A partire da oggi è possibile utilizzare il portale “Salute Basilicata” (https://www.salute.basilicata.it/) e l’app omonima – disponibile gratuitamente su App Store (iOS) e Play Store (Android) – quali punti unici di accesso ai servizi sanitari digitalizzati forniti dalla Regione.
Lo rende noto l’assessore alla Salute, alle Politiche della Persona e al PNRR, Cosimo Latronico, sottolineando l’importanza di questa evoluzione digitale per una sanità sempre più vicina ai cittadini.
Attraverso nuove funzionalità, i cittadini lucani possono ora:
- Prenotare e pagare online il ticket per le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate da tutte le strutture sanitarie pubbliche e da gran parte di quelle private;
- Procedere alla scelta o alla revoca del Medico di Medicina Generale o del Pediatra di Libera Scelta;
- Consultare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico.
Il sistema, attivato in fase sperimentale per una durata di sei mesi, sarà oggetto di monitoraggio continuo al fine di raccogliere feedback, apportare eventuali miglioramenti e giungere così alla piena e definitiva implementazione.
«Con l’introduzione di questo strumento – dichiara l’assessore Latronico – rendiamo il servizio sanitario regionale più moderno, accessibile e vicino ai cittadini. Non solo è possibile consultare i propri dati sanitari in qualsiasi momento della giornata, ma oggi prenotare una prestazione diventa un’operazione semplice, rapida e intuitiva. Questo consente di abbattere i tempi di attesa, snellire le procedure e alleggerire i carichi amministrativi, offrendo un’esperienza più efficace e alla portata di tutti. Si tratta di un passo concreto verso una sanità più efficiente, realmente orientata alle esigenze quotidiane delle persone».
Per eventuali difficoltà tecniche nell’utilizzo dei servizi è attivo il numero 371/3736999, operativo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 18:00, o in alternativa l’indirizzo e-mail help@salute.basilicata.it.
Sono inoltre disponibili video tutorial esplicativi per le funzionalità di prenotazione e pagamento, scaricabili di seguito https://shorturl.at/r8iYm – https://shorturl.at/anGQ1 e accessibili direttamente dai siti web www.salute.basilicata.it e www.regione.basilicata.it


Dr. Giuseppe Giannini
Altri fondi pubblici per snellire le procedure? Non credo. C’hanno provato con gli straordinari dei medici, ma questi sono oberati di lavoro. Permangono le lungaggini anche se non esiste più la scusa dell’emergenza COVID. In tanti poi lasciano il pubblico dicendo di andare in pensione, ma si trasferiscono nel privato dove possono arricchirsi in nero alle spalle dei contribuenti e soprattutto dei pazienti. Così si rende più drammatica la carenza cronica dei medici, che insieme alla migrazione fuori regione o all’estero ( con salari, contratti e orari di lavoro che qui ci sogniamo), e alla mancanza delle Case di Comunità, dove non vogliono andare molti medici di base, rendono la sanità territoriale inesistente. Rimane il problema delle liste d’attesa. In teoria gli OSS ed infermieri ci sarebbero, visto che negli ultimi decenni parecchi hanno scelto questo percorso. Ma chi li assume o stabilizza? Senza raccomandazione politica non si va da nessuna parte. Al limite si può sperare di entrare a pagamento in una delle tante Case di cura per anziani (il nuovo business), gestite come false cooperative, per un salario di poche centinaia d’euro e con orari massacranti. Per quanto riguarda le agende dei medici sono un’ incognita perché spesso non dispongono di date per i pazienti. Vogliamo parlare della burocrazia digitale? Ad oggi è impossibile prenotare con il fascicolo sanitario elettronico se sulla stessa impegnativa vi sono due prestazioni, ad esempio visita ed esame (tipo ecografia). Sempre poi che funzioni la tanto osannata digitalizzazione. Sono frequenti i casi di blackout, ed essendo il sistema sanitario dei vari presidi collegato, una qualsiasi anomalia rende impossibile effettuare esami e visite per quei pazienti che, dopo estenuanti attese, recandosi in ospedale vengono rimandati indietro perché “c’è un problema sulla rete elettronica”. Se poi si è anziani (la maggioranza dei lucani) altro che digitalizzazione. E alla fine si ritorna a chiamare per mesi al CUP dove le risposte sono sempre evasive. (Una operatrice una volta mi ha detto che il fascicolo sanitario non serve a nulla e che è stato inventato per assumere qualcuno che sta lì a perdere tempo).In ogni caso c’è sempre la raccomandazione che apre le porte e fa saltare le file. E questo politici e dirigenti lo sanno benissimo.
Prof. Domenico Calderone
Repetita iuvant: digitalizzare il Servizio Sanitario Nazionale, non serve a niente se mancano medici ed infermieri. Anziché ricorrere all’informatica, come ancora di salvezza, si assumino piutttosto i bravi medici cubani,come ha fatto intelligentemente la Calabria, corrisposta da un feedback altamente positivo. Quando sei caduto nel pozzo, non puoi sceglierti il salvatore. Lo ha capito bene il Governatore Occhiuto, che non ha guardato al fatto che i cubani sono comunisti, probabilmente ricordandosi del vecchio proverbio cinese, laddove recita: “Che t’importa del colore del gatto, l’essenziale è che acchiappi i topi!” E, poi, con l’ignoranza informatica della popolazione anziana, di cui è composta in massima parte la Basilicata, immaginiamoci ottantenni e novantenni a smanettare su computer, tablet e smartphone, alla spasmodica ricerca dell’app dedicata alla salute, senza riuscirci, perché incapaci o a causa del “fuori servizio” del sistema,facile ad andare in tilt. Per favore, basta con le applicazioni, che stanno rendendo la vita difficile a grandi e piccini. Mettiamo, piuttosto, il personale, dove serve, senza lesinare risorse, anziché spendere soldi in inutili specchietti per le allodole.Intelligenti pauca.
Prof. Domenico Calderone