I lucani, una marcia in più. Ne è la prova un nuovo premio che ha riguardato una giovane lucana, una biotecnologa ricercatrice originaria di Marsico Nuovo, centro della Val d’Agri, impegnata attualmente presso l’Ospedale Universitario di Careggi e all’Università degli Studi di Firenze.
Maira Tardugno, 35 anni, ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria – Sezione A nell’ambito del Concorso Nazionale di Poesia “Ossi di Seppia”, competizione ispirata alla celebre raccolta di Eugenio Montale e rivolta a poeti emergenti e non. Il riconoscimento è stato assegnato per un suo componimento poetico, distinguendosi tra le opere presentate a livello nazionale e internazionale. Un riconoscimento che assume grande rilevanza dal momento che al concorso hanno partecipato oltre duemila persone. Il Concorso si è tenuto nel Comune di Taggia, in provincia di Imperia, e la giovane lucana ha partecipato sia nella “Sezione A” (poesia singola) che nella “Sezione B” (più poesie). Il Premio Speciale è stato ritirato lo scorso 21 febbraio. Il titolo della poesia premiata é “L’impressione dell’errore che sbaglia”.
“Il risultato assume per me un significato particolare anche per il legame con il territorio di origine, rappresentando una voce lucana, in particolare della Val d’Agri, in un contesto culturale e formativo più ampio”, ha dichiarato Maira Tardugno a melandronews.it, che ha aggiunto: “La poesia nasce da una riflessione sull’errore, che a volte può essere anche una semplice impressione o una mancanza di prospettiva. Nella ricerca scientifica, ambito in cui lavoro, l’errore non rappresenta un fallimento ma un possibile punto di partenza per l’osservazione: richiede distanza, revisione e uno sguardo più ampio. Credo che anche nella vita e nelle percezioni quotidiane accada qualcosa di simile: a volte è necessario fare un passo indietro per comprendere”.
Ha frequentato il Liceo Scientifico “G. Peano” di Marsico Nuovo e dopo il diploma nel 2010, ha studiato e si è laureata in biotecnologie mediche e farmaceutiche all’Università degli Studi di Firenze. Ha un dottorato in Medicina Traslazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e, in particolare, si è sono specializzata in Emocoagulazione presso la Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma. Inoltre, attualmente, si sta specializzando in Patologia Clinica presso l’Ospedale Universitario “Careggi” di Firenze.
Complimenti!
Claudio Buono




Dr. Giuseppe Giannini
Nella ricerca scientifica si procede per step, gli errori fanno parte del percorso conoscitivo-sperimentale, e dopo attente verifiche, i prodotti da commercializzare, pensiamo ai farmaci, vengono approvati (tranne il caso dei sieri- vaccini per il COVID, autorizzati in tutta fretta e non approvati, perché questa è una procedura che richiede tempo, che non avevamo). Riguardo alle riflessioni della poesia sulle percezioni sbagliate, che inducono all’errore, possiamo dire che esse sono frutto, spesso, di atteggiamenti pregiudiziali e condizionamenti sociali. La cultura, la riflessione e la critica appartengono ad un’altra epoca. Adesso siamo immersi nel fanatismo tecnologico, che ha partorito quel mostro chiamato intelligenza artificiale (a proposito di errori ed errori).