Convivum Park, il progetto di ricerca-azione dell’Università della Basilicata, sbarca alla Biennale di architettura di Venezia

Il gruppo di ricerca del Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (Dicem) dell’Università della Basilicata – coordinato dalla professoressa Chiara Rizzi – è tra gli invitati del Padiglione Italia della 17/a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia dal titolo “How will we live together?” e curata dall’architetto, docente e ricercatore Hashim Sarkis, che sarà  aperta al pubblico da sabato 22 maggio a domenica 21 novembre 2021. Il Padiglione Italia, a cura dell’architetto Alessandro Melis, sarà dedicato alle “Comunità Resilienti” e il progetto di ricerca-azione “ConvivumPark” è stato inserito nella sezione dedicata alle Università. “ConvivumPark” è un progetto del Nature-city Lab dell’Unibas sviluppato nell’ambito del progetto NaturArte – IV edizione, finanziato dalla Regione Basilicata attraverso il programma InnGreenPAF. “Convivum Park – ha spiegato Rizzi – è un progetto di Terza Missione che stiamo realizzando attraverso convenzioni ad hoc con il Parco della Murgia Materana, il Parco del Pollino e il Parco dell’Appennino Lucano. Per noi è un’occasione importante perché ci permette, attraverso la rete di NaturArte, di applicare un medesimo paradigma in modo coordinato tra più comunità.L’azione sul campo si struttura in un percorso di sette giorni per ciascun parco in cui studenti e studiosi  della nostra e di altre università partner diventano cittadini temporanei di una comunità ospitante con la quale elaborano e realizzano micro-progetti di rigenerazione. Le attività sul campo si svolgeranno durante i mesi estivi di quest’anno integrandosi con il calendario delle iniziative previste da NaturArte.Tale percorso, preceduto da una fase preliminare e propedeutica di accensione civica curata dall’impresa sociale Civitates, in seguito alle restrizioni imposte dalla pandemia, è stato anticipato da un’attività di auto-narrazione delle comunità per cui è stato necessario progettare un nuovo strumento che abbiamo chiamato paniere civico”. Si tratta di un contenitore virtuale composto da sei sezioni – paesaggio, patrimonio, tradizioni, artigianato, suoni, enogastronomia – in cui confluiscono narrazioni video autoprodotte dalle tre comunità coinvolte. Un’elaborazione video del Paniere Civico e due video interviste di Silvia Parentini, dottoranda del Dicem, e di Giovanni Ostuni, studente del corso di laurea in Architettura, rappresenteranno questa ricerca alla Biennale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *