Strade lucane corsie di morte: trentasei vittime e il record nazionale delle tragedie sull’asfalto. La Basilicata si scopre fragile, violentata da un dato che non perdona e che le cuce addosso il peggiore dei primati nazionali. L’ultimo report ufficiale dei Bollettini Incidenti Stradali ACI-Istat caccia i numeri di un’emergenza non più tollerabile: la regione registra il tasso di mortalità più alto d’Italia, con ben 7,4 decessi ogni 100mila abitanti e trentasei croci piantate sui cigli delle strade. Un bilancio pesante che schiaccia le speranze di una terra già flagellata dallo spopolamento e dall’isolamento infrastrutturale.
I dati descrivono una dinamica spietata, in cui il numero assoluto di scontri non è da record, ma la loro ferocia sì. Se altrove l’impatto si traduce in lamiere accartocciate e ferite guaribili, sulle corsie lucane il destino imbocca quasi sempre la via della tragedia. Una condanna senza appello per chi si mette in viaggio lungo le tratte interne, dove i soccorsi faticano ad arrivare e le velocità si fanno folli.
STRADE LUCANE: LA MAPPA DEL RISCHIO TRA LE PROVINCIE E LE ARTERIE PIÙ PERICOLOSE
La mappa del rischio si divide nettamente tra i due capoluoghi, disegnando scenari speculari ma ugualmente drammatici. La provincia di Potenza si conferma il motore immobile di questo massacro quotidiano, capace di accentrare oltre la metà dei feriti totali della regione. Ma è l’indice di letalità a far tremare i polsi degli analisti, con una crescita verticale che posiziona il Potentino tra le aree più pericolose dell’intera penisola. Più a est, la provincia di Matera non festeggia alcuna frenata. I dati della Città dei Sassi e del suo entroterra mostrano un indice di mortalità bloccato, incapace di scendere sotto i livelli di guardia e fermo su una stabilità che sa di rassegnazione. A fare la differenza, purtroppo, sono sempre le solite arterie della morte.
Il dossier traccia linee di sangue precise, evidenziando come l’incremento di incidenti e feriti si sia concentrato con forza disarmante sul Raccordo autostradale RA05 Sicignano-Potenza, sulla famigerata Statale 106 Jonica e sulla Potenza-Melfi, vie di comunicazione strategiche trasformate in roulette russe. Di contro, registrano una timida e parziale contrazione la Bradanica, la Basentana e la Matera-Ferrandina, linee che restano comunque nell’elenco nero dei tratti stradali da bollino rosso permanente.
LE CAUSE DELLA STRAGE E L’URGENZA DI INTERVENTI STRUTTURALI
“I numeri dicono che su queste corsie si corre troppo e male”, spiega un tecnico dell’Anas durante un sopralluogo per la messa in sicurezza dei guardrail. La distrazione da smartphone, l’alta velocità e il mancato rispetto delle precedenze restano le cause scatenate di un massacro che non accenna a placarsi. “La sicurezza non si fa solo con gli autovelox, serve una rivoluzione culturale e infrastrutturale”, conclude un soccorritore del 118 stanco di raccogliere corpi dalle lamiere. La Basilicata attende risposte, prima che l’asfalto chieda il prossimo conto.
Mentre le istituzioni rincorrono i tavoli tecnici sulla viabilità, l’eco del silenzio che avvolge le strade lucane grida vendetta. Dietro le fredde percentuali di questo bollettino di guerra civile, restano famiglie spezzate e comunità isolate nel proprio dolore. La Basilicata non può più permettersi di pagare un tributo di sangue così alto per la carenza strutturale delle sue arterie storiche.

