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Mobilità sanitaria, “quasi un lucano su tre si ricovera fuori regione”

“Quasi un lucano su tre si ricovera fuori regione per ricevere le cure di cui necessita, con la Basilicata che fa registrare il secondo peggior dato nazionale dopo quello del Molise. Proseguono senza sosta gli spostamenti dei lucani lungo la penisola alla ricerca di cure migliori o erogate più rapidamente, un fenomeno che dopo la pandemia riprende a correre e che testimonia, più di qualunque altro, le diseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italia attrattivo e un Mezzogiorno d’Italia che non riesce a soddisfare al meglio le esigenze di salute dei propri residenti”.

E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta i dati Istat pubblicati oggi nel Rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2026.

“Quando, come nel caso della Basilicata, il 28,6 % dei propri cittadini si ricovera in ospedali di altre regioni,un dato che è più del triplo della media nazionale ferma all’8,6%, è evidente che un sistema sanitario fa fatica a garantire ai propri cittadini le stesse opportunità di salute assicurate nel resto del Paese”-sottolinea Vizziello-“essendo la mobilità sanitaria la vera cartina al tornasole dell’efficacia e dell’appropriatezza delle cure che una Regione è in grado di erogare ai cittadini”.

“Chi si sposta dalla Basilicata, per centinaia di chilometri, allontanandosi dai propri affetti ed interessi”-spiega Vizziello-“ non lo fa di certo a cuor leggero ed è costretto a sostenere costi sociali elevatissimi che si aggiungono a quelli che è chiamata a sostenere la regione di residenza e che, nel caso della Basilicata, ammontano  a mezzo miliardo di euro negli ultimi dieci anni”.

“Solo gli investimenti calibrati sulle esigenze epidemiologiche dei lucani sono in grado di fermare la fuga dagli ospedali lucani certificata oggi dall’Istat” -conclude Vizziello-“ migliorando la qualità delle prestazioni erogate attraverso l’effettività di modelli gestionali virtuosi come le reti cliniche e la valorizzazione, secondo scelte meritocratiche, delle tante elevate professionalità e competenze presenti negli ospedali lucani”.

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