Il piccolo borgo in provincia di Potenza, con meno di 700 abitanti e oltre 20mila visitatori l’anno grazie al Ponte alla Luna, è tra i primi territori ad aver presentato la propria candidatura all’iniziativa ideata da Visit Italy per valorizzare nuovi modelli di sviluppo turistico
Nei primi otto mesi del 2026, la Basilicata ha già superato i 2 milioni di presenze turistiche, a fronte di oltre 724mila arrivi, secondo i dati ufficiali diffusi. Un flusso che si concentra soprattutto nei mesi estivi, ma che coinvolge sempre più anche i piccoli centri delle aree interne, spesso capaci di costruire attrattività attorno a un’unica esperienza o a un’attrazione identitaria.
È il caso di Sasso di Castalda, borgo di poco meno di 700 abitanti nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, in provincia di Potenza. Dal 2017, quando è stato inaugurato il Ponte alla Luna, complesso di ponti tibetani che con i suoi 300 metri è tra i più lunghi al mondo, il paese richiama oltre 20mila visitatori l’anno secondo le stime, diventando un riferimento per lo sviluppo turistico legato a un’unica attrazione identitaria.
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, negli ultimi anni il borgo ha ampliato la propria offerta anche con progetti culturali, dal recupero delle case abbandonate a nuovi interventi di street art nel centro storico.
È proprio la capacità di costruire attrattività a partire dalle caratteristiche specifiche del territorio a rendere Sasso di Castalda uno dei casi interessanti nel panorama dei piccoli centri italiani. Il borgo lucano è infatti tra le prime località ad aver presentato la propria candidatura a Luminous Destinations 2027, il progetto ideato da Visit Italy per individuare ogni anno dieci destinazioni italiane che stanno sviluppando nuovi modelli turistici fondati sul rapporto tra visitatori, identità locale e comunità residente.
La candidatura di Sasso di Castalda si inserisce così in un percorso che coinvolge territori molto diversi per dimensioni, geografia e vocazione, ma accomunati dalla volontà di trasformare il turismo in una leva di sviluppo capace di produrre benefici duraturi anche per chi quei luoghi li vive durante tutto l’anno.
“Sasso di Castalda è un esempio molto chiaro di quello che cerchiamo con questo progetto: un borgo che ha costruito la propria identità turistica attorno a un’unica esperienza, riuscendo a trasformarla in un motivo di sviluppo per l’intera comunità”, spiega Ruben Santopietro, CEO e founder di Visit Italy. “Con Luminous Destinations vogliamo raccontare storie come questa: territori che utilizzano il turismo come leva per generare opportunità per chi ci vive, rafforzare la propria identità e distribuire meglio il valore generato dai flussi turistici”.
Non contano i numeri: i cinque criteri che guideranno la selezione
Il numero di arrivi o la notorietà raggiunta non saranno determinanti nella scelta delle dieci destinazioni. La Giuria d’Onore valuterà invece le candidature attraverso cinque criteri che misurano il rapporto costruito tra turismo, territorio e comunità.
Il primo è il beneficio per i residenti, quindi la capacità di generare valore per la comunità locale, migliorare la qualità della vita e creare opportunità per persone, imprese e operatori del territorio. Il secondo riguarda l’impatto sul territorio, considerando gli effetti prodotti sul patrimonio, sull’ambiente, sulla cultura e sull’economia locale. Il terzo criterio è l’innovazione del modello, dalla sperimentazione di nuovi modi di accogliere e gestire i flussi alla collaborazione tra soggetti pubblici, privati e comunità. Seguono la capacità narrativa, ovvero la possibilità di raccontare l’identità del luogo in modo riconoscibile e contemporaneo, e l’accessibilità, intesa come impegno a rendere la destinazione più fruibile, inclusiva e accogliente per pubblici ed esigenze differenti.
A presiedere la Giuria sarà Roberta Garibaldi, professoressa di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo e già Amministratrice Delegata di ENIT. Accanto a lei Josep Ejarque, Nicola Bellini, Maria Elena Rossi, Vittorio Lepre, Carlotta Ferrari, Stefano Monti e Mariapina Trunfio, esperti di destination management, economia del turismo, sviluppo territoriale, innovazione e accessibilità.
Le candidature proseguono per tutto l’autunno
Comuni e destinazioni italiane possono proporre la propria candidatura attraverso la pagina dedicata al progetto sul portale Luminous Destination, che illustri identità territoriale, centralità della comunità residente, sostenibilità, accessibilità, qualità dell’accoglienza, governance e impatto potenziale del progetto.
Le dieci destinazioni selezionate potranno ricevere l’award ufficiale Luminous Destination durante la cerimonia di premiazione pubblica, che si terrà il 9 febbraio 2027 alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo, organizzata da Fiera Milano, e ottenere 12 mesi di visibilità editoriali. La cerimonia sarà dedicata alle 10 destinazioni italiane selezionate per visione, autenticità e sostenibilità, mentre il panel offrirà uno spazio di confronto sul percorso di selezione, sui criteri adottati e sugli elementi che rendono questi luoghi esempi virtuosi di un turismo più autentico, equilibrato e sostenibile.
“L’obiettivo ora è allargare la mappa e intercettare territori diversi per dimensione, geografia e vocazione. Vogliamo dare spazio a realtà che stanno costruendo percorsi riconoscibili e coerenti con la propria identità, valorizzando esperienze differenti e nuovi modi di interpretare lo sviluppo turistico. L’autunno sarà il momento centrale per far emergere nuove candidature da tutta Italia e continuare ad ampliare questa geografia”, conclude Ruben Santopietro.
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