Il raccordo Sicignano-Potenza e quei lavori infiniti nei cantieri Pietrastretta e galleria Del Marmo. A quando un collegamento decente?

È il cantiere più grande del raccordo autostradale Sicignano-Potenza, principale arteria di collegamento tra la Basilicata e il resto del mondo. Ma, nonostante proclami, sopralluoghi, soldi e lavori (solo avviati..) non si sa quando verrà riaperto. O meglio, non si sa i lavori a che punto stanno. Si sa solamente che non procedono con celerità fino a come è accaduto in un periodo tra primavera ed estate, e poi il nulla.

Continua il ‘mistero’ che avvolge il viadotto Pietrastretta a Vietri di Potenza, con la carreggiata in direzione nord ormai chiusa da un ventennio mentre l’altra in direzione sud demolita con esplosivo e ricostruita.

In ultimo, i lavori che – come annunciato l’anno scorso dalla Regione Basilicata – dovevano concludersi per fine 2026. Magari! È avvenuto lo smontaggio di una parte del viadotto. Sette gli impalcati che sono stati smontati, trasferiti sulla carreggiata e demoliti sul posto. Gli altri quattordici sono montati, a quanto pare è in corso lo smontaggio dei guardrail.

Ma per il resto basta passare da lì e si nota che è tutto fermo, da mesi e mesi. Nessuna ombra di lavori nell’area interessata dallo smontaggio, se non qualche operaio presente per altre attività nello stesso cantiere. Non si hanno al momento notizie. È solo ben visibile una enorme struttura di colore giallo che è ferma lì, da mesi. Così come è presente un autovelox fasullo, ora ben coperto e nascosto.

Perché diciamo questo. A giugno 2025 l’assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, dava notizia di un sopralluogo (fatto il 25 giugno 2025) e la nota stampa diramata dall’ufficio stampa della Regione Basilicata citava testualmente: “L’ultimazione dell’intero intervento sul viadotto ‘Pietrastretta’ è fissata per la fine dell’anno prossimo (2026)… demolizione e ricostruzione dei 21 impalcati che costituiscono il viadotto, con la suddivisione dell’intervento in tre macro-fasi da 7 elementi, che vengono prima “svarati” ovvero “smontati” e poi ricostruiti, fino al totale dei 21 elementi complessivi”.

Peccato che ad oggi – e non diamo colpe all’assessore che ha recepito e comunicato quanto riferitogli nel cantiere – gli impalcati smontati siano solamente sette. Facendo due calcoli, ne mancano altri quattordici e tutto ciò farebbe pensare ad anni e anni di lavori.. Se il ritmo è questo. All’assessore Pepe chiediamo, se possibile, di voler intervenire a sollecitare..

Fine 2026 ci siamo quasi. Gli impalcati (da 110 tonnellate ciascuno) sono stati per un terzo smontati. Ma nessuna traccia dei nuovi da varare e posizionare. È rimasto il vuoto. Mancano i nuovi impalcati. Stando a qualche notizia frammentaria trapelata, per ottobre/novembre un impalcato alla volta dovrebbe essere consegnato con trasporti eccezionali provenienti da un’azienda del nord, pare dal Padovano.

Poi, se tutto andrà bene, inizierà il varo. E poi, una nuova agonia. Quella struttura gialla (il “carro-varo”) ferma ormai da mesi, e che dovrà smontare gli altri impalcati, presumibilmente verrà spostata in avanti per continuare lo smontaggio.

Un investimento – fece sapere la Regione – di 25 milioni di € da pare di Anas. In questo importo rientrano anche altri cantieri prossimi a quello di Pietrastretta. I soldi a quanto pare ci sono. Il problema sono i lavori troppo a rilento.

Insomma, ce ne vorrà di tempo. Se non anni, ancora. Vedremo..

Andando avanti, un altro cantiere infinito, quello della galleria Del Marmo in direzione nord che porta allo svincolo di Vietri-Balvano. Anche qui lavori complessi con una galleria dove prima ci pioveva dentro. Ora è stata del tutto rifatta. Almeno in direzione nord. Non si esclude l’apertura nei prossimi mesi: qualche giorno fa sono state accese le luci che nelle ore notturne sono rimaste attive probabilmente per delle prove. E sembra tutto ok.

Si stanno portando avanti lavori all’esterno della galleria con installazione di guardrail, insegne, sistemazione dei terreni vicini e altro. Qui sembra esserci una speranza in più.

Ma non si esclude che, aperta quella in direzione nord, si chiuderà l’altra in direzione sud (dove adesso c’è il doppio senso e il famoso autovelox fasullo all’interno). Infatti la galleria è messa male, ma davvero male, tanto che ci piove dentro e necessita di interventi importanti di messa in sicurezza.

Siamo sicuri che la Regione Basilicata, come fatto lo scorso anno, si attiverà presto per un nuovo sopralluogo sui cantieri per aggiornare le date di conclusione dei lavori (ovviamente, non rispettate come accade in Italia). Così come siamo convinti che Anas faccia leva sulle imprese impegnate per accelerare tutto e garantire ai lucani, e a chi entra ed esce sul territorio lucano per lavoro o per altro, un’arteria decente e dignitosa. Sappiamo bene che si tratta di un lavoro complesso e che gli operai, anche con turni pesanti e con temperature non sopportabili, fanno un grande lavoro.

Ma la colpa, probabilmente, è da ricercare altrove.

I lavori – come detto – sono complessi, anche dal punto di vista ingegneristico, sia per la mole di tali travi, sia per l’orografia del territorio nella quale il viadotto è situato e anche per garantire in sicurezza la contestuale circolazione che interessa la carreggiata adiacente a quella oggetto delle lavorazioni.

Ma dopo vent’anni, su questa su questa storia e questi lavori, bisogna mettere un punto e ripartire. Non è più ammissibile.

Claudio Buono

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