Tribunale di Potenza: piena vittoria della Filcom Basilicata. Confermati integralmente i conteggi dell’Ufficio Vertenze. Riconosciuti oltre 20.000 euro a una guardia giurata
La sentenza resa il 27 gennaio 2026 dal Tribunale di Potenza – Sezione Lavoro, in persona della dott.ssa Giuseppina Valestra, si colloca tra le pronunce di maggiore spessore sistematico in materia di tutela retributiva nel settore della vigilanza privata, offrendo una ricostruzione rigorosa e coerente dei diritti economici del lavoratore nei casi di cessazione del rapporto per cambio di appalto.
Il Giudice ha integralmente accolto le domande proposte dal lavoratore, assistito dalla Filcom Basilicata e patrocinato dall’avv. Mario Della Luna, condannando la Cosmopol Vigilanza S.r.l. al pagamento della somma complessiva di euro 20.962,68, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, a titolo di differenze retributive e indennità maturate nel corso del rapporto di lavoro e all’atto della sua cessazione.
La pronuncia si segnala, in primo luogo, per l’accurata ricognizione delle voci retributive illegittimamente omesse, che il Tribunale ha riconosciuto in misura particolarmente significativa: compensi per lavoro straordinario, notturno e festivo, ratei di tredicesima mensilità, trattamento di fine rapporto e, soprattutto, indennità sostitutiva del preavviso, il cui riconoscimento assume un valore giuridico ed economico di assoluto rilievo. L’ammontare complessivo delle indennità riconosciute restituisce plasticamente la dimensione della compressione salariale subita dal lavoratore e conferma come, nel settore degli appalti, l’inosservanza delle regole retributive produca effetti patrimoniali di notevole entità.
Sotto il profilo giuridico, il Tribunale ha ribadito, con argomentazione puntuale e aderente alla giurisprudenza di legittimità, che l’indennità sostitutiva del preavviso ex art. 2118 c.c. è dovuta in ogni ipotesi di recesso datoriale non preceduto da preavviso lavorato, ivi compresi i casi di cambio di appalto, quando il lavoratore non abbia espresso una volontà negoziale libera e consapevole di risoluzione del rapporto. La sentenza si pone così in linea di continuità con l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, rafforzando la tutela del lavoratore rispetto a prassi elusive fondate su una lettura meramente formale del passaggio diretto.
Di straordinario rilievo è, inoltre, l’accertamento tecnico-contabile compiuto nel giudizio. Il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Tribunale ha integralmente recepito e confermato i conteggi predisposti dall’Ufficio Vertenze della Filcom Basilicata, elaborati dal responsabile Angelo Lovaglio, riconoscendone la piena attendibilità, la coerenza metodologica e la rigorosa aderenza al dettato contrattuale e normativo. I conteggi sindacali sono divenuti, di fatto, la base esclusiva della quantificazione del credito riconosciuto in sentenza, senza necessità di correttivi o rideterminazioni.
Tale circostanza assume un valore che travalica il singolo giudizio, poiché sancisce, in sede giurisdizionale, la qualità tecnica dell’azione sindacale e il ruolo dell’Ufficio Vertenze quale presidio avanzato di legalità del lavoro, capace di coniugare competenza contabile, conoscenza del diritto e tutela sostanziale dei lavoratori.
La Filcom Basilicata esprime profonda soddisfazione per l’esito del giudizio. Il Segretario Generale Donato Rosa sottolinea come la sentenza riaffermi con forza il principio costituzionale della giusta retribuzione ex art. 36 Cost., dimostrando che la dignità del lavoro non può essere sacrificata sull’altare della flessibilità degli appalti e che ogni compressione salariale, se adeguatamente contrastata, è destinata a emergere nella sua reale consistenza economica.
La decisione del Tribunale di Potenza si configura, pertanto, come una pronuncia di alto valore paradigmatico, idonea a incidere sull’assetto complessivo delle relazioni di lavoro nel settore della vigilanza privata, riaffermando la centralità del diritto del lavoro e dell’azione sindacale quale strumento di riequilibrio tra impresa, mercato e diritti fondamentali della persona che lavora.

