“Voci di case vuote. Vissuti e racconti futuri”, Sasso di Castalda dall’11 settembre ospiterà sei artisti internazionali

Non è una mostra. Non è un festival. Non è una celebrazione folkloristica dell’abbandono. “Voci di case vuote. Vissuti e racconti futuri” è una residenza artistico-antropologica che ha scelto di lavorare dentro l’incompiuto. Dentro le case chiuse, le storie sospese, i vuoti abitati da possibilità.
Dal 11 al 22 settembre 2025, Sasso di Castalda, borgo lucano nel cuore dell’Appennino, ospita sei artisti e artiste selezionati attraverso una call internazionale da Francesco Marano (antropologo, Università della Basilicata) e Claudia Portioli (curatrice e ricercatrice indipendente).
La selezione è avvenuta su incarico dell’Università della Basilicata, partner scientifico del progetto. I nomi scelti rivelano con chiarezza il taglio dell’iniziativa: nessun artista di maniera, ma ricercatori visivi e performativi capaci di muoversi sul confine tra pratiche artistiche, etnografia, attivazione territoriale, ecologie relazionali.
Ecco chi sono:
  • Maria Chiara Calvani (Perugia, 1975), artista e architetta, lavora da anni sulla ritualità nelle diverse culture e sulla permanenza dell’immaginario popolare nei comportamenti contemporanei. Ha preso parte a numerose residenze internazionali (Macedonia, Ucraina, Estonia, Slovacchia) esponendo in gallerie, istituti di cultura e spazi pubblici.
  • Concepción Garcia Sanchez, artista visiva e arteterapeuta, nata in Messico e formata tra la UNAM di Città del Messico e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha lavorato con comunità migranti, donne, anziani e in ambito psichiatrico e scolastico, unendo tecniche artistiche e pratiche di cura. Ha esposto in Italia e all’estero (Manchester, Madrid, CDMX).
  • Ilaria Castaldi (Napoli, 1998), artista visiva formatasi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, lavora sull’intersezione tra arte e quotidianità, tempo e trasformazione. La sua pratica si esprime tra scultura, fotografia e videoinstallazioni. Nel 2024 ha partecipato alla residenza Il tempo del grano (Stigliano) realizzando la videoinstallazione Pane.
  • Lorena Ortells (Noci, 1998), scultrice, laureata all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Indaga il rapporto tra uomo e natura, con particolare attenzione al paesaggio olivicolo pugliese colpito dalla Xylella. La sua personale RI-COSTRUIRE INNESTI è stata inaugurata nella Riserva Naturale di Torre Guaceto. Ha partecipato a progetti espositivi e residenze, tra cui Ossana Artist Residency (TN) e Osservatorio Futura.
  • Arba Bekteshi, artista ambulante e antropologa urbana albanese. La sua pratica unisce etnografia sensoriale, psicogeografia e mappatura partecipata. Attraverso performance, schizocartografie e co-creazione, lavora sulle ecologie vernacolari e la giustizia spaziale. Tra le sue opere: 21 Contemporary Pasts, intervento site-specific alle rovine del Museo di Scienze Naturali di Tirana.
  • Néstor Sebastián García Pérez, artista visivo messicano, formato alla Escuela Nacional de Pintura, Escultura y Grabado “La Esmeralda” (CDMX). Indaga con approccio multidisciplinare la relazione tra spazio, emozione e trasformazione urbana. Ha esposto in numerosi centri culturali e nel 2024 ha partecipato al festival Poliniza Dos – Art Urbà (UPV, Valencia) con il murale Todos los Tiempos.

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