Il laboratorio rap “Dalle parole al suono” con Francesco “Kento” (nella foto in pagina a destra) Carlo dal 15 al 19 giugno presso l’IPM (Istituto Penale per i Minorenni) di Potenza, è stato fortemente voluto alla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza, Carmen D’Anzi (nella foto a sinistra), per il
potentissimo messaggio educativo che sprigiona, fornendo ai minori ristretti competenze tecniche e relazionali al fine di utilizzare la scrittura e la musica rap come strumento per raccontare storie, emozioni, vissuti e desideri: dare loro la parola e portarla a chi è fuori. Infatti per i ragazzi ristretti tra le mura di un carcere, spesso con un passato difficile alle spalle e vite caratterizzate dall’assenza di punti di riferimenti positivi, la musica diventa il modo per manifestare le proprie emozioni. Inoltre consolidata pedagogia annovera i laboratori rap negli istituti penitenziari (in particolare nei minorili) tra i percorsi educativi e trattamentali più significativi per la crescita e il riscatto. Il rap, soprattutto per giovani che hanno alle spalle abbandoni scolastici precoci, diventa l’occasione di rielaborazione delle proprie esperienze, dei bisogni non espressi e immaginare percorsi futuri. Tramite la scrittura e la musica le persone detenute sviluppano il pensiero critico, elaborano il proprio vissuto ed esplorano un’alternativa concreta alla devianza, trasformando la rabbia e le frustrazioni in espressione artistica. Questi progetti mirano a favorire il reinserimento sociale, trasformando la musica in un’occasione di crescita e consapevolezza nel pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, per diffondere idee di integrazione, combattere stigma e pregiudizi.
I giovani ospiti dell’IPM di Potenza incontreranno Francesco “Kento” Carlo, rapper, scrittore e performer nato a Reggio Calabria, tra le voci più autorevoli dell’hip-hop italiano impegnato. Con dieci dischi e oltre mille concerti in carriera, ha un blog sul Fatto Quotidiano ed è membro del collettivo Kalafro. Nel 2011 pubblica Resistenza Sonora, album finanziato con fondi provenienti da beni confiscati alla mafia ed è impegnato nella LIPS – Lega Italiana Poetry Slam. Da più di dieci anni tiene laboratori di scrittura rap e poesia presso carceri minorili, comunità di recupero e scuole. È autore dei libri: Resistenza Rap; Te lo dico in rap; Barre. Rap, sogni e segreti in un carcere minorile.
La progettazione è stata curata dall’Associazione Zer0971 ETS in collaborazione con partner e professionisti del territorio ed è stata finanziata dalla Fondazione Carical.

