Tiene banco a Balvano il tema delle cave, con il consigliere di opposizione e già sindaco, Costantino Di Carlo, che è intervenuto parlando sul tema con un video postato su Facebook e poi con una nota diramata alla stampa a firma di tutta l’opposizione, dove viene spiegata la loro posizione sul tema e si pone alcuni interrogativi. Tutto parte da quando il Comune di Balvano – fa sapere il gruppo di minoranza La Vite – a fine dello scorso anno ha pubblicato sul sito una manifestazione di interesse per la concessione in uso dei terreni comunali destinati all’attività estrattiva in contrada La Pedicara e La Francesca.
“Nell’atto si legge che il Comune di Balvano, assegnerebbe 15 punti a chi, nell’ambito delle politiche “Green”, proponesse “la gestione circolare dei materiali di scarto”. Nel dibattito consiliare che ne è seguito, richiesto dalla opposizione, la Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, insieme all’avvocato consulente legale, hanno chiarito con proprie dichiarazioni che per materiali di scarto si intende “materiali che prima erano definiti rifiuti e che adesso non lo sono più a seguito di evoluzione della norma” e che ai fini del ripristino ambientale di cava si potesse proporre “l’utilizzo di materiale riciclato”. Si aggiungevano a questo punto anche la previsione che il nuovo conduttore di cava avrebbe potuto pagare parte del dovuto con forme di baratto in opere pubbliche, somme urgenze e altro e che a misurare i quantitativi estratti su cui pagare il canone al Comune di Balvano sarebbe stato lo stesso assegnatario”, aggiunge il gruppo di opposizione.
Nell’ambito del dibattito in Consiglio comunale, il gruppo di opposizione ha chiesto si mettesse ai voti una proposta che prevedesse il pagamento senza baratto, la misura dei quantitativi estratti ad opera del Comune e non di parte e soprattutto, con riferimento agli scarti, il divieto di ingresso in cava di qualsiasi materiale dell’esterno”.
In risposta, La Vite fa sapere che “il Sindaco Ezio Di Carlo e tutta la maggioranza hanno votato contro questa proposta, rimanendo fedeli a quanto scritto nella manifestazione d’interesse comunale, soprattutto sulla possibilità che in cava potessero entrare scarti”.
Stando a quanto sostenuto dal gruppo di opposizione, “la richiesta dei consiglieri di opposizione era nata principalmente dalle notizie che stanno girando sulla stampa in riferimento ai materiali di scavo dell’Alta velocità e al deposito di due milioni di metri cubi di questa roba, per un valore di 15 milioni di euro, come citato in un articolo giornalistico. Dopo il primo atto che parla di scarti nella cava e voto in consiglio comunale con cui la maggioranza conferma la volontà di non impedire l’ingresso di materiali dall’esterno in area di cava, arriva il miracolo”.
“Sarà stata la lettera indirizzata al Sindaco Ezio Di Carlo e a ciascuno dei Consiglieri di maggioranza, il video dell’opposizione che fa luce su quanto stava accadendo, o altro, ma un nuovo atto del Comune di Balvano pubblicato il 4 marzo 2026, cambia tutto: a misurare i quantitativi effettivamente estratti non sarà più l’impresa ma il Comune a cadenza annuale e con tanto di drone (sic !!!), “è data facoltà esclusivamente al Comune di richiedere, in alternativa, … prestazioni di uguale importo” (sic !!!), ma soprattutto “… sono inammissibili le soluzioni che facciano ricorso a materiali di scarto o rifiuti..” (sic !!!) ed “È fatto espresso divieto di utilizzare le aree di cava come siti di smaltimento o deposito definitivo di rifiuti, materiali derivanti da cantieri o opere esterne, compresi, a titolo esemplificativo, materiali provenienti da grandi infrastrutture quali gallerie ferroviarie o stradali, ovvero da impianti industriali. Qualsiasi proposta tecnica che preveda l’utilizzo di rifiuti, in contrasto con il presente articolo, costituisce causa di inammissibilità dell’offerta e di esclusione dalla procedura”.
“Certo – aggiunge la nota de La Vite – alcune cose sono ancora da comprendere bene, come ad esempio il concetto con cui si prevederebbe il divieto di utilizzare le aree di cava come “siti di smaltimento o deposito definitivo di rifiuti”. Provvisorio, quindi, si?”, si chiede.
“Per ora – conclude il gruppo – prendiamo atto che il Comune di Balvano ha fatto retromarcia su tutta la linea e con manovra di inversione a “U” sull’argomento, ha miracolosamente accolto le nostre proposte. Ma la questione dei materiali dell’Alta Velocità rimane aperta e come abbiamo scritto al Sindaco e a tutti i Consiglieri di maggioranza, attendiamo risposte chiarificatrici”.
La richiesta quindi dei consiglieri Antonia Scarfiglieri, Domenico Teta e Costantino Di Carlo è quella di avere dal sindaco e dall’amministrazione comunale risposte chiare sulla vicenda.

