A causa dell’innalzamento della colonnina di mercurio di queste settimane, con il forte aumento della temperatura su tutto il globo terracqueo ( pensate che a Londra sono spariti i famosi prati verdi, e ai poli i ghiacciai si sono trasformati in ghiaccioli, provocando inondazioni gigantesche nei Pesi rivieraschi), si torna finalmente a parlare di cambiamenti climatici su larga scala, dovuti all’inquinamento globale di aria, acqua e suolo che procede senza soluzione di continuità, anzi accelerando. Una violenza sulla natura che viene quasi “caldeggiata” dai negazionisti d’oltre oceano, da sempre ostili a qualsiasi restrizione per non frenare lo sviluppo economico, o meglio, l’espansionismo senza limiti. Ne sanno qualcosa gli Inuit della Groenlandia e Nord-America e, al polo opposto, gli indigeni dell’Amazzonia, dove milioni di ettari di foresta pluviale vengono bruciati e trasformati in pascoli intensivi per produrre foraggio per i bovini destinati al fast food imperante. Ora, tutti si affannano a dichiarare quest’anno il più caldo di sempre e nei talk shows televisivi, sempre più dei rifugia peccatorum per gente frustrata, ci si accapiglia per sfoggiare la propria … ignoranza in materia. Ivi, infatti, tutti straparlano per dire tutto ed il contrario di tutto, ma a nessuno viene mai in mente di
parlare con cognizione di causa, analizzando ciò che sta a monte di questa anomala impennata termica, calata sul pianeta Terra non certo per volontà degli dèi dell’Olimpo, ma piuttosto di due personaggi superguerrafondai che si chiamano, rispettivamente, Netanyahu e Trump, grandi paladini dell’Occidente ed amici del nostro Governo che, dopo gli attacchi “propedeutici” sferrati nel 2025, in Iran, da febbraio 2026 stanno bombardando impianti petroliferi e metaniferi, raffinerie, navi petroliere e metaniere, oltre alle strutture civili: case, scuole, ospedali ecc. “per scovare l’uranio arricchito nascosto”, dicono mentendo (utilizzando, secondo Report, il jet fuel per i B-52 ricavato dalla raffinazione del petrolio lucano di Tempa Rossa), immettendo così in atmosfera milioni di tonnellate di CO2 al giorno. Anidride carbonica che, insieme al black carbon, polveri sottili Pm 2,5 e Pm 10, non resta confinata in quell’area geografica così martoriata, in fiamme, ma per effetto dell’espansione dei gas bruciati, raggiunge e avvolge l’intero ecumene ed oltre, con tutte le gravi conseguenze derivanti per noi abitanti di questo pascoliano <<atomo opaco del male>>, a causa dell’ineluttabile legge fisica di Lavoisier, secondo cui: “In natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, unita al famoso “effetto farfalla” della “teoria del caos” di Edward Lorenz: “Se in Brasile una farfalla batte le ali, in Texas si scatena un tornado”.
Ora, visto che le tariffe energetiche sono arrivate alle stelle e il costo di diesel e benzina è simile a quello dello champagne, cari automobilisti, quando andate alla pompa di rifornimento, anziché inveire contro il povero benzinaio, unico incolpevole della catena di distribuzione, prendetevela con Netanyahu ed il suo sodale Trump, lo stesso della recentissima, imbarazzante gaffe sul “threesome” con i suoi due figli maschi, che, durante il Covid, consigliava le iniezioni di varechina come vaccino (ora principale alleato e sponsor economico e militare del genocida israeliano), che dopo aver innescato il conflitto al buio, senza via d’uscita, con l’Iran, su Diktat sionista, ha annunciato ben 38 volte l’accordo e la fine delle ostilità, senza che ciò fosse vero. Bugie strumentali ad hoc e “inside trading” per influenzare le quotazioni in Borsa (conflitto d’interessi) che, finora, al mondo ha portato solo piogge acide cariche di idrocarburi e metalli pesanti, oltre ai disastri economici dovuti alla non prevista chiusura iraniana dello Stretto di Hormuz, con aumento di tutti i prezzi e dell’inflazione, mentre alle società petrolifere americane, di cui la famiglia del palazzinaro, mancato Papa, è socia di maggioranza, ha fruttato, per converso, milioni di dollari in più. Sic et simpliciter, cari connazionali esasperati dall’aumento del caldo e dei prezzi, prima di abbaiare alla luna e di sputare sentenze a vanvera, pensate bene a chi mirare! Intelligenti pauca.
Prof. Domenico Calderone


Dr. Giuseppe Giannini
Nulla accade per caso. Immersa nel quotidiano complottismo, la propaganda interessata confonde le idee, negando il visibile, che appare meno reale del virtuale. Più volte sentiamo dire che anche parecchi decenni fa capitavano estati roventi e siccitose. Ci sono filmati degli anni’60 con le uova cotte sull’asfalto. Il punto è che negli ultimi trent’anni i fenomeni climatici sono detti estremi perché violenti ed improvvisi e non bastano le alte temperature, per quanto indicative, a rendere conto del cambiamento (ma già il tasso di umidità fa tanto). L’impatto dell’uomo sugli ecosistemi, l’ipersfruttamento delle risorse, le guerre, l’uso spropositato dei combustibili fossili, l’enorme quantità di merci che viaggiano per il mondo, l’aumento del trasporto aereo e delle imbarcazioni sono solo alcuni fattori. L’ultima trovata è quella dell’intelligenza artificiale che, insieme ai data center, all’estrazione delle criptovalute e a tutto ciò che ruota intorno alle terre rare produce un abnorme consumo di acqua ed elettricità, sottraendole alle indispensabili e basilari esigenze della collettività. Tutto ruota, come sempre, intorno al capitalismo. E, in quello di guerra, caldeggiato dal duo fanatico ed estremista Trump-Netanyahu con il colpevole supporto dei lacchè europei, anche di quelli che si autodefiniscono patrioti, sovranisti o nazionalisti, lo sfruttamento dell’uomo e delle risorse raggiunge l’apice della distruzione.
