Concessa la cittadinanza onoraria di Ruvo del Monte al Direttore Raffaele Minichino, fondatore del famoso “Torneo Beppe Viola. La Champions League del dilettante” nel Lazio. Special guest: Bruno Giordano, ex attaccante del Napoli di Maradona e della Nazionale

Il 25 maggio 2024 resterà una data memorabile per il piccolo borgo di Ruvo del Monte, luogo di nascita del rag. Raffaele Minichino che, al cospetto di una sala gremita del Centro polivalente, ha festeggiato contemporaneamente il suo 71° compleanno e il conseguimento dell’ambita cittadinanza onoraria. Egli, infatti, all’età di soli 10 anni, dopo essere rimasto orfano di padre si è trasferito a Roma con la famiglia, facendo carriera, fino a diventare direttore sportivo della Tv privata “Rete Oro” (presente in sala per le riprese con la troupe formata da: Marco Fiorilli, Francesco Mancini e Simone Mobrici). Cosicché, grazie alla moderazione di Antonio Petrino di “tg7 Basilicata”, dopo i saluti istituzionali del Sindaco Piero Mira, il reporter, nella doppia veste di addetto alle Pubbliche relazioni dell’ASD Rufria 2018, promotrice dell’evento, ha letto una sintetica scheda biografica di presentazione di Raffaele Minichino e Bruno Giordano (testimonial della cerimonia), che riportiamo integralmente:   

“In qualità di dirigente, quando, alcuni mesi fa, il qui presente Presidente Fasano mi esternò l’idea di proporre all’Amministrazione comunale di Ruvo del Monte, il conferimento della cittadinanza onoraria al rag. Raffaele Minichino, nato qui ma trasferitosi nella capitale con la famiglia, da bambino, non ci pensai un istante per esprimere il mio totale assenso alla lodevole iniziativa. Ciò in quanto l’amico Raffaele, fondatore e Presidente del Comitato organizzatore del famosissimo “Torneo Beppe Viola. La Champions League del calcio giovanile” (giunto alla 41^ edizione), nonché Direttore della Redazione sportiva di “Rete Oro”, con sede in Roma, non ha mai mancato di evocare il suo umile, piccolo paese natio, nelle sue interviste, non recidendo, così, mai, le sue radici con le origini. Le sue frequenti visite nel paese dove vivono i suoi ricordi, lo testimoniano senza alcuna ombra di dubbio. Sono motivi, questi, sufficienti per plaudire all’idea originaria che, grazie all’azione sinergica tra l’Amministrazione comunale, nella persona del suo sindaco, geom. Piero Mira, e la società sportiva dilettantistica di Calcio a 5 “ASD Rufria 2018”, di cui rivendico il conio lessicale societario, e sono dirigente, vede oggi la sua concreta realizzazione, alla presenza di un nome altisonante del calcio professionistico italiano. Parliamo nientemeno che del capocannoniere Bruno Giordano: grande ex attaccante del Napoli di Maradona e della Nazionale, poi di Calcio a 5, nonché allenatore di calcio ed autorevole commentatore sportivo su Rete Oro e Rai 1: lo abbiamo visto tutti da Dublino, mercoledì scorso, commentare con cognizione di causa la finale di Europa League tra Atalanta e Bayer Leverkusen. Grazie mister Giordano, per essere qui come testimonial di Raffaele Minichino e di riflesso di questo piccolo ma grazioso borgo lucano, nelle cui vicinanze sono nati, rispettivamente, ad Avigliano, Francesco Colonnese (ex grande difensore dell’Inter) che Giordano conosce sicuramente e, a Rapone, i genitori di Antonio Valentin Angelillo, grande attaccante (capocannoniere) argentino nato nel 1937, a Buenos Aires, che, arrivato in Italia, tra gli anni ’50-’70 del Novecento, giocò soprattutto nell’Inter, nel Milan e nella Roma, collezionando tante presenze nella Nazionale argentina ed anche in quella italiana.                                                              

Last but not least, complimenti a te, Raffaele, per il conseguimento di questo importante titolo onorifico conferitoti dalla tua terra, che ti nomina cittadino onorario di Ruvo del Monte, il paese che ti ha dato i natali. E grazie per tutte le volte che, orgogliosamente, hai citato Ruvo nelle tue interviste a “Rete Oro”, di cui, da giornalista, dirigi e conduci la Redazione sportiva, sperando che questo lieto evento sia un buon viatico per altre edificanti iniziative socio-sportive, come un auspicabile gemellaggio con il club che rappresento. Club ora, purtroppo, in crisi a causa della denatalità, che non ci consente neppure di formare una squadra di futsal a5.

Sperando che un giorno si possa realizzare il progetto, all’insegna dell’inclusione ed integrazione dell’ASD Rufria 2018, di un centro sportivo di accoglienza per ragazzi italiani e stranieri, a cui attingere risorse umane per l’attività agonistica  giovanile, non mi resta che augurare a tutti:  un sincero ad maiora!”. La cerimonia è, poi,  culminata con la proiezione di alcuni video ad personam sui due personaggi, la consegna  delle pergamene e targhe ricordo, seguita dal commosso ringraziamento da parte del direttore Minichino, a cui si è unito mister Giordano, che si è detto meravigliato della calorosa ospitalità lucana, e della bontà della cucina locale, constatata de visu al luculliano pranzo conviviale (offerto dal premiato c/o un noto agriturismo in situ) a base di ricco, variegato antipasto, primo piatto di “cannazze al sugo di ragù”, e secondo di “involtini di vitello”, innaffiati da un ottimo vino locale dedicato. E, infine, la torta di compleanno per il direttore Minichino, e l’immancabile “prosit” insieme a tutti i convitati.

Prof. Domenico Calderone 

2 comments

  1. Rossella

    Credo, che sia davvero un vero onore avere personalità di alto spicco come il rag. Raffaele Minichino che danno questo contributo attraverso il calcio e lustro al nostro paese. L’articolo, ben strutturato come sempre del Prof. Domenico Calderone è esaustivo anche per chi di calcio non ne mastica molto, come la sottoscritta. In merito allo spopolamento giovanile, forse si potrebbe auspicare di inserire dei giovani extracomunitari, che son ospiti in zona per poter riaprire un discorso calcistico anche per il nostro paese, e come detto prima, ignorando se possa esser possibile visto che, non ho molta dimestichezza col calcio.

  2. Danila Marchi

    Ben vengano persone così umane e nobili che danno lustro alle origini, mai dimenticate. Grazie al direttore, cittadino onorario di Ruvo Del Monte, Raffaele Minichino, per la forza, l’audacia e la passione con la quale ha portato avanti il suo credo, il suo pensiero nel mondo. Tante sono le persone che, emigrate altrove, per condizione, per necessità, per casualità, non dimenticano le origini, ma le portano dentro e restano attaccate alla terra come un albero alle sue radici. E’ un atto d’amore, è un atto di resilienza, frutto di un amore biunivoco che li lega indissolubilmente. Tutto viene calamitato alla base, all’origine, come i grandi amori che “fanno giri immensi e poi ritornano” e che non vengono mai dimenticati. Portando pregio ai luoghi che gli hanno dato i natali qualsiasi siano i motivi e i meriti per i quali si distinguono altrove.

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