“Non numeri, ma persone. Parole e immagini di persone che hanno perso la vita sul lavoro”. Inaugurata la mostra a Potenza

Si è tenuta ieri, al Museo Provinciale di Potenza, l’inaugurazione della mostra fotografica itinerante ‘Non numeri, ma persone. Parole e immagini di persone che hanno perso la vita sul lavoro’. A due anni dalla scomparsa di Antonio Caggianese, la sorella Giusi ha aperto ufficialmente la mostra alla presenza del Prefetto di Potenza, del Presidente della Provincia e del Vice Sindaco di Potenza e dei rappresentanti della UILM, unica sigla sindacale presente. “Ringrazio la Provincia di Potenza e il Presidente per avermi dato l’opportunità di allestire qui la mostra e ringrazio l’Associazione Nazionale Ruggero Toffolutti per aver accolto l’invito a venire a Potenza in occasione del secondo anniversario dalla scomparsa di Antonio. Questa associazione nasce nel 1998 per volontà dei familiari di un giovane operaio ucciso da un infortunio in fabbrica, alla Magona di Piombino, oggi Liberty steel. Non ha colorazione partitica o religiosa ed è aperta a tutti, non solo ai familiari delle vittime. Lo scopo sancito dallo statuto è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, confrontandosi con i più giovani ed organizzando eventi come concorsi fotografici nazionali sul lavoro, manifestazioni sportive, presentazione di libri insieme agli autori, compartecipazione a campi-scuola di più giorni, spettacoli teatrali, concerti, produzione di video, testimonianze. La mostra fotografica ‘Persone, non numeri’ raccoglie le immagini di persone morte lavorando e con didascalie accurate ne descrive la vita e le speranze. Dal settembre 2009  ha avuto oltre 70 allestimenti in regioni diverse (Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sardegna, Piemonte, Umbria, Campania). In questi giorni sarà qui a Potenza per poi ripartire per il prossimo allestimento nella prestigiosa sede del Consiglio regionale della Toscana”. “Dopo la morte di Antonio, – continua Giusi Caggianese – sentivo il bisogno di confrontarmi con qualcuno che potesse comprendere il mio stato d’animo. Con l’aiuto di Facebook ho preso contatti con diversi familiari e sono riuscita a risalire a questa Associazione. Seguivo le loro attività ed ho potuto apprendere dell’esistenza di questa mostra itinerante. Vorrei in qualche modo rendere immortale mio fratello agli occhi di tutti. La sua scomparsa deve servire a sensibilizzare sul tema della sicurezza e deve essere la testimonianza che nessuno può ritenersi immune da queste tragedie. Ho chiesto quindi di inserire Antonio tra i soggetti della mostra e, insieme all’Associazione, abbiamo pensato che, allestire la mostra a Potenza, potesse essere un bel modo per ricordarlo per far si che Antonio non resti solo un numero di una sterile statistica. Il volerlo ricordare pubblicamente, – conclude Giusi – vuole essere una richiesta intrinseca di verità e di giustizia. Oggi, giovedì 27 febbraio, alle 18.30 presso la chiesa di San Rocco, ricorderemo Antonio in una messa”.  La mostra fotografica resterà esposta al Museo Provinciale di Potenza fino al 7 marzo.

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