Un fenomeno dilagante che non conosce crisi e a cui non si intende porre argine: l’azzardo in Italia è cresciuto del 72% in dieci anni e la traiettoria attuale ci porta a superare, tra il 2028 e il 2029, la soglia dei 200 miliardi di euro giocati. Nello stesso tempo le entrate da tassazione si riducono, mentre esplodono gli utili delle grandi multinazionali che governano il settore.
Il volume di quanto giocato a distanza in Italia, nel 2025, è pari a 100,88 mld di € (+8,8 mld di €, +9,5% rispetto al 2024), in particolare giochi di abilità (giochi di carte, casinò online), scommesse sportive e Betting Exchange
È questo il quadro nazionale dentro cui si colloca la terza edizione di “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, lo studio promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL, che per la prima volta mette sotto osservazione in modo sistematico il fenomeno dell’azzardo nei Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti.
E va molto male in Basilicata. Le quattro Regioni dove nei piccoli Comuni si gioca mediamente di più: nel 2025 nella fascia 18-74 anni ogni italiano ha scommesso nel gambling online 2.365 euro; una cifra che scende a 2.066 euro esaminando i soli piccoli Comuni oggetto della nostra indagine. Se a livello generale si tratta del 12% in meno è interessante notare che in quattro Regioni, Liguria, Umbria, Basilicata e Puglia, nel 2025 si è giocato di più nell’agglomerato dei piccoli Comuni rispetto al dato generale. Molte le Regioni con differenze contenute, dal 3% in meno della Campania, all’11% della Sicilia; fa eccezione la Sardegna, dove nel totale dei Comuni si gioca il 60% in più dei soli piccoli. Un dato che andrebbe esaminato in profondità, ma purtroppo Agenzia Dogane e Monopoli non suddivide il dato della Sardegna sulla base delle provincie. Di fronte a un fenomeno che ha assunto proporzioni enormi, il Governo fa finta di non vedere. Occultando i dati, è ancora più semplice.
In Basilicata nel 2025 risultano attivi 188.665 conti di gioco, contro i circa 220 mila del 2024. Vale a dire 489 conti di gioco attivi ogni 1000 residenti in età 18-74 anni.
Potentino: picchi finanziari insostenibili. Il caso più eclatante a livello regionale – e tra i primissimi in Italia – è quello di Francavilla in Sinni. In questo comune di appena 3.823 residenti, nel 2025 sono stati giocati online ben 61,39 milioni di euro complessivi, che corrispondono all’assurda cifra pro capite di 21.927,57 euro per ogni cittadino tra i 18 e i 74 anni. Rispetto al 2019, Francavilla in Sinni ha visto moltiplicare i propri volumi di gioco per 28 volte. Gli altri comuni potentini in crisi acuta sono: Moliterno 5.600,94 € pro capite; Acerenza 5.490,86 € pro capite; Sant’Arcangelo 4.782,97 € pro capite, Paterno 4.512,42 € pro capite
Materano: la morsa nei piccoli centri del materano. Anche la provincia di Matera non è risparmiata dal fenomeno, mostrando un reticolo di piccoli comuni dove i volumi pro capite polverizzano le medie nazionali. Rotondella: 6.701,34 € pro capite. Miglionico: 5.403,32 € pro capite. Pomarico: 5.042,76 € pro capite.
L’indagine analizza 3.146 Comuni, circa il 40% dei Comuni italiani, nei quali vive quasi un quarto della popolazione. Nel 2025, in questi territori, sono stati giocati 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online, con 4,6 miliardi di euro di perdite.
Il caso più eclatante è quello di Baia e Latina, in provincia di Caserta: nel 2025 ha registrato quasi 150 milioni di euro di gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni. Il 96% di questo volume riguarda il Betting Exchange, la forma di azzardo più opaca, quella in cui sono gli stessi giocatori a tenere il banco, quella che produce scarse entrate fiscali e che da più parti viene indicata come strumento perfetto per accordi illegali e riciclaggio all’ombra dell’azzardo “legale”.
Numeri di questa portata non possono essere liquidati come semplici curiosità statistiche. Impongono domande sull’origine e sulla provenienza di questi flussi finanziari, sui soggetti che li generano e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrino in territori così piccoli. Questi dati vanno verificati, si segua il denaro e si intervenga.
Baia e Latina non è un caso isolato. Tra i valori più elevati troviamo Polaveno, in provincia di Brescia, con 22.955 euro pro capite, Francavilla in Sinni, con 21.928 euro, Nociglia, con 11.854 euro, e Mairano, con 11.430 euro.
A preoccupare è soprattutto la crescita dell’azzardo online. Nel 2025 la raccolta complessiva nazionale ha raggiunto 165,34 miliardi di euro, con il gioco a distanza arrivato a oltre 100 miliardi, in crescita del 9,5% in un solo anno.
Una crescita che avanza indisturbato mentre le persone e le famiglie sono sempre più esposte (soprattutto i più giovani), mentre le conseguenze sociali e sanitarie dell’azzardo aumentano e mentre il sistema pubblico continua a rendere difficile leggere fino in fondo ciò che accade nei territori.
Federconsumatori, per porre fine a questa piega, chiede:
- la fine immediata dell’oscuramento informativo, con la pubblicazione integrale e disaggregata dei dati di azzardo fisico e online per ogni Comune italiano;
- indagini sistematiche sulla provenienza dei capitali immessi nel gioco online, a partire dal Betting Exchange e dal Poker;
- limitazioni significative all’offerta di azzardo e il rispetto rigoroso dei divieti già esistenti, a partire da quello sulla pubblicità;
- il riconoscimento agli enti locali di reali poteri di regolazione sul proprio territorio.
Riportare i numeri italiani a livelli tollerabili e alle medie europee non è un’opzione: è una misura di tutela della salute pubblica e dei redditi delle famiglie oltre che, probabilmente, di legalità.
E soprattutto è una scelta politica: decidere se continuare a proteggere gli interessi dell’industria dell’azzardo o proteggere le persone e le comunità.

