Con il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea si consuma un vero e proprio disastro per il nostro Paese: il taglio del 30% dei fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC) e alla Politica di Coesione rappresenta una ferita gravissima per l’Italia e per una regione fragile come la nostra Basilicata.
Condividiamo e rilanciamo le preoccupazioni espresse dal capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo, Pasquale Tridico: l’Italia rischia di passare da beneficiaria netta a contributore netto dell’Unione Europea, con conseguenze devastanti su investimenti, occupazione e sviluppo territoriale.
Non si tratta di un’opinione politica, ma di un dato di fatto documentato e denunciato anche in sede europea. I tagli decisi dalla Commissione e avallati dal governo italiano colpiscono al cuore i settori che garantiscono sicurezza alimentare, coesione sociale e sviluppo sostenibile, spostando risorse su altri capitoli come il riarmo e la difesa.
In questo quadro preoccupante, il silenzio del governo Meloni è assordante. Ma ancora più grave è il ruolo del commissario Fitto, che avrebbe dovuto difendere gli interessi italiani e che invece si assume la responsabilità politica della più grande riduzione di fondi per l’Italia dalla nascita dell’Unione Europea. Un fallimento politico che porta la sua firma e che i territori non possono accettare.
Chiediamo con forza che la Regione Basilicata esca dal silenzio e si faccia sentire in tutte le sedi istituzionali: queste risorse non sono un privilegio, ma uno strumento indispensabile per sostenere migliaia di imprese agricole, progetti locali, investimenti nelle aree interne e servizi ai cittadini.
Difendere i fondi europei significa difendere il futuro della nostra terra.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali M5S Basilicata)


Dr. Giuseppe Giannini
Il governo del “made in Italy” al servizio delle multinazionali (anche la nostra Ferrero). Con il sostegno della Coldiretti e della CISL. Nazionalisti all’interno lacchè con i tecnocrati. E che confondono la sovranità alimentare con il sovranismo. Vorrei precisare però che i commissari europei non rispondono al Paese di provenienza, ma sono organi dell’Unione. Tutt’al più sono espressione di una parte politica e così avviene all’interno dei gruppi parlamentari europei di appartenenza. All’interno di ogni singolo Stato non esiste un interesse generale. La stratificazione sociale è o dovrebbe essere alla base del conflitto, dove le parti in lotta si muovono per il cambiamento. Una volta si parlava di ceti, ma le classi sociali, con la divergenza di interessi appunto non sono sparite. Giova ricordarlo agli antieuropeisti indottrinati dalle fake, ma anche agli adepti del neoliberismo. In questo caso i tagli della PAC vanno a colpire, ancora una volta le piccole attività di base e l’economia circolare. Che hanno modelli virtuosi, ma divergenti da altre attività economiche italiane e non, come quelle dipendenti dalla GDO o dal gioco sporco delle corporations. I cui lobbisti condizionano le scelte all’interno dei singoli parlamenti.
Ernesto
Investire in infrastrutture poi si vedrà lo sviluppo che toccherà la Basilicata. Senza infrastrutture non si và da nessuna parte.