L’ondata di maltempo associata al ciclone “Erminio”, ormai in fase di esaurimento, ha lasciato dietro di sé un bilancio significativo di criticità e danni diffusi in numerosi comuni delle province di Potenza e Matera. In diversi territori si sono registrati allagamenti, smottamenti e disagi alla viabilità, rendendo necessaria, in alcuni casi, anche l’evacuazione preventiva di nuclei familiari. Si tratta di un evento meteorologico che, pur nella sua intensità, rientrava tra quelli ampiamente previsti e segnalati con largo anticipo. Come associazione impegnata nella divulgazione meteorologica e nella sensibilizzazione del rischio, avevamo già evidenziato, unitamente ad altri meteorologi operanti sul territorio lucano, il potenziale impatto di tale fenomeno attraverso analisi e comunicazioni preventive. Ciò conferma come eventi di questa natura, purtroppo, stiano diventando sempre più frequenti e sempre più impattanti sul territorio. Alla luce di quanto accaduto, emerge con forza una criticità strutturale nel sistema di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico e idraulico.
Destano particolare preoccupazione le modalità con cui vengono effettuate alcune analisi previsionali, talvolta basate su strumenti non professionali o non adeguati alla complessità del territorio, come piattaforme di uso divulgativo. È imprescindibile che gli uffici preposti possano disporre di strumenti modellistici avanzati, aggiornati e scientificamente validati. Ulteriore elemento di criticità riguarda la rete di monitoraggio pluviometrico e idrometrico, che risulta in molti casi obsoleta e non sufficientemente capillare. Numerosi corsi d’acqua e aree sensibili non sono adeguatamente coperti da sistemi di rilevazione in tempo reale, limitando la capacità di intervento tempestivo e di previsione accurata degli effetti al suolo. Particolarmente grave appare inoltre la carenza di una comunicazione istituzionale efficace e moderna da parte del Dipartimento di Protezione Civile regionale.
In un contesto in cui i canali digitali e i social media rappresentano strumenti fondamentali per raggiungere la popolazione – soprattutto le fasce più giovani – risulta incomprensibile l’assenza o l’insufficienza di una presenza attiva su tali piattaforme. È ormai evidente che la sola pubblicazione di bollettini sui siti istituzionali non è più sufficiente: le allerte e le informazioni devono essere diffuse anche attraverso i canali maggiormente utilizzati dai cittadini, al fine di garantire una reale efficacia comunicativa.
Diventa quindi prioritario:
- potenziare e modernizzare i sistemi di comunicazione istituzionale, includendo una presenza strutturata e continuativa sui social media;
- migliorare la diffusione delle allerte meteo e dei bollettini attraverso canali accessibili e immediati;
- rafforzare le attività di sensibilizzazione della popolazione sui rischi connessi ai fenomeni meteorologici estremi;
- avviare una collaborazione stabile e strutturata con le associazioni meteorologiche locali, che rappresentano un presidio fondamentale di competenza e conoscenza del territorio.
Si sottolinea inoltre la necessità di una revisione urgente dei programmi e dei modelli meteorologici utilizzati a livello operativo, evitando il ricorso a strumenti non adeguati per analisi di dettaglio. Parallelamente, è indispensabile investire in una rete di monitoraggio attiva h24, dotata di strumentazioni moderne e distribuita in modo capillare su tutto il territorio regionale. Solo attraverso un approccio integrato e multidisciplinare sarà possibile affrontare in modo efficace le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla crescente vulnerabilità del territorio. L’associazione AROMT Basilicata ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con il Dipartimento di Protezione Civile regionale, mettendo a disposizione competenze, dati e attività di divulgazione, nella convinzione che solo attraverso una sinergia concreta tra istituzioni e realtà territoriali si possa costruire un sistema di prevenzione realmente efficace.
AROMT Basilicata (Associazione Regionale per l’osservazione, il monitoraggio e la tutela del territorio)

