
La mobilitazione si unisce alla rete di proteste che sta attraversando l’Italia e l’Europa per rivendicare il diritto a un futuro dignitoso. Al centro della protesta ci sono sei punti programmatici: il rifiuto dei tagli alla scuola pubblica e all’edilizia scolastica stabiliti dal DL 170/2026, il contrasto alla distinzione tra scuole di “Serie A” e “Serie B”, il rifiuto di un modello ministeriale punitivo, la contestazione dell’aumento delle spese militari a discapito dei servizi sociali e, infine, la solidarietà alle crisi del territorio meridionale, a partire da quella degli agricoltori.
“Vogliamo – fanno sapere gli organizzatori – che questo presidio sia uno spazio democratico e trasparente di dibattito nato dall’iniziativa spontanea di noi studenti, scioperiamo all’esterno dei cancelli per dare voce alla nostra indignazione in modo civile e responsabile, nel pieno rispetto degli Articoli 17 e 21 della Costituzione. L’ingresso rimarrà totalmente libero e la partecipazione sarà volontaria, poiché rifiutiamo ogni forma di blocco o di violenza”.
Gli organizzatori ricordano che la manifestazione si svolgerà nella massima legalità e trasparenza: per garantire l’incolumità pubblica e tutelare i partecipanti, i quali sono responsabili civilmente e penalmente della propria condotta, sarà severamente vietato imbrattare i muri, accendere fumogeni o coprirsi il viso in luogo pubblico.
L’iniziativa nasce dalla volontà spontanea do un gruppo di giovani del liceo di Potenza, uniti dall’esigenza di esprimersi attivamente sulle problematiche che colpiscono la scuola pubblica e il futuro della loro generazione. Si tratta di una mobilitazione indipendente, non legata a sigle sindacali, che mette al centro il confronto democratico e la cittadinanza attiva.