Poiana ritrovata ferita a Vietri di Potenza. La stupidità dell’essere umano: è stata colpita da almeno 23 pallini, non ce l’ha fatta

Non ce l’ha fatta la poiana ritrovata ferita nei giorni scorsi a Vietri di Potenza e trasferita in un apposito centro per il suo recupero. Purtroppo, è stato scoperto che l’animale – una specie protetta in Italia e tutelata dalla legislazione nazionale – è stato colpito da almeno 23 pallini di piombo che sono stati trovati nel corpo. Inoltre l’animale presentava anche diverse fratture di vario tipo alle ali. A prendersi cura dell’animale gli operatori del CRAS, il Centro Recupero Animali Selvatici situato alla Diga di San Giuliano a Miglionico, guidati dal responsabile Matteo Visceglia, che gentilmente ha concesso alcune foto a Melandro News, presenti in questo articolo. Dopo il ritrovamento nelle campagne di Vietri, da parte di un cittadino, era partita immediatamente la collaborazione con le Guardie Zoofile dell’Enpa di Potenza, con il volontario Vito Macellaro del nucleo vietrese, e con i Carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Daiana Conte.

Inizialmente si pensava solo a qualche frattura, ma dopo la radiografia effettuata presso lo studio Veterinario Artemis di Matera, si è scoperto l’impensabile. Ben 23 pallini, di cui 4 conficcati nel cranio. Una violenza inaudita nei confronti di un animale considerato una specie selvatica di interesse conservazionistico, protetto rigorosamente contro la caccia e il maltrattamento, con una popolazione in fase di recupero dopo un forte declino. 

La poiana, lo ricordiamo, è tutelata dalla legislazione nazionale (Legge 157/92) e da accordi internazionali come la Convenzione di Berna. E’ un rapace diurno di medie dimensioni che può arrivare ad avere un’apertura alare di 130 cm.

Nonostante il lavoro al Cras, del dott. Flavio Pesce e della dott.ssa Olimpia Lai per il tentativo di salvarla, per la poiana non vi è stato nulla da fare.

Ci chiediamo cosa ha fatto di male questa povera poiana per meritarsi un trattamento simile e il chiaro tentativo di essere abbattuta? Ricordiamo che l’uccisione, la cattura, la detenzione di specie protette sono punite dall’articolo 727-bis del codice penale con l’arresto da 3 mesi a 1 anno e ammenda fino a 8.000 €. 

Claudio Buono

1 comments

  1. Prof. Domenico Calderone

    Purtroppo l’Italia non si è mai distinta nel rispetto e difesa degli animali in generale: nei Paesi anglosassoni e in quelli germanici, un po’ per cultura e un po’ perché i trasgressori delle leggi vengono puniti severamente, il fenomeno non esiste. Da noi, ad esempio, grazie al capolavoro della legge Cartabia, magnicato dall’attuale Ministro della Giustizia, perché la legge intervenga, è necessaria la querela di parte, nella fattispecie, della povera poiana!: capite la tragica metafora? Poveri noi!

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