Perde pezzi la maggioranza al Comune di Balvano guidata dal sindaco Ezio Di Carlo. Nelle ultime ore sono arrivate le dimissioni, dalla carica di consigliere comunale, di Donato Lo Monte, eletto con la lista civica “Rivivere”. Aldilà delle dimissioni da consigliere, a fare notizia è il fatto che si tratta di un terzo episodio.
Infatti, già da qualche anno per primo a dimettersi da consigliere fu Antonio Le Caldare. Al suo posto, rientrò Rocchina Picerno. Poi, qualche tempo più tardi, il decreto di sfiducia firmato dal sindaco Di Carlo nei confronti di Giuseppe Luongo, assessore e trascinatore della lista vincente, nelle elezioni del 3 ottobre 2021, con ben 149 preferenze ottenute, vale a dire il 21 % del totale dei voti della lista vincente, che in totale riuscì a ottenerne 696, contro i 589 della lista La Vite, capeggiata da Antonia Scarfiglieri e con all’interno il sindaco uscente Costantino Di Carlo, oggi entrambi in opposizione con Domenico Teta.
Le dimissioni del consigliere Lo Monte sarebbero frutto di dissapori con alcuni membri della maggioranza. Il suo posto dovrebbe prenderlo Massimo Zarrillo, tra i non eletti della lista. La votazione per l’ingresso in consiglio comunale è prevista per la prossima seduta.
Claudio Buono
AGGIORNAMENTO DEL 16.12.2025 – A seguito di un intervento a mezzo social del sindaco di Balvano, Ezio Di Carlo, lo stesso ha inteso precisare che le dimissioni del consigliere comunale Lo Monte sono avvenute “esclusivamente per motivi personali”.
DICHIARAZIONE DI DONATO LO MONTE, CONSIGLIERE COMUNALE DIMISSIONARIO – In riferimento all’articolo pubblicato da Melandro News circa le dimissioni di Lo Monte, lo stesso ha dichiarato: “Tengo a precisare che non mi sono dimesso da consigliere comunale per dissapori o contrasti politici con la maggioranza, ma esclusivamente per sopraggiunti incarichi lavorativi, come da dimissioni formalmente consegnate e protocollate presso il Comune. Non mi va che il mio nome venga utilizzato, anche indirettamente, per ricostruzioni o letture di natura politica o propagandistica che non mi appartengono. Per mia personale visione, la politica dovrebbe essere servizio al cittadino, strumento di aggregazione, miglioramento e benessere della comunità. I conflitti e la propaganda politica hanno i loro tempi e luoghi, ma non dovrebbero ricadere sulla comunità, perché a farne le spese sono il paese e i cittadini”.

