Il Tribunale di Potenza, sezione civile, ha emesso sei sentenze di condanna nei confronti del Ministero dell’Economia e Finanze e della Repubblica Federale di Germania, a favore dei familiari di sei internati lucani che dovranno essere risarciti per il loro periodo di prigionia durante la guerra dei loro cari.
Le sentenze sono state pubblicate nei giorni scorsi, mentre altre arriveranno nelle prossime settimane.
Una azione intrapresa nel 2023 dai familiari dei sei militari lucani di Sant’Angelo Le Fratte, Tito e Potenza. I familiari delle persone a cui è stato riconosciuto il risarcimento economico sono stati tutti e sei incorporati alla Leva Militare nel 1922 presso il Distretto Militare di Potenza, per poi essere chiamati alle armi nel gennaio del 1942 e la partenza a giugno per la Jugoslavia. Poi la cattura e la prigionia ad opera delle truppe tedesche e il trasferimento in Germania per tutti e sei. Dei lucani, uno non fece mai ritorno a casa e mai è stato ritrovato nemmeno il corpo. Gli cinque vennero liberati dopo un lungo periodo di prigionia. I familiari dei sei militari sono stati rappresentati e difesi in giudizio dall’avv. Gabriele Amodeo.
Al Tribunale è stato richiesto di accertare e dichiarare che i sei lucani sono stati fatti prigionieri dalle truppe tedesche del Terzo Reich dal 1943 al 1945. I lucani hanno vissuto in una sofferenza inaudita subendo trattamenti inumani e degradanti.
Il Tribunale di Potenza ha risultato fondata la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale. Più nel dettaglio il Tribunale ha riconosciuto ai familiari degli internati una somma giornaliera che poi, nel totale, porta a svariate migliaia di euro. In media i sei lucani sono stati fatti prigionieri per ben 650 giorni.
Claudio Buono

