Raccolta differenziata per le utenze non domestiche: come gestire i toner esauriti

Identificare correttamente i rifiuti prodotti è un’operazione non sempre semplice, ma assolutamente fondamentale per una corretta gestione della raccolta differenziata.

Negli uffici del settore pubblico e privato esiste un tipo di rifiuto che non tutti sanno come smaltire correttamente. Stiamo parlando dei toner, ovvero l’insieme di tamburo, cartuccia, componenti elettronici e polvere che consente a stampanti e fotocopiatrici di fare il proprio lavoro.

Se la maggior parte degli impiegati conosce l’ABC del cambio del toner scarico, a troppi sfugge quale sia la corretta prassi di smaltimento di questo oggetto. Cominciamo dalle definizioni per comprendere anche la pericolosità di una non corretta procedura di raccolta dei toner esausti.

Che cos’è un toner?

Vocabolario alla mano, per toner si intende la polvere che viene usata come inchiostro nelle fotocopiatrici e nelle stampanti. Quindi tecnicamente l’accezione comune di toner è scorretta visto che viene utilizzata per definire l’insieme, l’imballaggio, che contiene questa polvere. Chiaramente è quest’ultima l’elemento d’interesse che va debitamente smaltita per non creare danni all’ambiente e all’uomo.

Nel 2002 è stato revisionato il Catalogo Europeo dei Rifiuti che ha introdotto, tra i vari, anche questi due nuovi codici CER:

08 03 17 per i toner esauriti contenti sostanze pericolose;
08 03 18 per i toner esauriti diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17, quindi non ritenuti pericolosi.

Chiaramente le due tipologie di toner prevedono una diversa modalità di smaltimento. Andiamo a vedere cosa dice la legge in merito alla raccolta di questi rifiuti.

Cosa dice la legge?

La giurisprudenza da prendere in considerazione per questo tipo di rifiuti è il Decreto Legge numero 152 del 2006 che sancisce alcune norme in materia ambientale. Secondo la legge i toner esausti si classificano come rifiuti speciali in considerazione del fatto che non vengono prodotti in ambiente domestico. A loro volta questi rifiuti speciali sono suddivisi in pericolosi o non pericolosi, e come abbiamo detto nel caso dei toner troviamo riscontro in entrambe le tipologie.

Il responsabile del rifiuto è riconosciuto nel produttore o altro detentore. Ecco quindi i passaggi che deve rispettare questo soggetto:

1- Possono trasportare i suddetti rifiuti negli appositi centri di raccolta solo le aziende iscritte alla Categoria 8 (attività di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione). Quindi il responsabile d’ufficio dovrà solo detenere i toner esausti per poi affidarsi a una società addetta al ritiro, avendo la premura di verificare se quest’ultima è regolarmente autorizzata ad effettuare lo smaltimento.

2- I rifiuti vanno identificati secondo i codici CER. A questo punto spieghiamo il modo in cui questi vanno raccolti in attesa che vengano presi in carico dalla società addetta allo smaltimento. La prassi comune è quella di dotare il proprio ufficio di ecobox per la raccolta differenziata. Si tratta di contenitori leggeri compatibili con la maggior parte dei rifiuti. In molti casi si presentano come bidoni di cartone e vengono utilizzati comunemente come contenitori ecologici per raccolta differenziata. Nel caso dei toner però i più adatti sono quelli realizzati in polipropilene. Quindi i toner, una volta esauriti, vanno sostituiti con un nuovo prodotto la cui scatola va utilizzata per racchiudervi il vecchio, e poi depositato nella ecobox. Nel caso si tratti di un toner con classificazione 08 03 17 (pericoloso) va prima chiuso in una busta per evitare la possibile dispersione delle polveri. Inoltre questi rifiuti non possono essere detenuti per più di 90 giorni, quindi ogni 3 mesi bisognerà allertare l’azienda con la quale collaboriamo per procedere al ritiro.

3- La società del recupero si occuperà di compilare il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (F.I.R.) in 4 copie: una per il produttore del rifiuto, una per l’impianto di destinazione, una per la società che trasporterà il rifiuto, una che sarà riconsegnata al produttore una volta avvenuto lo smaltimento. Questi documenti vanno conservati 5 anni. Nel caso ci sia presenza anche dei toner CER 08 03 17 allora andrà compilato anche il registro di carico e scarico e, annualmente, il Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).

Pene per chi non rispetta le direttive di raccolta e smaltimento

Considerato che il produttore del rifiuto ne è responsabile fino al suo smaltimento, è importante anche conoscere quali sono le sanzioni per chi non rispetta le regole di cui sopra. Ecco:

– sanzioni amministrative di carattere pecuniario da € 2.600 a € 15.500 per rifiuti non pericolosi e da € 15.500 a € 93.000 per i rifiuti pericolosi.
– sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore.

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