“Nessuna calunnia e nessun risarcimento”. Rigettata la causa da oltre mezzo milione di € contro la sindaca di Ruoti, Anna Maria Scalise

Il Tribunale Civile di Potenza ha rigettato integralmente la causa promossa dall’ex amministratore contro Anna Maria Scalise, già sindaco di Ruoti, escludendo qualsiasi configurabilità del reato di calunnia e condannando Salinardi anche al pagamento delle spese legali. La sentenza, pronunciata dal giudice Elio Di Molfetta e depositata l’8 maggio 2026, smonta l’impianto accusatorio costruito da Salinardi, che aveva chiesto un risarcimento di oltre 516 mila euro sostenendo di aver subito danni morali, d’immagine ed esistenziali a causa delle dichiarazioni rese dalla Sindaca Scalise agli inquirenti.

Ma il Tribunale ha accolto in pieno la linea difensiva dell’avvocato Salvatore De Bonis, legale della Scalise, evidenziando come la convenuta si fosse limitata a rispondere alle domande dell’autorità giudiziaria nell’ambito di indagini già in corso prima ancora delle sue dichiarazioni.

Un passaggio decisivo nelle motivazioni chiarisce infatti che gli investigatori disponevano già di molteplici elementi di indagine, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, documentazione acquisita e testimonianze raccolte nel corso dell’inchiesta. Circostanze che, secondo il Tribunale, escludono qualsiasi responsabilità diretta della Scalise.

Il giudice sottolinea inoltre che non esiste alcuna prova della consapevolezza di falsità delle informazioni rese dalla convenuta, elemento indispensabile per poter ipotizzare il delitto di calunnia. Da qui la conclusione netta: domanda respinta e totale soccombenza di Salinardi.

Oltre al rigetto della richiesta milionaria, il Tribunale ha disposto la condanna di Salinardi al pagamento di 22.500 euro di spese legali in favore della difesa della Scalise, rappresentata dall’avvocato De Bonis.

“È una sentenza di assoluta chiarezza — ha dichiarato l’avvocato Salvatore De Bonis — che ristabilisce un principio fondamentale: chi collabora con la giustizia e risponde alle domande degli inquirenti non può essere trasformato nel responsabile delle conseguenze investigative. Il Tribunale ha riconosciuto la correttezza e la buona fede del comportamento della mia assistita”.

Soddisfatta anche l’ex Sindaca Anna Scalise: “Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e nella verità dei fatti. Dopo anni difficili, questa sentenza restituisce serenità”.

Una pronuncia destinata ad avere un forte impatto anche sul piano pubblico e politico, perché segna un punto fermo in una vicenda che per anni ha attraversato tribunali, istituzioni e dibattito cittadino.

“Questa sentenza rappresenta per me non solo una vittoria giudiziaria, ma soprattutto umana. In questi anni ho affrontato momenti molto difficili, segnati da accuse pesanti, attacchi personali e una profonda esposizione pubblica. Ho sempre scelto di affidarmi alla magistratura, convinta che la verità dei fatti sarebbe emersa con chiarezza. Il Tribunale oggi ha riconosciuto che le dichiarazioni rese agli inquirenti sono avvenute nel rispetto della legge e nell’ambito di indagini già in corso, escludendo qualsiasi ipotesi di calunnia. Per questo esprimo soddisfazione e gratitudine nei confronti del mio difensore, l’avvocato Salvatore De Bonis, che con professionalità, equilibrio e rigore ha saputo tutelare la mia persona e la mia dignità. Non provo alcun sentimento di rivalsa. Mi auguro soltanto che questa vicenda possa finalmente riportare serenità e rispetto, anche nel confronto pubblico e politico. Continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione e con la coscienza tranquilla di chi ha sempre agito nella piena fiducia delle istituzioni”, ha sottolineato Scalise. 

redazione

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