Carceri, la situazione nel Potentino. A Potenza in sovraffollamento di 82 detenuti, nel capoluogo e a Melfi mancano agenti di Polizia Penitenziaria

La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza, Carmen D’Anzi, aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale promuovendo una conferenza stampa, alla quale ha presenziato il Presidente della Provincia di Potenza, avv. Christian Giordano, come iniziativa di riflessione e sensibilizzazione sulla situazione negli istituti penitenziari con una panoramica nazionale e un focus sul territorio provinciale. La mobilitazione di ieri è nata come appuntamento successivo all’assemblea “Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane”, tenutasi lo scorso 6 febbraio a Roma  presso l’Università Roma Tre promossa dal CNCA (Coordinamento nazionale comunità accoglienti) dalla  Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali,  da numerose altre organizzazioni e alla quale la Garante D’Anzi ha partecipato portando il suo contributo. L’obiettivo  è quello di creare un’ “ Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione” e riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori sanciti dall’articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di reinserimento sociale. L’Alleanza, nata a Roma lo scorso 6 febbraio, parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dall’espansione del diritto penale, dall’aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna. É  mio dovere morale -spiega la Garante D’Anzi- mantenere accesi i riflettori sulle condizioni di vivibilità del carcere. Sovraffollamento, suicidi, persone con tossicodipendenza, carenza di organico degli agenti di Polizia Penitenziaria, di personale medico, di psicologi, di  educatori richiedono soluzioni non più rinviabili. Nonostante la carenza di organico, durante le mie visite negli istituti  penitenziari della Provincia di Potenza ho potuto apprezzare gli sforzi degli agenti della Polizia penitenziaria nell’organizzazione dei turni di lavoro, contemperando le esigenze personali con quelle organizzative e di servizio di vigilanza,  per il  benessere psicologico e professionale, a beneficio tanto del personale quanto delle persone detenute.

Proposte della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali  

  • introduzione di una liberazione anticipata speciale, portando da 45 a 75 giorni per ogni semestre la detrazione di pena per chi partecipa positivamente al percorso trattamentale;
  • un intervento immediato per i detenuti con residuo pena non superiore a un anno, non condannati per reati ostativi e senza concrete esigenze di sicurezza tali da imporre la permanenza in carcere. Si tratta di circa 8/9 mila persone in Italia  che potrebbero essere accompagnate verso misure alternative, detenzione domiciliare, lavoro, cura, comunità e reinserimento;
  • affidamento alle comunità terapeutiche come misura alternativa al carcere per le persone detenute tossicodipendenti  per la disintossicazione e il  reinserimento sociale (in Italia un detenuto su 3 è schiavo della droga);
  • aumentare la dotazione di braccialetti elettronici in quanto la mancanza di fornitura provoca un ingiusto prolungamento in carcere.

I NUMERI

Sovraffollamento – Detenuti  in Italia 64.708 (pari al 139.89%) su 51.185  posti regolamentari ma  solo  46256 sono disponibili in quanto 4929 non sono disponibili perché inagibili  o in ristrutturazione.

Suicidi – In Italia: 39 dall’inizio dell’anno. Nessuno nella Provincia di Potenza

CASA CIRCONDARIALE “ANTONIO SANTORO” POTENZA

  • Detenuti presenti: 176 di cui 13 donne
  • Capienza regolamentare: 107
  • Detenuti stranieri: 31
  • Detenuti con dipendenze: 65
  • 4 semiliberi e 9 beneficiano dell’art. 21 O.P. (sono impegnati in attività lavorativa al servizio  dell’Amministrazione o all’esterno);
  • Polizia Penitenziaria: 120 agenti ma mancherebbero 23 unità del ruolo agente assistente maschile.

CASA CIRCONDARIALE –  MELFI

  • Detenuti  presenti 98, di cui 6 stranieri;
  • 12 hanno problemi di tossicodipendenza;
  • 35 ristretti sono impegnati in attività lavorativa al servizio dell’Amministrazione;
  • Polizia Penitenziaria: 85 unità su 119 previsti in pianta organica.

IPM (Carcere minorile)

  • Detenuti presenti: 18 su 18 posti regolamentari
  • Detenuti 3 stranieri
  • Agenti di Polizia Penitenziaria: in servizio 25 su una pianta organica di 32 effettivi.

Fortemente voluto dalla Garante D’Anzi, nel mese di giugno si è svolto un laboratorio di scrittura rap con il famoso artista Kento riportando un successo formativo per la potenza educativa sprigionata da questo progetto.

CPR  Palazzo san Gervasio (dati 1° luglio )

  • 93 trattenuti a fronte di una capienza massima di 128 e di una capienza effettiva di 104

È di qualche giorno fa la notizia per cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da ASGI e Cittadinanzattiva APS: il Ministero dell’Interno ha dato un’attuazione solo parziale alle precedenti disposizioni dei giudici e dovrà, entro sei mesi, condurre una reale e approfondita istruttoria sulle condizioni di salute nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) al fine di emanare un nuovo capitolato d’appalto. Nel 2025 sono pervenuti altri  due importanti pronunciamenti dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale.  Si apprende non senza preoccupazione che siano state avviate le procedure per realizzare  nuovi  Centri di permanenza per il rimpatrio tra cui uno in Calabria.  Le altre strutture sarebbero previste  una in  Campania, due in Trentino Alto Adige, una in Toscana e una in Emilia Romagna. Auspico -conclude la Garante  D’Anzi- un  cambiamento di paradigma delle politiche migratorie, che i flussi di denaro  usati per mantenere in vita queste strutture siano adoperati per percorsi di istruzione, corsi di alfabetizzazione per l’apprendimento della Lingua italiana, tirocini formativi  per la reale inclusione lavorativa, sostenendo una revisione radicale delle politiche migratorie puntando su accoglienza, regolarizzazione e inclusione sociale. 

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