Da Potenza al Pamir fino a Venezia: il motociclista lucano Pierfrancesco Barba protagonista de “Il Tetto del Mondo”

Il motociclista e viaggiatore lucano ha coordinato la spedizione attraverso l’Asia Centrale raccontata nel film “Il Tetto del Mondo”. Oggi sarà al Lido di Venezia insieme al regista Niccolò Donatini per l’anteprima e la presentazione del documentario nell’ambito degli eventi della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Dalla Basilicata alle montagne del Pamir, nel cuore dell’Asia Centrale, e da lì fino al Lido di Venezia. È il percorso, geografico, che porterà Pierfrancesco Barba, motociclista e viaggiatore potentino, a essere tra i protagonisti della presentazione del documentario “Il Tetto del Mondo”, in programma martedì 8 settembre alle ore 17:00 a Venezia, presso Villa Zavagli – Giffoni Hub, Lungomare Guglielmo Marconi 56, Lido di Venezia, nel calendario degli eventi organizzati in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

A renderlo noto è l’Associazione Angolo dell’Avventura e dei Grandi Viaggiatori di Potenza, che sottolinea con particolare soddisfazione la presenza di un viaggiatore lucano in un progetto cinematografico nato da una delle grandi avventure motociclistiche realizzate da Avventure nel Mondo.

“Il Tetto del Mondo”, diretto dal regista Niccolò Donatini, racconta infatti il Pamir MotoRaid, una spedizione motociclistica off-road attraverso alcuni dei territori più remoti e spettacolari dell’Asia Centrale. Il viaggio, realizzato nel mese di giugno 2026, è stato coordinato proprio dal potentino Pierfrancesco Barba, che ne è stato quindi non soltanto uno dei motociclisti protagonisti, ma anche il coordinatore sul campo.

Il Pamir è conosciuto da secoli come Bam-i Dunya, il “Tetto del Mondo”: un immenso territorio di montagne e altopiani che raggiungono quote estreme, attraversato da piste sterrate, guadi e villaggi isolati. È in questo scenario, spesso oltre i 4.000 metri di altitudine, che il gruppo di motociclisti ha vissuto l’esperienza documentata dalla macchina da presa di Donatini.

Non si tratta di un film costruito su un set o di una storia scritta in anticipo. Il documentario nasce durante il viaggio e segue i suoi protagonisti nel confronto quotidiano con le difficoltà della strada, l’altitudine, il fango, i guadi, gli imprevisti e soprattutto con le popolazioni incontrate lungo il percorso. Un racconto nel quale l’avventura motociclistica diventa anche occasione di scoperta, conoscenza e incontro tra culture.

L’anteprima veneziana rappresenta così anche un motivo di orgoglio per la Basilicata.

Pierfrancesco Barba sarà infatti presente personalmente alla proiezione e, al termine del film, parteciperà al talk di presentazione insieme al regista Niccolò Donatini, raccontando al pubblico l’esperienza vissuta durante la spedizione e ciò che è accaduto dietro le immagini poi diventate documentario.

Alla presentazione, insieme al regista e al coordinatore del viaggio Pierfrancesco Barba, prenderanno parte anche Camilla Filippone, Marketing & Communication Director di Avventure nel Mondo, e Luigi Sales, Head of Original Productions di Giffoni Hub.

«Per la nostra associazione è una grande soddisfazione vedere un viaggiatore potentino portare a Venezia un’esperienza nata a migliaia di chilometri da casa, sulle piste del Pamir», sottolinea l’Associazione Angolo dell’Avventura e dei Grandi Viaggiatori di Potenza. «È una storia che unisce la passione per il viaggio e per la motocicletta alla scoperta di territori e culture lontanissime e che oggi, attraverso il cinema, può essere condivisa con un pubblico molto più ampio.»

Il documentario costituisce inoltre un risultato particolare per Avventure nel Mondo, che presenta a Venezia un progetto documentaristico nato direttamente da uno dei suoi viaggi e dall’esperienza vissuta sul campo dai suoi partecipanti.

Dalle strade della Basilicata alle piste d’alta quota dell’Asia Centrale, dunque, fino a Venezia: l’avventura di un motociclista potentino diventa cinema e arriva al Lido per essere raccontata direttamente da chi l’ha vissuta.

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