“Urla e accuse ingiuste ricevute dal Parroco”. Polemica a Satriano di Lucania dopo una Santa Messa: il racconto di una famiglia

Abbiamo ricevuto una lettera da una coppia residente a Satriano di Lucania, che ha voluto raccontare e ‘denunciare’, tramite melandronews.it, un fatto che sarebbe accaduto, come da loro spiegato, domenica 28 settembre in Chiesa proprio a Satriano. 

“Vorrei condividere con voi qualcosa che mi ha profondamente ferita. Domenica 28 settembre, nella parrocchia di Satriano di Lucania, ho partecipato alla Santa Messa in suffragio di mio padre, scomparso da sei mesi. Con me c’erano la mia famiglia e la mia bambina di due anni”, inizia la lettera, che continua: “Nonostante la sua tenera età, ho ritenuto importante che partecipasse a questo momento di preghiera per il suo amato nonno. La piccola, in silenzio, passeggiava in fondo alla chiesa, senza disturbare. Ma fin dall’inizio della celebrazione, il sacerdote ha fatto riferimento diretto al suo comportamento, dicendo che “in chiesa non sono permesse queste cose”, costringendoci a portarla fuori, al freddo”.

Il riferimento è al parroco che stava celebrando la Santa Messa.

“Alla fine della Messa – continua la mamma della piccola – sono andata in sacrestia per lasciare l’offerta e chiedere spiegazioni, con rispetto e calma. Ma quello che ho ricevuto in risposta sono state urla, accuse ingiuste rivolte a me e alla mia famiglia, fino ad arrivare a un gesto fisico inaccettabile. Sono uscita sconvolta, piena di dolore. Quel momento, che doveva essere di raccoglimento e memoria, si è trasformato in umiliazione e sofferenza. Come se non bastasse, una volta uscita, il sacerdote è uscito dalla parrocchia urlando contro i miei familiari che erano rimasti in chiesa, intimando loro di andarsene e affermando che “la chiesa è sua, non di Dio”. Quello che mi addolora ancora di più è sapere che non si tratta di un episodio isolato. Diverse persone, in parrocchia, hanno vissuto atteggiamenti simili: giudizi, mancanza di ascolto, e purtroppo anche discriminazione verso bambini con difficoltà o comportamenti più vivaci. La Chiesa dovrebbe essere la casa di tutti, soprattutto dei piccoli, dei deboli, degli affaticati. Non scrivo queste parole per creare polemiche, ma per dare voce a chi — come me — si è sentito ferito in un luogo che dovrebbe essere rifugio, e non motivo di esclusione. Lo dico con il cuore: spero che qualcosa possa cambiare. Per amore della nostra fede, per amore della nostra comunità”, ha dichiarato la mamma nella lettera inviata a melandronews.it.

La famiglia ha deciso di raccontare la vicenda anche al Vescovo Mons. Davide Carbonaro, inviando una comunicazione. La notizia è diventata già di rilievo pubblico da alcune ore, visto che la stessa è stata raccontata e condivisa sui social.

Melandro News, dal canto suo, ha contattato il parroco a cui sono state rivolte queste accuse. Lo stesso, pur confermando “di aver avuto una discussione accesa e dai toni anche alti”, ha smentito di aver “offeso o proceduto a gesti fisici offensivi e discriminazioni”.

Claudio Buono

 

1 comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *