Basilicata, la regione «più pastaiola d’Italia». Nell’ultimo anno incremento nei consumi di 3 punti percentuali oltre la media nazionale

La pasta è sulla tavola dei lucani almeno quattro volte la settimana. Con il sugo o altri condimenti, con i legumi e gli ortaggi freschi di stagione, le famiglie ne consumano fino a 36 kg a testa in un anno. Il titolo di regione «più pastaiola d’Italia» non è stato mai messo in discussione ma dopo il calo di vendite tra il 2017 (quando il primato ha toccato il record dei 42 kg pro-capite) e il 2019 (sotto i 30 kg pro-capite) l’anno del Covid ha registrato un picco di consumo. Secondo un’elaborazione di Unione Italiana Food nell’ultimo anno i consumi domestici di pasta in tutto il «Belpaese dei pastaioli» sono aumentati del 5,5% a volume e del 10% a valore. In Basilicata per la Cia-Agricoltori l’incremento è stato almeno di 3 punti percentuali superiore alla media. La Coldiretti parla di «autentico boom» per quella garantita al 100% da grano italiano che fa registrare un balzo del 29% in valore nel carrello pari a quasi il triplo della pasta normale.  Con il Covid – sottolinea la Coldiretti – è tornata prepotentemente la dieta mediterranea sulla tavola degli italiani, spinta da un aumento medio dell’11% dei consumi nel 2020 dei suoi prodotti simbolo come olio extravergine d’oliva, frutta e verdura fino alla pasta, per effetto della tendenza delle persone a compensare il maggiore tempo trascorso in casa con un’alimentazione più sana.

Alla pasta, dunque, proprio non si rinuncia anche se non tutti sono capaci di cucinarla. Un sondaggio proposto da «WeLovePasta», infatti, rileva che sono tanti quelli che non se la cavano ai fornelli. Così si ricorre al web al punto che sui social le ricerche a tema «spaghetti & C.» si sono ripetute 270mila volte negli ultimi sei mesi. E 3 pastaioli su 10 si attengono scrupolosamente alle indicazioni dei minuti stampate sulla confezione, mentre 7 su 10 si affidano all’assaggio e all’esperienza. «Quando parliamo di cibo e di pasta in particolare spesso il nostro è un giudizio soggettivo o di parte – spiega Riccardo Felicetti, Presidente dei pastai italiani -. Non abbiamo la presunzione di insegnare agli italiani come si cucina la pasta, visto che ne sanno già tanto, ma ci siamo resi conto che alcune informazioni non sono acquisite del tutto e che le giovani generazioni – in particolare – hanno voglia e piacere d’imparare».  I pastai italiani di Unione Italiana Food oltre a lanciare #PastaDiscovery, un ciclo di appuntamenti virtuali dedicato all’Abc della pasta per chi la ama da sempre, hanno diffuso un decalogo di consigli e 5 alert sui possibili errori, dal «mai aggiungere olio nell’acqua di cottura» a «mettere in pentola un adeguato quantitativo di acqua», fino ai grandi errori da penna blu: «Non sciacquare la pasta per fermare la cottura: si perde il sapore amidoso. Per freddarla basta scolarla qualche minuto prima e lasciarla raffreddare. Il sale va messo appena l’acqua bolle e prima di calare la pasta.

Se aggiunto troppo tardi l’acqua salata non idraterà in modo uniforme e fino alla sua «anima» la pasta. Mai trattare ciascun formato di pasta allo stesso modo». Nonostante cresca l’amore per la pasta i cerealicoltori lucani e meridionali non sono affatto soddisfatti. La Cia-Agricoltori parla di scarsa remuneratività e di troppo grano estero usato per la produzione di pasta messa in vendita in molti ipermercati e discount. Una forte contraddizione – commenta il lucano  Leonardo Moscaritolo che è il responsabile nazionale del Gie-cerealicolo della Cia-Agricoltori – rispetto all’andamento del mercato mondiale. Il mondo non ha mai avuto tanta abbondanza di cereali. Ma nonostante i silos pieni, i prezzi volano a livelli record: un rally almeno in parte di origine speculativa, legato anche a forme di accaparramento, che ha già cominciato a tradursi in un rincaro dei generi alimentari e che è particolarmente pericoloso in un periodo come quello attuale, in cui la pandemia da Covid sta mettendo a dura prova l’economia e la stabilità sociale».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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