Le provano tutte, sono individui che presentano un’elevata capacità di persuasione, una spiccata intelligenza e una incredibile abilità nel comprendere e sfruttare le debolezze altrui, in particolare delle persone anziane e più deboli. E’ l’identikit dei truffatori, che nelle ultime settimane hanno tentato più colpi anche in Basilicata, in molti casi senza riuscirci, ma in altri si.
Con questo articolo inchiesta, chi vi scrive prova a dare alcune notizie importanti e, in particolare, indicazioni utili per evitare le truffe. Una sorta di approfondimento, che scaturisce dopo diversi tentativi di truffa, non andati a buon fine (e con la individuazione di un truffatore) a Vietri di Potenza, a inizio marzo. Quanto accaduto nel piccolo centro vietrese è quello che accade ovunque. Ma da qui sono partito perché ho avuto notizie preoccupanti e che necessariamente devono farci riflettere al fine di proteggerci il più possibile e aumentare sempre di più il livello di diffidenza verso queste telefonate e fidarci di pochi.
Partiamo da alcune indicazioni importanti per capire chi sono questi truffatori. Non guardano in faccia a nessuno e nemmeno se la vittima, un anziano, ha problemi di salute o meno. Operano principalmente mettendo in atto pressioni psicologiche e facendo leva sulla paura e l’urgenza, in base alla truffa messa in scena.
Queste le truffe più popolari:
- FINTO NIPOTE/PARENTE: una telefonata avvisa l’anziano di un finto incidente o pacco in arrivo, richiedendo soldi o preziosi. Un complice si presenta a casa per ritirarli;
- FINTI TECNICI O FUNZIONARI (ENEL, INPS, ASL): si presentano ben vestiti e con tesserini falsi, spesso suonando direttamente alla porta, fingendo controlli di routine per entrare in casa;
- FINTI CARABINIERI O POLIZIOTTI: chiamano parlando di targhe clonate o parenti in arresto, spingendo la vittima a consegnare denaro o oro per cauzioni inesistenti;
- FINTA RAPINA CON AUTO COINVOLTA INTESTATA ALLA VITTIMA: l’auto rimasta coinvolta in un’indagine: è una tipologia di truffa più recente, che sfrutta la paura di essere coinvolti in fatti di cronaca o addirittura in indagini penali. L’anziana vittima riceve una telefonata da chi si presenta come carabiniere o agente della polizia e comunica di aver fermato un’auto risultata intestata proprio a lei.
Ed è dall’ultima tipologia di truffa che voglio dare alcune notizie importanti. I truffatori sono ben informati. Ho raccolto testimonianze di persone – nel caso vietrese – che sono state
contattate per essere informate di una automobile a loro intestata, implicata in una rapina “in una gioielleria a Potenza, in via..”, hanno sostenuto i truffatori telefonicamente. Truffatori ben informati che hanno comunicato alla vittima anche il modello dell’auto e i dettagli. Tutti corrispondenti!
Poi c’è un’altra circostanza che è davvero preoccupante. I dettagli e le notizie. I truffatori, nello stesso giorno degli ultimi tentativi a Vietri di Potenza, hanno telefonato a casa di una signora che da qualche giorno era rientrata nella sua abitazione a seguito di un intervento in ospedale e di un ricovero di un paio di settimane. I truffatori al telefono: “Signora siamo i Carabinieri, probabilmente in ospedale in questi quindici giorni qualcuno ha fatto le fotocopie dei suoi documenti d’identità e le risulta intestata un’automobile che è fuggita a seguito di una rapina stamattina a Potenza”.
Incredibile, ma vero. Sanno tutto. Visto che la signora realmente è rimasta ricoverata e rientrata da poco. Al telefono ha però risposto la figlia, che con toni duri ha mandato a quel paese il truffatore dicendo anche “andate a zappare”. La risposta del truffatore è stata la stessa, con accento campano e con altre parole che non riporto.
Ma ancora, l’approfondimento è continuato.
