Consegna mascherine e guanti “porta a porta”. Occhio alla truffa: ci sono sciacalli senza scrupoli!

Dopo la truffa dei finti volontari che si presentavano nelle abitazioni con la scusa di effettuare i tamponi e quella del servizio a domicilio, si stanno registrando in diverse regioni italiane, e c’è anche preoccupazione in Basilicata, ulteriori truffe “porta a porta”. A lanciare l’allarme è stato il Codacons, dopo l’ultimo caso registrato a Vimercate, nella provincia di Monza-Brianza. Diverse stazioni dei carabinieri in Basilicata hanno già diramati diversi avvisi, così come capitato a Baragiano, dove il comandante di Stazione, il maresciallo capo Aldo Furio Piccaluga, ha diramato un avviso per mettere in guardia la popolazione dai finti volontari che, sulla base delle varie segnalazioni ricevute, suonano il campanello sostenendo di consegnare dispositivi di protezione (dpi, vale a dire mascherine e guanti) per conto del Comune, per offrire una protezione contro il contagio. In realtà, potrebbe trattarsi di una truffa e quindi di malintenzionati. Nessuno è autorizzato a conegnare dispositivi di protezione personali, eccetto conoscenti o persone riconducibili ad associazioni reali, ma comunque autorizzati e quindi ben noti in paese. I malintenzionati così riescono a intrufolarsi nelle case dei cittadini, specie quelli più anziani e soli, dopo aver capito la loro fiducia. Insomma, nella tragedia, ecco gli sciacalli senza scrupoli, veri e propri ladri che tentano di raggirare specialmente gli anziani, distraendoli al fine di rubare oggetti preziosi nelle abitazioni o chiedere somme di denaro.

L’invito che rinnoviamo è quello di non aprire la porta a sconosciuti e a non far accedere nelle proprie case chiunque si offra come volontario o si spacci per funzionario comunale, per la consegna di mascherine. Ad eccezione se si conosce. L’invito è rivolto anche a figli e nipoti, affinchè si facciano portavoce presso i genitori per evitare questi raggiri. 

Claudio Buono

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