Sanità, c’è il grande lavoro del lucano Antonio Ruggiero nel salvare la vita a un 14enne romano al Gemelli di Roma affetto da una malattia

C’è il grande ed importante lavoro del prof. Antonio Ruggiero (nella foto in pagina), di Sant’Angelo Le Fratte, e della sua équipe, dietro all’importante lavoro fatto al Policlinico Gemelli di Roma, che ha portato a salvare la vita di un giovane di 14 anni, che è guarito da una forma aggressiva di carcinoma del colon-retto.

Il prof. Ruggiero è direttore dell’Oncologia Pediatrica al Policlinico Universitario Gemelli

Luca, di Roma, appassionato di moto, inizia ad accusare strani sintomi all’età di 12 anni. Un mal di pancia e dolori diversi dai soliti che possono capitare. Un mal di pancia insistente, che porta i familiari a fare visite più approfondite. Ad aprile 2022 arriva la diagnosi: carcinoma del colon retto. Un tumore maligno che aggredisce l’intestino e che in genere compare in età adulta. Ed è proprio questa circostanza che ha portato il prof. Ruggiero e l’équipe del Gemelli a studiare qualcosa di nuovo in grado di salvare il giovane. Per i pazienti più giovani, infatti, come lo stesso Ruggiero ha raccontato a ‘Il Messaggero’, non esiste una terapia specificamente testata. 

E così i medici, con a capo il lucano Ruggiero, hanno esplorato e messo in atto una nuova strada terapeutica, che ha funzionato. 

Gli approfondimenti dei medici, in quei giorni difficili, riescono a riscontrare un elemento importante: Luca (nella foto in pagina a destra con due infermiere) presenta alcune caratteristiche tipiche di un paziente che può rispondere alla terapia con pembrolizumab (un anticorpo monoclonale immunoterapico umanizzato). Che però non è approvato per i pazienti in età pediatrica ma solo per adulti. Ma arriva questa autorizzazione in via straordinaria. Il Policlinico autorizza e parte la terapia.

Il risultato, poi, è sorprendente. Il giovane ha risposto alla terapia e i medici hanno osservato una remissione completa. 

A fine 2025, un anno dopo l’inizio delle cure, esce però una complicanza. Viene riscontrata un’ostruzione intestinale, che è uno degli effetti collaterali della terapia. Così Luca viene sottoposto a un intervento chirurgico, affidato all’équipe guidata dal prof. Roberto Persiani. Anche qui viene scelta una tecnica mini-invasiva applicata solo in pochi centri al mondo e mai utilizzata prima su persone in età pediatrica. Vale a dire la resezione del retto per via transanale. Anche qui intervento riuscito alla perfezione e Luca a casa dopo pochi giorni.

Prima di rientrare a casa però, ecco la sorpresa. Nei corridoi del Gemelli un giro in moto per Luca insieme a Vanni Oddera, inventore della mototerapia.

Un momento emozionante per il prof. Ruggiero, per tutti i medici che hanno lavorato a questo importante trattamento e per la famiglia del 14enne, che ha attraversato anni difficili ma che oggi ringrazia i medici per l’importante e professionale lavoro portato avanti, anche con coraggio, per salvare la vita al proprio figlio.

Che oggi, con il sorriso e la forza di chi ha superato momenti così delicati, è tornato in sella alla sua moto.

Claudio Buono

1 comments

  1. Prof. Domenico Calderone

    E’ la Sanità che vogliamo! Grazie al prof. Ruggiero, nostro comprovinciale, che ha salvato la vita al ragazzo, usando la sua scienza, coscienza, intuito e sensibilità di medico; purtroppo non è sempre così: lo scandalo del Monaldi di Napoli ne è una facile, tragica testimonianza. Grazie ex novo e congratulazioni al prof. Ruggiero e alla sua équipe medica, e auguri di guarigione completa a Luca, che potrebbe essere figlio di tutti noi.
    P.s: la Basilicata, come volevasi dimostrare, non esporta solo aglianico e peperoni cruschi, ma anche bravi professionisti nei vari campi dello scibile umano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *