“Puntualmente, anche quest’anno, come accade ogni inverno, con il picco delle sindromi influenzali i Pronto soccorso sono in affanno a causa del sensibile aumento di accessi che mette in seria difficoltà il sistema di emergenza. Una situazione che non può più definirsi emergenziale, proprio perché si verifica ogni anno, che è senza dubbio influenzata dallo scarso filtro della medicina del
territorio, ma è determinata soprattutto dal fatto che i nostri Pronto Soccorso sono pochi, piccoli e sottodimensionati sotto il profilo delle risorse umane e strumentali”.
E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello (nella foto in pagina).
“Quello che non mi convince dell’analisi sull’attuale condizione di stress che vivono i Pronto soccorso è che la stessa sia determinata solo da accessi
impropri e dal mancato filtro della medicina del territorio, cioè, in soldoni, dal mancato filtro dei medici di medicina generale” -spiega Vizziello – “perché gli accessi impropri, cioè quelli che sostanzialmente si concludono con le dimissioni a casa del paziente senza ulteriori indagini cliniche, in Basilicata sono solo il 58 per cento degli accessi in Pronto soccorso e perché se il personale del Pronto soccorso decide di visitare e sottoporre ad accertamenti diagnostici il paziente, vuol dire che l’accesso di quest’ultimo al sistema di emergenza-urgenza non è del tutto ingiustificato”.
“La forte pressione sui Pronto soccorso deriva probabilmente dal fatto che queste strutture sono oggi l’unica forma di accesso immediato ai servizi sanitari a causa della barriera rappresentata dalle lunghe liste d’attesa” – aggiunge Vizziello – “e ricorrere al Pronto soccorso è diventato anche in Basilicata l’unico strumento a disposizione dei cittadini per ricevere in tempi brevi una visita medica o un esame di laboratorio per il quale si è costretti ad attendere mesi, se non addirittura anni, se la richiesta avviene attraverso il canale ordinario della prenotazione presso il CUP regionale”.
“Non si può non ammettere che i Pronto soccorso in Basilicata sono pochi, piccoli e sottodimensionati”- sottolinea Vizziello -“soprattutto da quando la politica, con la Legge n. 2 del 2017 di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria ospedaliera, ha privato i cittadini di posti letto e soprattutto di Pronto Soccorso, dal momento che solo il 22,2% degli ospedali pubblici regionali è dotato di Pronto Soccorso contro una media nazionale dell’80% degli ospedali pubblici”.
“Senza dubbio la nostra regione sconta oggi i ritardi nell’attuazione di istituti come gli Ospedali e le Case di comunità o l’infermiere di famiglia”- conclude Vizziello” – ma non meno importanti sono gli investimenti sui Pronto soccorso, in grado di garantire spazi adeguati e migliori condizioni di lavoro al personale costretto ad osservare da anni turni di lavoro massacranti a causa della cronica carenza di addetti”.