I truffatori hanno contattato un’altra signora vedova da alcuni anni, che vive sola con la figlia (l’abitazione è situata non distante dalla precedente, a pochi metri). “Signora, siamo i Carabinieri, suo genero stamattina andando a lavoro con la Fiat Panda di colore grigio, alle ore 6:30, ha investito una persona. C’è da pagare un importo per evitare problemi”. E cosi via. In questo caso il truffatore ha fornito telefonicamente alla potenziale vittima il modello dell’auto, il colore e altri dettagli. Tutto corrispondente! Qualcosa di davvero preoccupante. Ha addirittura reso noto anche il nominativo del marito deceduto da cinque anni.
Sono circostanze allarmanti. Truffatori ben informati, professionisti. Che probabilmente si avvalgono, nei vari paesi, dell’aiuto di qualcuno del posto che fornisce informazioni ben precise e, chissà, probabilmente viene anche retribuito per questo. L’obiettivo? Provare a essere più reali possibili in modo da far cadere le vittime nella truffa usando un tono deciso e professionale per far aprire la porta a complici pronti a recuperare soldi e oro. Per poi fuggire via.
A rafforzare l’idea di qualche ‘palo’ sul posto, nei vari paesi dove vengono tentate o consumate le truffe: una delle signore vittima di una tentata truffa qualche giorno prima della telefonata aveva ritirato presso un istituto di credito dei soldi in contanti per fare alcuni pagamenti. Una somma superiore ai mille euro. E i truffatori al telefono hanno chiesto proprio di preparare i soldi.
È una truffa che possiamo definire psicologica.
Ma quello che vi scrivo adesso è ancora più allarmante.
Una signora ha ricevuto la solita telefonata di truffa, nel caso della persona investita dal genero. La signora, preoccupata, dopo aver chiuso con il truffatore, ha composto sul telefono di casa il numero prima del genero e poi di altri familiari, perché voleva saperne di più. Volete sapere chi ha risposto? Il truffatore.
Incredibile, sembrerà strano, ma è proprio così. Probabilmente questi malfattori riescono anche a deviare le chiamate (ciò accade sui numeri fissi): o tramite il supporto di esperti del settore o tramite altri artifizi (che potrebbero essere, tra i tanti, anche la manomissione in una cabina telefonica, tutto può essere). Ma di certo succede anche questo ed è stato raccontato da una delle vittime di tentata truffa. La risposta del truffatore: “Signora, le ho detto che il telefono è sotto controllo e non deve chiamare nessuno”.
E’ importante farsi portavoce presso i nostri anziani e persone deboli. Far capire loro che non devono dare retta a questi malfattori. E’ uno sforzo da fare per difendersi. E’ l’unico modo. Sapete perché? Riescono sempre a farla franca. Si beccano al massimo una denuncia e, se arrestati, purtroppo (non per colpa delle Forze dell’Ordine) la legge è poco severa. Servirebbero leggi più severe e pene più alte e certe per questi infami.
Anzi, specie negli ultimi mesi, immenso è stato il lavoro delle Forze dell’Ordine con numerosi arresti in flagranza e denunce. Ma questi criminali continuano ad operare.
Un’altra cosa di grande importanza da tenere bene a mente. Quando la vittima riceve la telefonata, il complice del truffatore, o entrambi, si trovano già sul posto a pochi metri dall’abitazione. Questa è una circostanza certa. I truffatori si pongono come obiettivo quello di agire in fretta, creare panico e sparire prima che la vittima possa chiedere aiuto.
COME DIFENDERSI
- Dispiace andare contro i ‘telefoni fissi’, ma sarebbe utile più avere a disposizione un cellulare. I truffatori, infatti, contattano sempre i numeri fissi;
- Non aprire a sconosciute non mostrare denaro o gioielli;
- Verificare sempre: in caso di chiamate sospette, riagganciare e chiamare il 112. Immediatamente;
- Nessun ente chiede denaro in contanti a casa;
- Nessuno chiama a casa per avvisare di incidenti dei familiari, di consegnare beni, soldi o preziosi. Riagganciare e contattare il 112;
Inoltre, vi rimando ai decaloghi contro le truffe dei Carabinieri (cliccando qui) e della Polizia di Stato (cliccando qui).
Facciamo tutto uno sforzo di passaparola, difendiamoci e difendiamo gli anziani da questi criminali.
Claudio Buono