Danila Marchi
Grazie professore per aver fotografato e descritto così bene la situazione. Purtroppo è quella che è, ma i potenti che l’hanno causata e sono i soli che potrebbero impedirne l’avanzata, continuano imperterriti. Sono gli intoccabili di sempre, sono i più malati del pianeta che non arrestano il loro Ego sadico e smisurato e il narcisistico senso di onnipotenza di fronte a niente. Noialtri non possiamo fare altro che sottrarci, che denunciare questo abominio, questo mondicidio, questa violenza, questa miseria, ma non abbiamo armi, oltre alle parole e al passaparola per denunciare ciò che accade. La natura non può difendersi, non ha parole nè forza sufficiente per sottrarsi alle bombe, all’avvelenamento, alla distruzione, al massacro, nè per accusare i nemici. Così i bastardi l’annientano perché non hanno il cervello educato a pensare al bene dell’umanità. Le loro azioni di forza sono fatte per imporsi. Nessuno ha l’umiltà di tirarsi indietro, di ritirarsi, di riflettere, di risparmiare altre vite, altri esseri viventi, il pianeta. Arrendersi per loro corrisponde ad una “resa” incondizionata anziché ad un atto di generosità verso il mondo. San Francesco ha ancora molto, tutto da insegnare alla Terra, a chi lo governa. Il nostro Karma è nelle mani di pochi oligarchi senza valori, che lottano per la proprietà, il possesso e il denaro, continuando a ingannare, a uccidere e a inquinare. “Chi ha più buon senso lo usi” dicevano un tempo i saggi quando si litigava tra fratelli. Oggi, invece, a quanto pare, avere buon senso equivale ad avere una mancanza, una debolezza, un virus da combattere più che una virtù. Il buonsenso, non c’è più: nessuno che lo usi e che lo abbia. Il senno si è perso nella notte dei tempi e “non sa tornare”. Astolfo è andato a cercarlo sulla Luna, ma non è più ridisceso, forse è stato fermato, oscurato dall’eclissi. Per favore, qualcuno lo aiuti a tornare prima che per tutti sia troppo tardi.
rosanna
Caro Professore Calderone,
La ringrazio per avermi inviato il suo articolato contributo, che ho letto con l’attenzione che merita. Il quadro che Lei delinea, così ricco di rimandi storici, politici e ambientali, restituisce con forza la complessità del tempo che stiamo attraversando. Le sue parole mostrano quanto le scelte dei potenti, spesso guidate da logiche che sfuggono alla misura e al buon senso, finiscano per incidere sulla vita dei più fragili e sulla salute del pianeta che ci ospita. Come Lei evidenzia, le dinamiche internazionali e le scelte energetiche degli ultimi anni hanno inciso profondamente sugli equilibri climatici e sociali, rendendo ancora più evidente la fragilità del nostro sistema globale. Da semplice lettrice, avverto sempre più quanto la natura — silenziosa, indifesa, priva di voce — sia diventata il teatro su cui si consumano le conseguenze di decisioni che non nascono dall’ascolto, ma dall’espansione di un potere che non conosce limiti. In questo scenario, l’unica forza che ci resta è quella della consapevolezza: continuare a nominare ciò che accade, a non distogliere lo sguardo, a custodire quel poco di umanità che ancora resiste. Credo che il compito di ciascuno, oggi, sia proprio questo: non smettere di interrogarsi, non smettere di ricordare che la Terra non è un possesso, ma un’eredità fragile. Il suo testo, in questo senso, offre spunti preziosi per riflettere su ciò che siamo chiamati a difendere.
Un cordiale saluto,
Rosanna Anelli
Maria Muccia
Grazie Prof. Domenico per darci la possibilità di esprimere la nostra opinione. L’argomento trattato è di vaste dimensioni. Per quanto ci cimrntiamo ad affrontarlo, resta sempre un punto interrogativo. Da tempo che si parli di inquinamento, di buco nell’ozono, di riduzione o di ampliamento dello stesso, di riscaldamento eccessivo, di temperature senza paragoni e quant’altro! Le soluzioni…. ? Tante ipotesi ma nessuna risultava. Opera dell’uomo? Boh, forse… ma quanta? La natura si evolve e basta! L’uomo può solo osservare, agire consapevolmente o inconsciamente, ma nulla può di fronte a tanta forza. Può solo assistere allo spettacolo e, al massimo, tentare qualche avventurosa operazione, ma vi assicuro con pochissimi risultati. Quando la terra si dice che fosse una stella che ha iniziato il suo processo di raffreddamento l’uomo non c’era, eppure è accaduto. Ciò che genera quella forza invisibile che ognuno può chiamarla come vuole: forza della natura, volere divino ecc.non ha una uguale che può contrastarla. Perciò quello che deve accadere accadrà con o senza il volere dell’uomo. Quest’ultimo può solo tranquillizzarsi e godere dello spettacolo che mater natura ci presenta, comportandosi rispettoso verso di Lei..