Secondo il sistema “Passi” in Basilicata fuma il 24,2% degli adulti tra i 18 e i 69 anni
Brutte notizie per i fumatori lucani. Hanno infatti trovato conferma le indiscrezioni secondo cui l’Unione Europea avesse in animo di aumentare le accise sui tabacchi: nel quadro finanziario
pluriennale dell’Ue (11 Mff 2028-34), la Commissione europea ha proposto un incremento dell’imposta minima che potrebbe comportare rincari fino a 2 euro al pacchetto. Una stangata vera e propria, per le tasche dei fumatori. Gli obiettivi del rincaro sarebbero fondamentalmente due: nuove entrate fiscali, di cui il 15% destinato al bilancio comunitario, e la riduzione della differenza di costi tra i diversi Stati membri.
Il problema verrà ancora una volta scaricato sulle spalle dei consumatori, che in Basilicata non sono proprio pochi. Secondo i dati relativi al 2021-2022 del sistema di sorveglianza PASSI (che raccoglie dati sull’abitudine al fumo nella popolazione adulta italiana) infatti, in Basilicata il 24,2% degli un vizio per il 30,2% dei giovani lucani, un numero che tra i 25 ed i 34 anni scende al 28,7%. La percentuale di amanti della sigaretta in Basilicata subisce poi una lieve impennata tra i 35 e i 49 anni (29,3%), salvo pol scendere bruscamente tra i 50 e i 69 anni (17,8%).
Per quanto riguarda i livelli di istruzione, in Basilicata fumano di più i cittadini in possesso di un diploma di scuola superiore: sono il 20,9%. Chi ha un diploma di media inferiore si inserisce nel 23,9%, i laureati sono al 22,8% mentre la quota più bassa (il 20,9%) riguarda quella porzione di popolazione che non ha alcun titolo di studio oppure quello di scuola elementare.
In Basilicata, nella rilevazione del 2021-2022, la percentuale dei “fumatori” è risultata uguale al dato nazionale (24,2 %). La percentuale degli ex fumatori è invece lievemente inferiore a quella nazionale (13,4 % contro il 16,7 %), mentre quella dei dei “non fumatori” è superiore (62.56% contro il 59.1% del dato nazionale), mentre, il numero di sigarette fumate in media al giorno è di poco inferiore al dato nazionale (10,5 contro 11,8).
Per tornare alla tassa, l’imposta minima attuale nell’Unione Europea è di almeno 90 euro ogni mille sigarette e il 60% del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio. In diversi Stati membri, però, l’aliquota media di accisa supera questo dato. Ad esempio, in Italia, secondo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, dal primo febbraio 2025, la tassa minima si attesta a 209,30 euro a chilogrammo di sigarette; in Spagna è di 150 euro. Con tale proposta, la Commissione mira ad aumentare questi minimi a 215 euro per mille sigarette e il 63% del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio. Secondo quanto si legge nel Mit, sei Paesi già sono conformi alla possibile revisione della norma, mentre in 21 dovrebbero adeguarsi.
Fonte: Il Quotidiano del Sud

