Sette rinvii a giudizio, sei proscioglimenti e due assoluzioni con il rito abbreviato. E’ questo l’esito dell’udienza preliminare che si è conclusa riguardo l’indagine avviata dai Carabinieri Forestali riguardanti presunte corruzioni nell’ufficio cave della Regione Basilicata. L’inchiesta, lo ricordiamo, nel 2023 portò all’esecuzione di cinque misure cautelari personali, di cui tre arresti domiciliari e due divieti di dimora in Basilicata, a carico di funzionari dell’Ufficio Difesa del Suolo della Regione oltre ad alcuni imprenditori.
In particolare, due persone collegate a una cava di Balvano, un imprenditore e il direttore della stessa cava, sono stati del tutto assolti dall’ipotesi di falso. Rispettivamente difesi dagli avvocati Giovanni Riccardi e Filomena Simone. Per quanto riguarda i proscioglimenti dall’accusa di corruzione: prosciolto il titolare di una cava di Gorgoglione (assistito dagli avvocati Amedeo Cicala e Gino Angelucci) e un socio della stessa cava (difeso dall’avvocato Vincenzo Ciucci Giuliani).
Inoltre, il giudice per le udienze preliminari Ida Iura ha disposto il non luogo a procedere, per i reati di falso, per alcune persone collegate a una cava di Montescaglioso, Venosa e di un’azienda di calcestruzzi con sede a Melfi. Non luogo a procedere anche per un geologo dell’Ufficio Suolo della Regione Basilicata.
Invece, un operaio della cava di Brienza, assistito dall’avvocato Francesco Fabrizio, è stato prosciolto dall’accusa di favoreggiamento per le dichiarazioni rese a seguito della morte di un suo collega nella cava.
Sette i rinvii a giudizio, tra cui sei persone e una società. Il processo inizierà il 16 aprile prossimo e dovranno comparire due titolari di una cava di Brienza, due tecnici, un funzionario e un ex capo dell’Ufficio regionale e una società con sede a Brienza.
Le accuse riguardano anche un omicidio colposo in concorso di un operaio (Dino Viscardi, nel 2023) per una serie di violazioni delle normative sulla gestione degli impianti di estrazione di inerti. Accuse riguardanti altri riguardano anche una frana in una cava, ipotesi di falso in concorso, mentre uno di loro dovrà rispondere di tentata concussione.
Ricordiamo che le indagini sono state portate avanti dai Carabinieri Forestali a seguito del racconto di alcuni imprenditori del Potentino che avevano deciso di raccontare la loro vicenda scaturita a seguito dell’archiviazione di una richiesta di proroga di coltivazione di una cava.
Claudio Buono

