Sanità, i Sindaci del Marmo Platano Melandro in Regione. Nessuna riduzione di guardie mediche, ma l’attenzione resta alta

Ieri mattina, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte anche l’assessore regionale alla sanità Cosimo Latronico e il Direttore Generale di Asp Basilicata Giuseppe De Filippis, i sindaci del Marmo Platano Melandro hanno portato all’attenzione del Presidente della Regione, Vito Bardi, le preoccupazioni di intere comunità, a partire dalla soppressione di alcuni presidi di guardia medica che va assolutamente scongiurata.

“Su questo punto – fanno sapere tutti i Sindaci in una nota congiunta – registriamo le dichiarazioni del Presidente Bardi sul mantenimento delle sedi che già attualmente erogano servizi di continuità assistenziale. Apertura anche sulla necessità di rivedere la riperimetrazione del distretto sanitario n. 2. Comuni del Marmo Platano Melandro che prima appartenevano al distretto sanitario di Potenza, oggi si trovano appartenenti al distretto sanitario di Villa D’Agri con spostamento di alcuni servizi sanitari verso l’Hub di Sant’Arcangelo o la Casa di Comunità di Corleto Perticara. Per questo, al fine di limitare spostamenti soprattutto tra la popolazione più fragile, è necessario implementare i servizi della Casa di Comunità di Vietri di Potenza. Inoltre, si è richiesto di rivedere le attribuzioni territoriali dei PaT e affrontate le esigenze territoriali”.

“Conferme – aggiungono – sono state date anche sul mantenimento del poliambulatorio di Muro Lucano. Riteniamo indispensabile che tutte le questioni future e il monitoraggio di quanto dichiarato nel corso dell’incontro di questa mattina siano oggetto di una conferenza di coordinamento aperta con i sindaci del territorio. Nelle prossime ore saranno comunicate precisazioni relativamente a quanto evidenziato nei giorni scorsi ai medici, con le quali si dava avvio alla soppressione di alcuni presìdi di continuità assistenziale a partire dal 25 maggio 2026”.

A farlo sapere i sindaco Ezio Di Carlo (Balvano), Giuseppe Galizia (Baragiano), Leonardo Sabato (Bella), Raffaele Collazzo (Brienza), Cianci (Castelgrande), Giovanni Setaro (Muro Lucano), Margherita Scavone (Picerno), Franco Gentilesca (Ruoti), Vincenzo Ostuni (Sant’Angelo Le Fratte), Rocchino Nardo (Sasso di Castalda), Umberto Vita (Satriano di Lucania), Rocco Mastroberti (Savoia di Lucania), Fabio Laurino (Tito) e Christian Giordano (Vietri di Potenza)

A intervenire anche Giuseppe De Filippis, direttore generale dell’ASP, che ha dichiarato: “nessuna riduzione di guardie mediche. La riorganizzazione della sanità territoriale in Basilicata prosegue a passo spedito, ma senza intaccare i servizi già esistenti”. È questo il messaggio emerso a margine dell’incontro tra l’Anci, i sindaci lucani, l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e il DG dell’Asp. L’obiettivo del confronto è stato quello di fare il punto sulla nuova rete della sanità di prossimità, coniugando l’innovazione delle Case di Comunità con la tutela dei presidi storici del territorio.

“Voglio rassicurare i sindaci e tutti i cittadini lucani: la riorganizzazione in atto non prevede alcuna riduzione dei servizi”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’ASP, Giuseppe De Filippis. “In attesa di verificare sul campo la funzionalità delle Case di Comunità, le guardie mediche non subiranno spostamenti o ridimensionamenti e resteranno attive nelle loro sedi attuali, garantendo la consueta e fondamentale copertura assistenziale”. Per essere più precisi: nei comuni dove sorgeranno le Case di Comunità verrà attivato il servizio al loro interno, mentre la guardia medica resterà operativa nei centri dove è già presente. La strategia dell’ASP si muove quindi su due binari paralleli: potenziamento con le Case di Comunità, nuove strutture pensate per unire medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e specialisti in un unico punto di riferimento per il cittadino; tutela dell’esistente con il mantenimento capillare di tutti i presidi di continuità assistenziale (guardie mediche) già attivi sul territorio, per non lasciare sguarniti i comuni, soprattutto quelli più isolati. “La sinergia con la Regione, attraverso il presidente Bardi e l’assessore Latronico, e il dialogo costante con i sindaci rappresentano il metodo di lavoro vincente”, ha concluso De Filippis. “Le Case di Comunità non nascono per sostituire, ma per moltiplicare le risposte di salute vicine ai bisogni della popolazione”.

redazione

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