Nel potentino un week-end sulle orme delle tradizioni. Il 12 e 13 ottobre il “Parco Urbano delle Cantine” a Rapolla

L’Amministrazione Comunale di Rapolla, anche quest’anno come da ormai più lustri, andrà a realizzare all’interno del parco inurbato delle cantine l’importante manifestazione culturale ed enogastronomica dal titolo “Parco Urbano delle Cantine di Rapolla” nei giorni 12 e 13 ottobre 2019. Con un pizzico di orgoglio, ci pregiamo di aver raggiunto già i 17 anni di attività e di essere riusciti a portare, con la nostra manifestazione, un piccolo paesino alle pendici del Vulture alla ribalta delle cronache non solo regionali, ma anche nazionali. Lo scorso anno abbiamo ospitato per più giorni la troupe televisiva Rai direttamente da Roma che ha poi realizzato un importante e peculiare servizio andato in onda su Rai 1 nel programma televisivo “La Vita In Diretta”. Questo del 2019 è l’anno di Matera e della Basilicata tutta, un anno ricco di eventi in tutta la nostra amata regione, ma soprattutto dal nostro punto di vista è l’anno zero che porterà finalmente i nostri luoghi, la nostra storia e le nostre tradizioni oltre i confini delle alpi in un più ampio quadro dal respiro Europeo. Il contatto ed il patrocinio morale della Capitale Europea della Cultura per il 2019 e della relativa Fondazione Matera – Basilicata 2019 è per noi motivo di vanto e di orgoglio. Un’occasione, questa, per rafforzare in tutti noi lo spirito e la voglia di perseverare nel portare avanti questo nostro ambizioso sodalizio.

IL PARCO URBANO DELLE CANTINE DI RAPOLLA: UN CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI – Il “Parco Urbano delle Cantine di Rapolla”, giunto alla sua diciassettesima edizione, si prefigge l’obiettivo di promuovere e diffondere i tesori agroalimentari di Rapolla e dell’intero territorio dell’unico vulcano, oggi spento, ad oriente della catena appenninica italiana: il Vulture. Il vino Aglianico, anzitutto, l’olio extravergine di oliva, le castagne, i salumi, i formaggi ed i prodotti da forno. L’appuntamento obbligatorio dell’autunno vulturino, si snoda su tre livelli, illuminato all’uopo con delle fiaccole che creano uno scenario incantato. Svariate centinaia le grotte scavate nel tufo, ancora oggi adoperate perché ottimali alla conservazione dell’Aglianico, che si trasformano per l’occasione in accoglienti luoghi di ristoro dove degustare i saperi ed i sapori di una terra a tratti ancora poco conosciuta nel suo intimo. Le grotte – cantine per due giorni tornano a vivere, configurandosi come un punto d’incontro tra uomini, generazioni, mestieri antichi e moderni, un luogo di rilancio e produzione dei prodotti specifici del luogo. Le iniziative, che non sono mai limitate all’enogastronomia, tendono anche alla promozione della storia e della cultura di uno dei paesi medievali più antichi della Regio Vulturis di Fortunatiana memoria. L’intento? Provare a creare un evento unico e genuino, non omologato ad altre iniziative, capace di recuperare la vera identità del posto che, seppur in piccola parte, si è andata perdendo con l’alternarsi inevitabile delle generazioni. Perno centrale le famiglie che, nella maggior parte dei casi, proprietarie delle grotte – cantine si riuniscono all’interno di queste per mangiare insieme approfittando dell’occasione per invitare i numerosi ospiti che vengono a visitare il parco ad unirsi a loro. La calorosa accoglienza tipica del Mezzogiorno unita all’unicità delle “materie prime” rendono ancora più gustoso il cibo ed interessante il circuito che ruota attorno ad esso. Si è inteso favorire la fruizione integrata, e perché no integrale, dell’area legando l’offerta turistica alle peculiarità non solo produttive, enogastronomiche ed artigianali, ma anche e soprattutto storiche di questa terra straordinaria. Attrattive le visite “obbligatorie” alle cantine di via Monastero e di Fosso Tiglio, presso la Cooperativa Rapolla Fiorente con la sua “Degustazione Pane e Olio in Frantoio”, i percorsi guidati finalizzati alla scoperta di alcuni tesori artistici del borgo antico [la Cattedrale, la chiesa di Santa Lucia, quella di San Biagio], gli spettacoli itineranti con falconieri e sbandieratori, il corteo medievale e la rievocazione storica di uno dei momenti cruciali della storia del paese: l’assedio alla città da parte delle truppe di Galvano Lancia del 1243. Gli antichi metodi per la lavorazione del vincotto, la pigiatura del vino in abiti storici, la preparazione della ricotta e del formaggio secondo procedure tradizionali, laboratori artigianali, in un tripudio di colori e sapori, diventano punto di interesse per i numerosi turisti che giungono in occasione dell’evento accompagnati, molto spesso, dalle note dei complessi bandistici musicali cittadini o band folkloriche itineranti. Un evento unico, per sottolineare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che la Basilicata è davvero una bella scoperta.

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