione umanistica” si devono insegnare i valori della pace, della fratellanza. “Nel mio villaggio, quando ero piccolo e avevo tanta fame, mia madre ritardava sempre il pranzo per aspettare qualche vicino che aveva più fame di noi che aveva invitato a pranzo “ Alla domanda sul terrorismo dell’Isis ha risposto che “il terrorismo fa male prima di tutto ai mussulmani. Ogni domenica, a Matera, io mussulmano faccio catechismo nella mia parrocchia, presento Mohamed, Maometto ai ragazzi e a giugno mi hanno anche dato una medaglia per il mio lavoro con i ragazzi che incontro anche  nelle scuole di Matera per raccontare di me e della mia cultura. Certo i nostri giorni sono sempre più difficili ma credo nel dialogo e sono ottimista, ho fiducia nei giovani. Mio figlio che ha sedici anni è venuto dall’Africa e dopo due mesi è ritornato in Senegal perché –mi ha detto “Voglio vivere in Africa, studiare lì per cambiare le cose.” Il sindaco Celentano e  l’assessore Leone hanno ribadito che è difficile continuare a Bella, dopo quindici anni  di lavoro intenso e fruttuoso, le politiche di accoglienza degli immigrati e dei rifugiati che hanno fatto del nostro paese un esempio per il Sud e l’Italia perché le Amministrazioni ricevono sempre meno fondi. “Ma se molti di quelli che sono venuti vogliono rimanere, abbiamo il dovere di accoglierli, di aiutarli, anche per non dimenticare che anche noi meridionali, emigrati prima nelle Americhe e poi in Europa e  siamo stati accolti e abbiamo dato un futuro ai nostri figli”.

a cura di Mario Coviello

1 commento

  1. nicola savino

    Lavoro prezioso che andrebbe organizzato sistematicamente ed in tutti i ns borghi:l’accoglienza è anzitutto preparazione a…….dei residenti. buon lavoro!

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