In Basilicata sono previsti nelle rinnovabili in cinque anni investimenti per 1,7 miliardi di euro e 4.300 poti di lavoro. E’ merito in particolare delle Comunità Energetiche Rinnovabili che stanno diventando uno dei pilastri della transizione energetica nel Mezzogiorno, con il Sud che oggi rappresenta tra il 30% e il 40% delle CER italiane. Un fenomeno in forte espansione che coinvolge anche la Basilicata, dove le comunità energetiche possono trasformarsi in uno strumento concreto di sviluppo locale, contrasto alla povertà energetica e rilancio delle aree interne.
“Gli esempi di benefici dall’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili sono ormai innumerevoli – commenta Marisol Cestari, rappresentante della CER Moliterno “Energia Dal Sole”, dirigente del Gruppo Cestari – . Chi produce energia con un impianto fotovoltaico ne consuma solo una parte, mentre l’energia eccedente viene immessa in rete. Se questa energia viene utilizzata da un altro socio della Comunità Energetica, alla CER viene riconosciuta una tariffa incentivante che genera benefici economici redistribuiti tra i partecipanti e destinati anche a finalità sociali”.
Secondo le stime, una CER del Sud con impianto fotovoltaico da 200 kilowatt e circa 50 utenze può ottenere incentivi tra 20mila e 35mila euro l’anno, oltre a risparmi sulle bollette tra 15mila e 25mila euro complessivi, con vantaggi per le famiglie che possono arrivare fino a 800 euro annui.
“Le Comunità Energetiche – aggiunge Cestari – possono diventare veri e propri motori di sviluppo territoriale, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne. Non solo produzione e condivisione di energia, ma anche servizi di efficienza energetica, domotica, ricarica per auto elettriche e gestione intelligente dei consumi. È il modello dei futuri distretti energetici rinnovabili”.
Le CER dispongono inoltre di importanti strumenti di sostegno previsti dal PNIEC e dal PNRR, con contributi a fondo perduto fino al 40% per la realizzazione degli impianti fotovoltaici. Misure inizialmente limitate ai Comuni sotto i 5mila abitanti e successivamente estese anche ai centri fino a 50mila residenti, con proroga dei termini per le domande fino al 30 novembre 2025.
Tuttavia, secondo la rappresentante della CER “Energia Dal Sole”, persistono forti criticità burocratiche che rischiano di rallentare il pieno sviluppo delle Comunità Energetiche. Se la capacità delle fonti energetiche rinnovabili è a livello nazionale pari a circa 84 gigawatt, accelerando le procedure e realizzando nuovi impianti, si possono realisticamente raggiungere 27 Gigawatt solo al Sud entro la fine del 2030.
“I fondi PNRR previsti, pari a 2,2 miliardi di euro, risultano ancora largamente inutilizzati – evidenzia Cestari –. Le procedure di qualifica e concessione dei contributi sono troppo complesse e i tempi di risposta del GSE spesso superano abbondantemente quelli previsti. La gestione telematica richiede competenze tecniche elevate e comporta un carico documentale notevole”.
Da qui l’impegno del Gruppo Cestari nell’offrire assistenza e consulenza a Comuni, imprese e cittadini interessati alla costituzione di CER.
“Occorre semplificare rapidamente le procedure – conclude Cestari – perché il rischio concreto è quello di non riuscire a utilizzare pienamente le risorse europee disponibili. Le Comunità Energetiche rappresentano una straordinaria opportunità per rendere il Mezzogiorno più autonomo dal punto di vista energetico, più sostenibile e più competitivo”.

