Un grave incidente sul lavoro si è verificato in un’azienda che opera nella zona industriale di Tito. Un operaio di 33 anni, nel pomeriggio di ieri, è rimasto ferito a seguito di uno schiacciamento in una pressa che lavora le lamiere.
Immediatamente i colleghi hanno allertato il 118, con i sanitari di Basilicata Soccorso che sono giunti sul posto e dopo le prime cure del caso, vista la gravità della situazione, hanno prontamente trasferito l’uomo, di Pignola, all’Ospedale San Carlo di Potenza, dove attualmente si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione.
Sul posto i sanitari anche con una eliambulanza e il personale dell’ASP. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Compagnia di Potenza.
Claudio Buono


Dr. Giuseppe Giannini
Il giorno dopo la sconfitta dei referendum ecco un altro, ennesimo, episodio di incidente sul lavoro. Un Paese civile e progredito si misura anche dalla qualità della vita ed opportunità. Invece da decenni marciamo in maniera claudicante. L’egoismo è il sintomo principe dello scollamento collettivo. Che fa il pari con la passività complice di quanti non hanno interesse verso le dinamiche sociali. A meno che il lavoro ed il reddito, la salute, le relazioni e gli scambi culturali siano garantiti a tutti. Evidentemente, purtroppo, non è così. Vallo a raccontare agli italioti di oggi, che si azzannano per il calcio ed anelano ad imitare i vip. Con le pezze dietro al sedere ed un telefono al posto della testa. Sono vicino all’operaio ed alla famiglia. Mentre ai vacanzieri indottrinati, che hanno disertato l’impegno di civiltà, ricordate che da ora in poi ogni futuro incidente, sfruttamento sul lavoro e mancanza di diritti sociali e di cittadinanza, vi vede indirettamente responsabili.
Prof. Domenico Calderone
Purtroppo, questo ennesimo incidente sul lavoro si inscrive nella necessità aziendale di “fare presto”, ciò che riduce il momento attentivo del lavoratore, sempre più spremuto e ricattabile, grazie ai proclami orwelliani di una realtà inversa, inattendibile, dove i dati vengono alterati ad “usum Delphini” da chi detiene le leve del potere. La classe operaia: svagata, delusa, apatica, ha perduto la sua identità ed è sempre più affetta da una sorta di sinchisi esistenziale. Tant’è che non riesce più a distinguere il bene dal male, talché non si reca a votare neanche quando i referendum sono pro domo sua. E la tanto osannata intelligenza artificiale darà il colpo di grazia agli ingenui che si aspettano dei benefici da tale strumento diabolico.Sic et simpliciter: lasciate ogni speranza, oh voi che… sperate!
Prof. Domenico Calderone