La cucina lucana protagonista a Bucarest: educazione alimentare e formazione al centro del workshop di Palazzo Italia

La Basilicata guarda all’Europa partendo dai prodotti enogastronomici di qualità, dalla cucina e dalla formazione. A Bucarest, nella sede di Global School Palazzo Italia, si è svolto un workshop dedicato al tema “Insieme educhiamo i bimbi ed i giovani”, nel contesto del programma annuale promosso in sinergia con l’Associazione Cuochi Italiani (ACI). Un appuntamento che conferma il valore internazionale della cucina italiana e, in particolare, di quella lucana, sempre più ambasciatrice di identità, salute e sviluppo turistico.

L’iniziativa rientra in un percorso educativo consolidato da oltre dieci anni di partenariati con scuole ed enti romeni, a testimonianza di un lavoro costante che unisce formazione professionale e promozione della sana alimentazione.

Formare chef per valorizzare il riconoscimento Unesco

«Il modo più efficace per valorizzare – anche all’estero – il riconoscimento dell’Unesco per la Cucina Italiana è preparare gli chef, autentici interpreti del mangiare italiano, e avviare programmi di educazione alimentare per ragazzi», sottolinea Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia Bucarest.

Un impegno condiviso con la presidente ACI, la chef Enza Barbaro, da trent’anni attiva nella formazione e nella valorizzazione della figura della donna chef, non solo nei Paesi balcanici ma anche in Italia e in Basilicata.

La cucina italiana, con le sue radici nella Dieta Mediterranea, rappresenta un modello riconosciuto a livello internazionale per la tutela della salute e per uno stile di vita equilibrato e sostenibile. Un patrimonio che va difeso anche dalle imitazioni diffuse all’estero, distinguendo il “piatto italiano” dal “piatto all’italiana”.

Educazione alimentare: investimento sul futuro

Il progetto educativo coinvolge bambini, adolescenti, famiglie e insegnanti, ponendo al centro la consapevolezza che lo stile alimentare delle nuove generazioni dipende in larga parte dal comportamento degli adulti.

L’ACI promuove da anni nelle scuole primarie un modello ispirato alla piramide alimentare: più ortaggi, legumi e frutta, meno grassi e componenti nocive, metodi di cottura più salutari, lotta allo spreco e valorizzazione del riutilizzo intelligente degli alimenti.

«Educare i giovani – ribadiscono Baldantoni e Barbaro – è il migliore e più duraturo investimento per un futuro migliore». Un investimento sul benessere dei cittadini che, secondo i promotori, le istituzioni devono sostenere senza rinvii.

Dalla Cucina Mediterranea alla “Cucina Euromediterranea”

L’evoluzione degli stili di vita, segnata dalla crescente sedentarietà, ha imposto una riflessione anche sulle ricette tradizionali. L’ACI ha così avviato un’analisi dei piatti più diffusi nell’area balcanica, raggruppandoli nella proposta di “Cucina Euromediterranea”: preparazioni rivisitate con riduzione di grassi e ingredienti nocivi, maggiore attenzione a ortaggi, legumi e frutta, nel solco della tradizione ma con uno sguardo alla salute.

Un modello che ACI e Global School sono pronte a portare anche nelle scuole lucane nel nuovo anno, rafforzando il legame tra Basilicata e comunità italiane all’estero.

Formazione professionale e opportunità per i giovani

Fondata nel 2019, Global School Palazzo Italia è accreditata dall’Ente Nazionale per le Specializzazioni romeno e propone corsi per cuochi e pizzaioli con diploma riconosciuto dal Ministero del Lavoro, dal Ministero dell’Istruzione e dall’Autorità Nazionale per le Qualifiche.

I corsi, tenuti da formatori italiani e romeni, si svolgono in laboratori attrezzati secondo le normative europee. L’obiettivo è duplice: aiutare i giovani a inserirsi nel mercato del lavoro e offrire agli adulti opportunità di riqualificazione professionale.

La società di Baldantoni dispone anche di una sede operativa a Potenza, in sinergia con l’Associazione Cuochi Italiani, rafforzando così il ponte tra Basilicata e Balcani.

Cucina, turismo e sviluppo dei territori

Il cibo italiano resta un pilastro del turismo nazionale: la quasi totalità dei cittadini lo considera elemento decisivo per attrarre visitatori. E la scelta alimentare incide anche sulla sostenibilità ambientale: cresce il favore per il consumo a km zero e per i principi della Dieta Mediterranea, ritenuta tra i modelli più salutari e sostenibili.

In questo contesto, le comunità lucane all’estero diventano ambasciatrici di tradizioni e tipicità, radici di una cultura gastronomica che stimola gli stranieri a visitare l’Italia per assaporare i prodotti autentici. La cucina diventa così leva strategica per il turismo delle radici e per la commercializzazione delle eccellenze territoriali.

Il workshop di Bucarest rappresenta dunque non solo un momento formativo, ma un tassello di una strategia più ampia: fare della cucina lucana e italiana uno strumento di educazione, salute, identità e sviluppo economico, partendo dai giovani per costruire il futuro.

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