Sono quattro le persone indagate, tutti sanitari in servizio presso l’Ospedale di Lagonegro, per la morte della 36enne Francesca Nepita (nella foto in pagine). La giovane, 36enne calabrese residente a Scalea ma originaria di Santa Maria del Cedro, è deceduta durante le operazioni di parto mentre dava alla luce il suo terzo figlio, che è in buone condizioni. Un parto, da come si è saputo, in modo naturale, senza ricorrere al taglio cesareo. Successivamente, si sarebbe registrata una grave emorragia che avrebbe portato a ben due arresti cardiaci.
Questo quanto trapela dall’inchiesta avviata dalla Procura di Lagonegro, il cui fascicolo è stato assegnato al Pubblico Ministero Gianluca Grippo. Lo stesso che nei giorni scorsi ha dato incarico, immediatamente dopo la morte del 7 febbraio, a un medico legale per l’effettuazione dell’autopsia sul corpo della giovane mamma. L’esame autoptico è stato svolto ieri dal dott. Giovanni Zotti, responsabile di medicina legale dell’Asl di Salerno, supportato da altri due professionisti, un ginecologo e un anatomopatologo.
L’accusa per i quattro sarebbe di omicidio colposo. I familiari della giovane deceduta sono assistiti dall’avvocato Antonio Zecca.
Nei giorni scorsi sia Cosimo Latronico (assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona) che Giuseppe Spera (direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo) si erano recati all’ospedale di Lagonegro Lagonegro «per portare la vicinanza umana e istituzionale del governo regionale alla famiglia della signora Francesca e anche per rassicurare il personale che, pur in un clima di comprensibile tensione, continua a prestare servizio con la consueta diligenza e professionalità».
Intanto dopo l’autopsia, la salma è stata messa a disposizione ai familiari, con il funerale che è in programma oggi pomeriggio alle ore 15 nella Chieda della Santissima Trinità in località Pantano a Scalea.
Claudio Buono

