Dalla Basilicata al Motomondiale, la corsa di Nicodemo Matturro di Picerno. Da pilota a ingegnere di pista per Moto3 e SIC58

Nicodemo Matturro, originario di Picerno (Potenza), ha iniziato da giovane pilota e ora è race & data engineer in Moto3 e nel team SIC58 Squadra Corse, fondato per custodire l’eredità sportiva di Marco Simoncelli, pilota motociclistico scomparso nel 2011. 

A metà campionato, tra la prossima gara in programma questo weekend al Red Bull Ring di Spielberg, in Austria, e l’incertezza sulla trasferta in Qatar legata alla situazione in Medio Oriente, Matturro racconta una carriera iniziata in pista e proseguita dall’altra parte del box, tra sfide e nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

“Ho iniziato come pilota. Nel 2006 ho affrontato il mio primo campionato italiano Minimoto, dopo alcune gare regionali e interregionali. Poi sono passato alle MiniGP, alla 125 e alle 250, dove nel 2012 ho conquistato il titolo italiano SP250. Nel 2014 sono arrivato al campionato italiano Moto3 con i colori della SIC58 Squadra Corse, lo stesso team nel quale lavoro oggi”. Dopo tre anni di stop, nel 2017 è tornato alle gare, conquistando vittorie e pole position, arrivando a giocarsi il campionato. “A quel punto, ripensando alle difficoltà affrontate negli anni, soprattutto alla continua ricerca di sponsor, ho deciso di non firmare il contratto che mi avrebbe portato al mondiale. Ho scelto di concentrarmi sugli studi di ingegneria meccanica, che avevo sempre portato avanti parallelamente alle corse”.

La svolta è arrivata nel 2019, quando ha iniziato a lavorare come race engineer nel campionato italiano, prima di approdare, tra il 2020 e il 2025, al Mondiale Supersport. “Da lì è iniziata la mia carriera lavorativa come ingegnere di pista. Nel 2020 ho conseguito anche un master alla Monlau Motorsport Technical School di Barcellona, specializzata nel motorsport”. Quindi è tornato a lavorare per il team SIC58, non più come pilota ma come race & data engineer. Oggi è una figura centrale nella gestione tecnica della moto e della squadra. “Alla fine di ogni sessione il pilota ci dà un feedback sulle sensazioni e sui problemi riscontrati. Il mio compito è tradurre quelle sensazioni in dinamica del veicolo e metterle in relazione con i dati raccolti dai sensori della moto. Attraverso i grafici della telemetria cerco di individuare la soluzione e decidere come intervenire sul set-up e sull’elettronica”.

Una parte fondamentale del lavoro riguarda la strategia di gara in funzione delle temperature, delle condizioni del circuito e della durata della gara. “Abbiamo pochissimo tempo per analizzare i dati e prendere decisioni”. In questo processo sta entrando sempre più l’intelligenza artificiale. “In Formula 1 e in Moto GP viene utilizzata molto, in Moto3 un po’ meno. Può aiutarci a elaborare rapidamente una grande mole di dati. Ci permette di ridurre i tempi e concentrarci sui problemi. A fine giornata abbiamo più tempo per analizzare tutto con maggiore attenzione e senza la fretta di dover rientrare subito in pista. Il rischio, però, è che ci renda meno pensanti: non possiamo affidarci soltanto ai dati. Le sensazioni del pilota sono fondamentali e non sempre coincidono con ciò che emerge dalla telemetria. Lo dico anche da ex pilota”.

Resta vivo il sogno che accompagna Matturro fin dagli inizi in Basilicata, “dove il motociclismo è poco praticato e le infrastrutture scarseggiano”: “Vincere un mondiale sarebbe una grande soddisfazione”.

Fonte: ANSA

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